La Ferrari tira un sospiro di sollievo. Non sta bene solo Charles Leclerc, uscito illeso dal terrificante incidente alle barriere della Parabolica di Monza. Sono salvi anche gli organi vitali della sua SF-26, apparentemente uscita distrutta dall’impatto. Inizialmente si temeva soprattutto per il motore, quello appena rinnovato grazie al secondo gettone ADUO e montato in occasione del GP d’Italia. La violenza dei colpi e il fatto che l’impatto a 234 km orari con decelerazione di 50G è stato laterale (quindi con la distruzione di pance e braccetti della sospensione), aggiunta al fatto che la power unit (come mostrato dalla telemetria) è rimasta accesa per un po’ di tempo nella ghiaia, avevano fatto temere danni irreparabili. Invece, come fanno sapere da Maranello nonostante le voci rimbalzate dal sito AutoRacer.it, gli esami approfonditi effettuati nel Reparto Corse tra lunedì e ieri hanno dato il via libera al suo riutilizzo.
Ferrari, il nuovo propulsore a Madrid. E la penalizzazione…
Oggi il nuovo propulsore caratterizzato dalla sigla 067/6 verrà quindi spedito a Madrid per il weekend che segna l’ingresso nel Circus del nuovo circuito semi-cittadino della capitale spagnola. Un tracciato molto esigente anche dal punto di vista del motore, visto che si corre a circa 700 metri di altitudine, con un mix tra curve veloci stile Barcellona e Silverstone, rettilinei lunghi come Baku e soprattutto la temutissima Monumental, una vera parabolica di 550 metri con una pendenza del 24%, roba da fare impallidire gli ovali americani. Il sospiro di sollievo deriva dal fatto che con l’introduzione dell’ADUO2 la Ferrari a Monza ha raggiunto il limite di power unit (quattro) su entrambe le vetture, e quindi ogni propulsore nuovo verrà pagato da regolamento con una grande penalizzazione. Quella che a Monza non ha fermato Kimi Antonelli e la sua super Mercedes. Un’altra storia… A Maranello per altro hanno certificato pure l’integrità del telaio e del cambio della monoposto di Leclerc. Anche se tutto dovrà essere provato in pista e non solo al banco. Appuntamento prima giovedì, quando le macchine verranno riassemblate al circuito, ma soprattutto venerdì, nelle prime libere sul nuovo tracciato costruito tra gli edifici della Fiera di Madrid, con una parte permanente alla fine dei suoi quasi cinque chilometri e mezzo, con ben 22 curve e diversi su e giù, tanto che tra la curva più alta (7) e quella più bassa (2) ci sono 26 metri di dislivello.
Ferrari, unica scuderia ad aver provato il tracciato
L’altro elemento favorevole (sulla carta) per la Ferrari è che si tratta dell’unica scuderia ad aver provato il nuovo tracciato. L’ha fatto il 7 luglio scorso in un Filming Day (200 km con gomme demo equamente divisi tra Leclerc e Hamilton) che è servito per raccogliere dati preziosi sull’asfalto (molto liscio e quindi con poca abrasione per le gomme), sulle traiettorie e sui cordoli. Fattore chiave per questa Formula 1, come per altro s’è visto proprio a Monza, dove Leclerc ha perso la sua macchina per aver accelerato con una ruota posteriore sulla grata metallica di scolo delle acque. La questione fondamentale, sempre rimanendo in tema propulsore, sarà ottimizzare la gestione dell’energia nella nuova power unit, cosa non affatto riuscita a Monza, sia per le caratteristiche dell’Autodromo (il tempio della Velocità con lunghi rettilinei), sia per la poca conoscenza in pista del motore fresco di sviluppo e introduzione.
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