La assenza di Jannik Sinner sino al termine della stagione porterà in dote ad Alexander Zverev il primato nel ranking ATP a fine stagione. Un traguardo incredibile per un tennista maturo, che ha sofferto nel 2022 un gravissimo infortunio (7 tendini della caviglia saltati per aria con la terribile storta contro Nadal in semifinale a Roland Garros) e soprattutto ha visto i sorci verdi con tantissime – e cocenti – sconfitte contro i rivali sopra di lui, prima il trio di leggende Djokovic-Federer-Nadal e oggi il duo Sinner-Alcaraz. A premiarlo una grande continuità di risultati e prestazioni, e la bravura a farsi trovare pronto e vincere in questa stagione a Roland Garros e US Open, ovviamente favorito dalla assenza di Jannik e Carlos ma non per questo titoli immeritati. Proprio sulla questione del “merito” dei successi del tedesco e del prossimo n.1 ATP (sarà il trentesimo nella storia del ranking computerizzato) si è espressa Kim Clijsters, gloria del tennis belga e oggi commentatrice nei massimi eventi stagionali. Parlando al podcast Love All, Kim ha preso le difese di Zverev dalle tantissime critiche che sta ricevendo, nonostante una stagione da incorniciare con due Slam, i primi in carriera.
“Sascha n.1? Sicuramente non me lo aspettavo, ma dimostra ancora una volta che nel tennis la continuità è fondamentale” afferma Clijsters. “E non parlo soltanto della continuità sul campo, ma anche della capacità di mantenersi in salute. Se guardiamo a ciò che hanno fatto Rafa, Roger e Novak, e a quello che Novak sta ancora facendo, ovvero la capacità di rimanere in salute per così tanto tempo… Jannik oggi, e prima Carlos, che è stato fermo per un po’ a causa di un problema al polso, hanno già dovuto fare i conti con infortuni piuttosto seri nelle prime fasi della loro carriera, prima di quanto fosse accaduto, credo, a Roger e Rafa”.
“Sarà molto interessante vedere quale impatto avrà sul loro fisico l’intensità con cui giocano, la condizione atletica necessaria per affrontare partite così lunghe e scambi così prolungati. Fa parte dello sport, ma lui è stato il giocatore più continuo in campo e anche dal punto di vista della salute, quindi merita assolutamente questo riconoscimento”.
A Clijsters è stato ricordato il bilancio estremamente negativo di Zverev contro Alcaraz, Sinner e Djokovic in stagione (1 sconfitta contro Carlos e Novak, e ben 5 contro Sinner, senza mai battere i tre campioni) e per questo le è stato chiesto se ritenesse ancora meritata la sua prossima posizione di leader del tennis mondiale. Così ha risposto la belga: “No, non cambia affatto la mia opinione. Forse penso alla mia esperienza, a quando sono diventata numero uno per la prima volta. Credo fosse il 2004, quando battei Lindsay Davenport a Los Angeles. Non avevo ancora vinto uno Slam e, per molto tempo, i media mi chiedevano: “Pensi di essere abbastanza forte? Pensi di meritare di essere numero uno? Non hai ancora vinto uno Slam”.
“Serena Williams disputava meno tornei di livello inferiore, ma quell’anno era davvero dominante negli Slam. Quindi forse sono un po’ condizionata dalla mia esperienza e penso che lui abbia fatto così bene. Sì, ha vinto due Slam, ma i media e le persone troveranno sempre qualcosa da usare per criticarti o sminuirti. Quello che non si può negare, però, è che sia stato il miglior giocatore. Su questo nessuno può dire nulla” conclude Clijsters.
Un parere autorevole ma che certamente non sarà sufficiente a cancellare le critiche che continueranno a piovere su Zverev, prossimo n.1 grazie alle sue notevoli prestazioni e vittorie ma, indubbiamente, favorito dai troppi mesi “off” di Alcaraz e Sinner nel 2026.
Marco Mazzoni
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