Oggi è un mese, preciso preciso: il 9 luglio la Ferrari aveva girato al Madring, da sola, con il pretesto di un filming day. Una scelta astuta per raccogliere in anticipo informazioni sulla pista spagnola ancora misteriosa e che tutti scopriranno venerdì, con le prime prove libere. L’anticipo con cui si è mossa la Scuderia è stato brillante: l’approccio ingegneristico dello Studio Dromo di Jarno Zaffelli, il designer emiliano che ha firmato anche sul nuovo Zandvoort, ha determinato un tracciato con curve a raggio variabile, pendenze ed elevazioni che contemporaneamente cambiano in un modo fluido, offrendo così ai piloti la possibilità di scegliere fra più traiettorie, ovviamente adottando anche diverse strategie nella guida. Leclerc e Hamilton questo lo hanno già visto, e qualcosa avranno pure già capito.
Ferrari, c’è una pista favorevole: ma…
Dal punto di vista del famigerato disegno, si tratta di una pista con un primo settore veloce che introduce a una seconda parte con le curve più interessanti, a bassa e media velocità, prima di alcune svolte a novanta gradi, nello stile cittadino di Baku e Singapore. Non fosse successo nulla di speciale domenica scorsa a Monza diremmo semplicemente: è una pista favorevole alle Ferrari. Il che è anche vero, ma non si può ignorare come la Scuderia necessiti di una via di uscita immediata dall’incubo di Monza. Il presidente Elkann dovrebbe intervenire nel breve termine per permettere alla squadra di uscire dal guado dell’indecisionismo – di cui l’indisciplina in gara dei piloti è diretta conseguenza – e dell’inconcludenza tecnica: tante trovate geniali come l’ala reversibile e gli scarichi deviati, eppure una sola vittoria convincente (Barcellona), oltre a un’altra ottenuta per buona sorte (Silverstone).
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Leclerc dopo il botto: lui è ok, il motore pure
Dal botto tonitruante di Leclerc alla Parabolica (oltre 230 orari, impatto da 50G), piloti e macchina sono usciti in condizioni discrete. Si temeva per Charles, uscito stordito e con un problema temporaneo di visus all’occhio destro, ma poi i test medici hanno confermato il buono stato di salute. Per ragioni precauzionali non ha girato ieri al simulatore – inutile aggiungere scuotimenti due giorni dopo il trauma -, sul quale già nella settimana precedente Monza aveva studiato il Madring. Il pilota domenica sera era rientrato in macchina con la moglie da Monza a Monte Carlo, e ieri è stato confermato che sia in condizione di tornare alla guida. Antonio Giovinazzi, di turno al Madring come pilota di riserva, potrà dedicarsi come di consueto alle pubbliche relazioni (e comunque, in caso di vero allarme, il primo candidato a sostituire un titolare sulla Ferrari sarebbe Ollie Bearman della Haas). Dopo i primi controlli, i tecnici hanno anche dato l’ok all’uso del telaio coinvolto nel botto della Parabolica, e della power unit che era nuova di zecca. Altri test approfonditi sul motore sono stati svolti ieri, ma l’orientamento era quello di riutilizzare l’unità, che oggi partirà regolarmente per Madrid. Tali confortanti notizie e il circuito favorevole alla SF-26 non risolvono i seri problemi che gravano sulla Scuderia. Dovesse anche concludersi il GP di Spagna con una doppietta Ferrari – ipotesi di scuola – resta il fatto che troppe cose non funzionano, a cominciare da questa monoposto onestissima ma senza acuti.
Fonte: http://www.corrieredellosport.it/rss/formula-1
