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Zverev guarda a Djokovic: “Una delle sfide più difficili”. Shang: “Per la prima volta volevo uscire dal campo. Non stavo bene, il dolore è aumentato”


Alexander Zverev guarda già alla sfida con Novak Djokovic, mentre Shang Juncheng racconta una serata condizionata dal dolore. Dopo il successo del tedesco per 6-0 6-3 al China Open, le conferenze stampa dei due protagonisti hanno restituito due stati d’animo molto diversi: la fiducia di Zverev, soddisfatto del proprio tennis, e l’amarezza del giovane cinese, frenato da un problema agli addominali.

Zverev: “Mi aspettavo una partita difficile”
Il tedesco ha spiegato di essersi trovato a proprio agio nelle condizioni del campo, con il tetto chiuso, ma di aver preparato l’incontro senza sottovalutare il suo avversario.
“Le condizioni erano diverse perché il tetto era chiuso. Sembrava davvero di giocare al coperto: era un campo indoor e per me era confortevole. Mi aspettavo comunque una partita difficile, perché so che è molto giovane, ha tanto talento e un grande potenziale. So che negli ultimi anni ha avuto problemi con gli infortuni, ma sappiamo quanto possa essere pericoloso”.
Zverev ha riconosciuto anche un piccolo calo di concentrazione quando l’incontro aveva ormai preso una direzione precisa: “Ero pronto fin dal primo momento e per un set e mezzo ho fatto quello che dovevo. Poi ho perso un po’ di concentrazione, perché non c’era davvero partita. Sono sicuramente contento del mio livello”.

La sfida con Djokovic: “Su questo campo si trova benissimo”
Nei quarti di finale lo attende Novak Djokovic, un avversario che Zverev considera ancora tra i più difficili da affrontare sul cemento, soprattutto in un torneo nel quale il serbo ha costruito un rapporto speciale con il campo.
“Per me è sicuramente una sfida entusiasmante. È un campo che lui ama e sul quale si diverte a giocare, non ci sono dubbi. Qui ha vinto, quante, 31 partite consecutive? Credo che, al meglio dei tre set, affrontarlo sul cemento sia ancora una delle sfide più difficili che si possano avere in questo sport. Sta giocando benissimo. Non vedo l’ora di affrontare questa sfida e di scendere in campo domani”.

Alla domanda sulla corsa al numero uno e sull’assenza di Jannik Sinner a Shanghai, Zverev ha ribadito le proprie ambizioni, riportando però l’attenzione sull’impegno immediato.
“Non è un segreto che sia un obiettivo, sicuramente. Ma in questo preciso momento sto pensando a Novak Djokovic e alla partita di domani. Affrontarlo sul cemento è una delle sfide più difficili nel nostro sport. So per cosa sto giocando e so di essere molto, molto motivato in questo momento. Ma domani mi aspetta una sfida complicata ed è su quella che sono concentrato”.

“Abbiamo deciso di cambiare il mio tennis”
Zverev ha poi spiegato come il lavoro svolto con il suo gruppo abbia contribuito alla fiducia che mostra in campo.
“Alla fine dello scorso anno ho ridefinito un po’ il mio tennis. Ne ho parlato apertamente. Mi sono seduto con il mio team e abbiamo deciso che quest’anno avremmo giocato un tennis diverso. Sta funzionando bene. All’inizio dell’anno abbiamo perso alcune partite che non avremmo dovuto perdere, ma sapevamo che era il prezzo da pagare. Sono contento di aver fatto questo passo”.
Sul piano delle energie, il tedesco non si è mostrato preoccupato: “Il mio serbatoio va bene. In questa parte della stagione sei stanco soprattutto mentalmente. Quando hai qualcosa per cui giocare, io mi sento bene. So di essere capace di recuperare e di giocare un buon tennis. Devo fidarmi delle mie capacità”.

Interessante anche la sua riflessione sull’evoluzione del gioco rispetto agli esordi nel circuito: “Il tennis non è certamente peggiorato. Tutto si evolve: noi esseri umani, lo sport, la tecnologia. Racchette e corde rendono il gioco più veloce e più potente. Sono cambiate anche le superfici e le palline”.
“Dieci anni fa, quando sono arrivato nel circuito, il tennis era molto più tattico. Dovevi ragionare su come giocare. Adesso credo che conti molto la potenza: chi colpisce meglio di diritto e di rovescio vince la maggior parte delle partite”.

Shang: “Non stavo bene, il dolore è aumentato”
Di tutt’altro tenore le parole di Shang Juncheng. Il cinese ha raccontato di essere felice di tornare sul Diamond Court, ma di non essere riuscito a offrire la resistenza che avrebbe voluto.
“Ero molto felice di tornare sul Diamond, ma oggi non sono riuscito a metterlo alla prova. Credo che per lui sia stata una partita piuttosto comoda e per me molto sofferta. Per la prima volta nella mia vita volevo uscire da un campo da tennis così in fretta, perché non stavo bene. Sentivo dolore e non ero a mio agio”.
Il problema era comparso già durante il doppio del giorno precedente: “Ieri, durante il doppio con Alex, ho sentito un piccolo fastidio agli addominali. Servire era piuttosto difficile, anche se nel complesso credo di aver servito molto bene”.
Al risveglio, però, le sensazioni non erano rassicuranti: “Stamattina sentivo gli addominali contratti e non sapevo se sarei riuscito a giocare a pieno ritmo. Ho fatto il riscaldamento con cautela. Sembrava andare tutto bene, poi nel primo set ho perso il servizio nel primo game e già in risposta avvertivo fastidio. Poco alla volta il dolore è peggiorato. Non mi sentivo a mio agio in campo”.

“Non ero abbastanza in salute per giocare questa partita”
Shang ha espresso grande rispetto per Zverev, spiegando però quanto le proprie condizioni abbiano limitato il confronto.

“È senza dubbio uno dei migliori giocatori del momento e per me è un onore condividere il campo con lui. Oggi, però, non posso dire molto: non sono riuscito a metterlo in difficoltà. Ha giocato alle sue condizioni, senza che io gli mettessi pressione. Non ero abbastanza in salute per disputare questa partita. Gli faccio i complimenti e gli auguro il meglio”.

Resta anche l’incertezza sulla possibilità di scendere in campo in doppio: “Non lo so ancora, perché in questo momento non mi sento bene. Prima devo dormire, poi ne parleremo domattina. Farò del mio meglio per andare in campo e tornare in salute il prima possibile”.
Il bilancio del torneo conserva comunque un elemento positivo, legato all’affetto del pubblico di casa: “È stata un’altra settimana felice, nella quale ho potuto giocare nella mia città con tanti tifosi a sostenermi, come sempre. Ma la conclusione è stata difficile. Gli ultimi due anni non sono stati molto benevoli con me: ho cercato di stare bene, mi sono infortunato e ho dovuto ricominciare. È quello che sto facendo adesso con il mio team. Cerco di guardare il lato positivo e di tornare in salute”.

Infine, Shang ha precisato che la tranquillità mostrata all’esterno non racconta sempre ciò che prova durante una partita: “Tutti hanno un lato rilassato e uno nervoso. Nel primo incontro ero davvero nervoso, avevo tutto il corpo rigido. Posso sembrare rilassato, ma cerco di godermi le partite. Ci sono momenti sereni e altri di frustrazione. Provo a imparare da ogni punto e a lottare su ogni punto”.

Francesco Paolo Villarico


Fonte: http://feed.livetennis.it/livetennis/

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