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La WTA cerca una nuova strada, Camillo a Roddick: «Dobbiamo essere coraggiosi e ambiziosi»


Disciplina finanziaria, maggiore controllo sugli eventi e una nuova dimensione per le Finals. È la strada indicata da Valerie Camillo per rafforzare il circuito femminile. Intervistata da Andy Roddick nel podcast Served, la presidente della WTA ha affrontato le difficoltà economiche dell’organizzazione e illustrato il progetto con cui intende trasformare il potenziale del tennis femminile in ricavi più solidi.

Il punto di partenza è il 2026, descritto come un anno di transizione. La gestione deve fare i conti con costi straordinari e decisioni impegnative, tra cui il trasferimento delle WTA Finals a Indian Wells e la necessità di organizzare direttamente l’appuntamento in tempi ridotti.
Per Camillo, tuttavia, occorre distinguere il peso di questa fase dalla capacità del circuito di produrre valore nel lungo periodo. Affrontare le urgenze economiche è necessario, ma deve accompagnarsi a un cambiamento nel modo di gestire e valorizzare le competizioni.

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Le WTA Finals rappresentano il banco di prova principale. La presidente considera il torneo conclusivo della stagione un evento dal valore ancora poco sfruttato. Dal 2027, con il trasferimento a Charlotte, in Carolina del Nord, l’obiettivo sarà costruire un appuntamento capace di coinvolgere il pubblico anche oltre gli incontri.
Attività per gli appassionati, conferenze e iniziative collaterali dovrebbero contribuire a trasformare la manifestazione in un riferimento per lo sport femminile. Il modello evocato è quello dei grandi eventi statunitensi, a partire dal Super Bowl: una competizione che diventa anche un’occasione di intrattenimento e un punto d’incontro per sponsor, aziende e tifosi.
Un primo segnale incoraggiante, secondo Camillo, è arrivato dal mercato: l’accordo con uno sponsor principale sarebbe stato raggiunto appena tre settimane dopo la presentazione del progetto di Charlotte. Una rapidità che la dirigente interpreta come una conferma dell’interesse commerciale ancora da sviluppare attorno al torneo.

«Abbiamo a disposizione più opportunità di qualsiasi altro sport femminile», ha sostenuto.
La convinzione nasce dalla dimensione internazionale del tennis, dalla presenza di protagoniste riconoscibili in diversi mercati e da una storia costruita nell’arco di decenni. A questi elementi si aggiungono il legame con il circuito maschile e il percorso verso la parità dei montepremi, parte centrale dell’identità della WTA.
La difficoltà consiste nel trasformare queste risorse in entrate durature. Camillo porta nel tennis esperienze maturate in altre organizzazioni dello sport professionistico, ma riconosce che il circuito presenta una struttura particolarmente complessa. Paesi, tornei e interlocutori diversi rendono più difficile coordinare strategie su diritti audiovisivi, utilizzo dei dati e nuove opportunità commerciali.
Resta inoltre uno squilibrio di fondo: lo sport femminile dispone ancora di risorse inferiori rispetto a quello maschile. Per ridurre questa distanza, la presidente propone di attirare investimenti, assumere rischi ponderati e sviluppare eventi e progetti sui quali la WTA possa esercitare un controllo maggiore.

«Dobbiamo essere coraggiosi e ambiziosi», ha riassunto.
La sfida sarà conciliare questa volontà di crescita con il rigore economico richiesto dalla situazione attuale. Indian Wells rappresenta l’impegno immediato; Charlotte dovrà dimostrare se una sede stabile e un progetto più ampio possano aumentare il valore delle Finals, producendo benefici concreti per l’organizzazione e per le giocatrici.

Marco Rossi


Fonte: http://feed.livetennis.it/livetennis/

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