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Mpetshi Perricard, una crisi profonda: “Non funziona niente. Ci sono state tante cose negative, sia nel mio gioco sia al di fuori del campo, mi ci vorrà tempo”


Quando si attraversa un periodo di crisi sia tecnica che personale, uscirne non è affatto facile, servono tempo e pazienza. È il momento vissuto da Giovanni Mpetshi Perricard, di cui già avevamo parlato a settembre dopo l’ennesima brutta prestazione negli Stati Uniti. Adesso il gigante di Lione ha raccontato apertamente di aver attraversato un periodo di “depressione e burnout”, con un conseguente crollo di motivazioni e in classifica. Il francese aveva vissuto una stagione 2024 da protagonista, salendo fino alla 31ª posizione del ranking mondiale e conquistando i suoi primi titoli ATP a Lione e Basilea.

Forte di un servizio imprendibile dall’alto dei suoi 201 centimetri, Mpetshi Perricard aveva superato avversari del calibro di Félix Auger-Aliassime, Holger Rune e Ben Shelton allo Swiss Indoors e messo in difficoltà altri avversi di valore nella stagione. Un grande potenziale, ma anche un gioco poco stabile e continuo. Dopo una ascesa repentina, nel 2026 tutto si è arrestato e il suo bilancio stagionale recita 8 vittorie e 18 sconfitte. Dopo l’eliminazione al primo turno delle qualificazioni a Bruxelles, il francese è scivolato fino alla 145ª posizione mondiale, un crollo verticale dal proprio “best” di n.29 toccato nel febbraio del 2025. Dopo un periodo di silenzio, Giovanni ha rilasciato qualche dichiarazione a L’Equipe sulle difficoltà che sta affrontando.

“A parte il servizio, non funziona niente. Gli ultimi mesi sono stati sicuramente difficili”, ha raccontato il francese. “Ci sono state tante cose negative, sia nel mio gioco sia al di fuori del campo. Sto cercando di rimettere insieme i pezzi, poco alla volta, ma non è facile. Ci vorrà molto tempo”.

Mpetshi Perricard quest’anno non è riuscito a vincere nemmeno una partita nei tabelloni principali degli Slam e la sua unica vittoria in un Masters 1000 è arrivata a Roma, contro Jacob Fearnley. Il suo servizio è tra i più potenti ed efficaci del circuito, ma al momento non basta a compensare le difficoltà che sta attraversando in risposta, nella continuità di prestazione, e anche come attitudine. Alle prime difficoltà tira i remi in barca e questo non è accettabile se vuoi vivere da protagonista nella dura competizione del tour ATP attuale. Dopo US Open, Mpetshi Perricard si è ritrovato senza allenatore e ha ammesso di aver persino smesso di guardare e interessarsi al tennis.

“Si è trattato di una sorta di depressione, di burnout. I miei amici mi sono stati vicini e mi hanno aiutato, perché non tutti i pensieri che mi passavano per la testa erano positivi. Mi hanno dato un sostegno enorme in un periodo in cui le cose andavano davvero molto male” racconta il francese. “È una salita difficile, molto ripida, e per il momento anche lunga, ma devo perseverare. Non è facile. Devo cambiare mentalità. È dura, davvero dura. Credo che le cose si sistemeranno, ma ci vorrà tempo”.

Mpetshi Perricard era stato protagonista suo malgrado dell’addio repentino di Francisco Roig, chiamato da Swiatek dopo pochi giorni insieme al francese e mollato – a dire di Giovanni – senza una parola. Quindi è stato seguito in estate dall’ex finalista degli US Open Greg Rusedski, ma senza trarne alcun giovamento tanto che i due si sono separati. È attualmente reduce da una serie di otto sconfitte consecutive, con prestazioni scadenti su tutta la linea. Un momento davvero complicato per il ventitreenne, chiamato a ritrovarsi per invertire la rotta.

Mario Cecchi


Fonte: http://feed.livetennis.it/livetennis/

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