C’è qualcosa di profondamente malinconico nel vedere una festa da lontano: sai che in tanti sono lì per te ma tu non puoi raggiungerli, mentre cantano in coro le parole di una “Nel blu dipinto di blu” che riempie un Autodromo impazzito di felicità fatta di urla e lacrime. La Ferrari lascia Monza con la delusione di una prestazione insufficiente e con una questione interna che, inevitabilmente, richiederà una riflessione. E delle decisioni. L’ultima volta che il Gran Premio d’Italia si disputò il 6 settembre era il 2020. Anche allora Leclerc concluse la gara contro le barriere della Parabolica. Cercava di ottenere l’impossibile da una Ferrari che non disponeva della potenza necessaria per competere. Sei anni dopo, nello stesso giorno e nello stesso circuito, il monegasco è finito nuovamente contro le barriere dell’ultima curva, stavolta dopo appena due giri.
Leclerc e Hamilton, il confronto tra i piloti Ferrari
Prima dell’incidente, però, Monza aveva già mostrato una crepa nella domenica della Ferrari. Il confronto tra Leclerc e Hamilton ha riportato alla memoria le discussioni della tappa olandese e ha inevitabilmente acceso il dibattito attorno al rapporto tra i due piloti. Una fiamma che Charles ha voluto immediatamente spegnere: «Non so davvero chi stia forzando questa narrazione sul fatto che siamo l’uno contro l’altro. Voglio dire, sinceramente, a Zandvoort ci sono già state troppe chiacchiere». Tuttavia, il monegasco non ha negato la gravità di quanto accaduto, definendolo «oltre il limite». Dalla sponda di Hamilton, però, non sembra esserci l’intenzione di considerare l’episodio con il compagno di squadra come un semplice incidente da archiviare. «Io non corro in modo scorretto, ho sempre corso in maniera pulita e leale, lasciando sempre spazio agli altri. Perciò non credo che dovrebbero preoccuparsi di me».
Hamilton e Vasseur, le regole Ferrari dopo l’incidente
Lewis ha difeso il proprio modo di correre e il suo approccio alla squadra, affermando di essere arrivato in Ferrari rispettando gli spazi, evitando «assolutamente di mettere la squadra in pericolo. Quando ero alla Mercedes, avevamo delle regole d’ingaggio scritte. Qui non ci sono regole e credo che sia qualcosa che dobbiamo cercare di sistemare. Per quanto riguarda l’altra parte e le decisioni che vengono prese, dovete parlarne con Fred». Una questione, questa emersa nella prima parte della gara, che il team principal dovrà sicuramente affrontare soprattutto in vista della prossima tappa a Madrid: «Dovremo discutere con entrambi – dichiara Vasseur – per chiarire la situazione. Iniziare una gara con una delle due macchine che si trova poi in ottava posizione non è certo l’ideale». Per quanto riguarda l’esito di una giornata definita «dura» dal francese, c’è un giudizio che non nasce dalla semplice delusione per il risultato, ma dall’evidenza di un limite tecnico che a Monza è diventato impossibile da nascondere.
Ferrari SF-26, i problemi tecnici emersi a Monza
La SF-26 poteva essere competitiva in alcuni settori, ma il tracciato brianzolo non le ha perdonato le carenze sul dritto: «Sapevamo che Monza sarebbe stata difficile per questo motivo, ma è andata peggio di quanto ci aspettassimo», ha concluso. Almeno, sul fronte delle condizioni di Leclerc sono arrivate notizie rassicuranti, nonostante la violenza dell’impatto: «È stato uno shock, 50G d’impatto. È comprensibile», ha detto Vasseur. Poi lo sguardo si è già spostato al futuro: «Dobbiamo continuare a prendere gara per gara».
Ferrari, cosa deve cambiare dopo il GP di Monza
Forse Monza ha consegnato alla Ferrari proprio questa necessità: mettere ordine. Nella prestazione, nello sviluppo e persino nella gestione di due piloti che non possono permettersi di sottrarsi punti e posizioni quando la macchina è già costretta a inseguire. E mentre l’Autodromo intero cantava Modugno, la Ferrari non ha potuto fare altro che osservare. La festa era lì, a pochi metri, tra il rosso delle tribune e il rumore di un Paese che celebrava i propri campioni.
Ma per il Cavallino la domenica brianzola ha avuto il sapore di un brusco risveglio. E da Monza, paradossalmente, potrebbe cominciare qualcosa di importante: la consapevolezza che per tornare a volare non basta più semplicemente continuare a sperare.
Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/formula-1
