TORINO – Una Ferrari nell’occhio del ciclone, a un passo – come si dice sempre più da parte di radio paddock e anche nei corridoi di Maranello – dal cambiare il quinto team principal in dodici anni, non fa bene a tutto il Circus dei motori. Tanto più in un momento di fulgore clamoroso, tra perenni sold out nei circuiti, audience televisive record e dati social in continua crescita. Come i giovani che si appassionano. Si spiega probabilmente così l’intervento di Stefano Domenicali a “ Radio anch’io sport” su Rai Radio 1. Di fatto una difesa di Fred Vassuer o quanto meno l’invito a non agire d’impulso e considerare quanto la stabilità e la costruzione di un team forte siano valori indispensabili in questa Formula 1. Lo dimostrano le storie delle due scuderie dominanti: Red Bull e Mercedes che si sono spartite (8 a 7) 15 degli ultimi 16 titoli mondiali piloti, con Christian Horner (proprio l’uomo al centro delle voci di rivoluzione rosse per la sua autocandidatura) alla guida della prima per vent’anni e Toto Wolff che dirige la seconda da tredici.
Domenicali e il messaggio a Vasseur
Domenicali, dal 2020 amministratore delegato del Circus di Liberty Media, proprio in quanto ex team principal della Ferrari (2008-2014), cerca sempre di evitare troppi commenti su Maranello. Aver vissuto in prima persona l’epopea d’oro di Schumacher come direttore sportivo e poi gli anni duri e i continui ribaltoni (dopo di lui la brevissima parentesi di Marco Mattiacci, quattro anni di Maurizio Arrivabene e altrettanti di Mattia Binotto, quindi l’attuale era Vassuer), lo mette in una posizione di piena consapevolezza della questione. «È un momento in cui i risultati non sono quelli che ci si aspetta – afferma il manager romagnolo -. La mia esperienza mi dice che proprio in un momento di tante voci, anche di autocandidature di persone importanti, bisogna rimanere forti, uniti ed evitare soluzioni fantasiose che rischiano di portare fuori strada e far accumulare ulteriore ritardo». Non manca però un messaggio a Vasseur. «Chi ha la responsabilità di una squadra come la Ferrari, deve sentire la voglia di mantenere la barra dritta e avere chiaro cosa si deve fare per un percorso di vittorie. Più c’è tempesta e più bisogna che il comandante mantenga la barra dritta».
Ferrari, le voci su Horner e il futuro di Vasseur
Probabilmente il nervosismo mostrato nell’ultimo (ed ennesimo difficile) weekend in Azerbaigian, non ha aiutato il francese a presentarsi come un capo saldamente in sella. Vedi la battuta sulle voci dell’arrivo di Horner: «Dovete chiederlo alla mia assistente…». Un colpo basso, riferimento alla vicenda che ha portato al licenziamento dell’inglese da parte della Red Bull. In più, per altro come sempre (compreso a Monza, quando il presidente John Elkann e l’amministratore delegato Benedetto Vigna dopo la foto ricordo per il trentennale della prima vittoria Schumacher e il flop in pista sono andati via senza parlare), Vasseur non riceve supporto pubblico dai vertici di Maranello. Domenicali però, prima di volare in Malesia per il GP del Bahrain (sua idea per salvare parte del calendario compromesso dalla guerra nel Medio Oriente), ha voluto anche dare un’impronta positiva alla F1. Tanto più quella targata Italia. Ovviamente parlando di Antonelli. «Sta facendo una stagione straordinaria. La sua forza e la sua freschezza stanno portando una attenzione nuova al nostro campionato. Kimi ha dimostrato cosa vuol dire avere talento, ma soprattutto di saper gestire una pressione che è normale ci sia nel momento in cui sei in testa al campionato. Quello che sta facendo ci ha portato dei tifosi nuovi, giovani interessati non solo alle sue qualità in pista, ma anche di ragazzo dinamico e fresco». Che scalda anche il Popolo Rosso ormai eternamente gelato dalla Ferrari.
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