Gli americani dicono “In The Zone”, ossia uno stato di grazia nel quale tutto provi e tutto ti riesce, quasi volando su di una nuvola in totale trance agonistica. Kyrian Jacquet è arrivato all’ATP 500 di Tokyo in grande forma e fiducia e lo ha dimostrato battendo Luciano Darderi per 6-3 7-6(5) con una prestazione maiuscola, forte di 27 vincenti, 15 Ace e una potenza in spinta per larga parte del match inarrestabile. Una furia. Eppure Darderi non ha nemmeno disputato una partita così scadente, c’ha provato, ha spinto e nel secondo set ha retto pur traballando, annullando tre palle break in tre game diversi, approdando al tiebreak. Lì si ipotizzava che il braccio poderoso del francese potesse accusare qualche timore e bloccarsi; invece il 25enne di Lione ha continuato a martellare con prepotenza, e tutto si è deciso… in uno scambio di soli slice di rovescio, rarità in una partita muscolare se ce n’è mai stata una. In quel punto, sul 3 pari, Darderi ha avuto la chance di scendere a rete su di una traiettoria un filo più corta, ma si è “incartato” e ha sbagliato in rete. Sulla frustrazione di quell’errore, ha tirato malamente out un diritto che gli è costato il mini-break decisivo. Tuttavia sarebbe riduttivo imputare solo a quei due punti l’esito di una partita che nell’ora e mezza di gioco è stata condotta perlopiù dal francese, davvero bravo a spingere a tutta e farlo per primo, mettendo costantemente pressione all’italiano.
Non è facile quando trovi un avversario che gioca un tennis piuttosto simile al tuo e riesce a tirare ancor più forte, prima e comandando il ritmo di gioco. Darderi è forse mancato un filo in risposta, con troppi game del francese volati via rapidissimi nonostante il 59% di prime palle in gioco (clamorosa la resa del 92% dei punti, ossia li ha vinti quasi tutti). Rallentare per poi attaccare non è nel DNA dell’azzurro, ma forse contro un avversario così centrato nel tirare a tutta, con ben pochi errori e sempre al comando, provare a spezzare di più il ritmo invece di insistere con un braccio di ferro leonino poteva essere una opzione almeno da provare. Un piccolo rammarico per il non essere riuscito ad allungare il match al terzo set, poiché lo stato di grazia del francese magari non sarebbe durato più a lungo. Infatti negli ultimi game del secondo set è arrivato qualche errore in più di Jacquet, qualche diritto in rete arrivando un filo in ritardo sulla palla ma tirando comunque a tutta. Piccoli segnali, ma alla fine il francese è stato bravo a chiuderla in due set e meritarsi l’accesso ai quarti dove ora trova Munar (partita non impossibile vista la sua forma). La vittoria su Darderi per Jacquet è anche la più prestigiosa in carriera per ranking dell’avversario battuto.
Gli ultimi giorni di Jacquet sono una cavalcata avvincente: ad Hangzhou ha battuto il primo top 50 in carriera (Etcheverry), si è qualificato per la prima semifinale sul tour maggiore (battuto da Rublev), quindi è entrato nei top 100 e ora ha battuto il primo top 20. Uno stato di grazia forte di una forma fisica eccezionale che gli consente di picchiare fortissimo la palla e sbagliare davvero poco per il coefficiente di rischio. Non gioca così da oggi il francese, ma gli mancava continuità e fiducia. Adesso sul campo vola, è prontissimo a scatenare bordate a tutto campo. Diritto e rovescio non fa distinzione, sul lato destro tira più forte, col bimane da sinistra è velocissimo in anticipo e ha un controllo sul lungo linea favoloso. E poi ha ritmo, entra subito e ti travolge con la sua energia. Un problema grosso per Darderi arginare uno con un tennis piuttosto simile ma più aggressivo e pronto a prendere per primo l’iniziativa. Davvero applausi al francese, vincitore con merito. Se riuscirà a tenere questo livello, la top 100 non solo è sicura, ma la sua scalata potrebbe essere appena iniziata. Forse lo scenario per l’azzurro poteva cambiare se fosse riuscito, almeno in una fase del match, a mettere davvero pressione al rivale. Per questo è mancato un po’ in risposta (solo 13 punti vinti, contro i 27 di Jacquet), con un dato emblematico: nessuna palla break ottenuta dall’azzurro. Difficile pensare di vincere con questo dato.
Marco Mazzoni
La cronaca
Jacquet inizia a spron battuto, mettendo in mostra la sua qualità muscolare di colpitore. Qualche sbavatura invece per Darderi che concede una palla break nel suo primo turno di servizio sul 30-40, ma è solido e la annulla prontamente senza correre rischi (1-1). Che il francese sia in forma lo si nota da come impatta benissimo col diritto, in grande controllo e senza la minima esitazione, e poi sul 2-1 trova anche una risposta di vincente di rovescio lungo linea, forse anche un filo fortunata, ma gli vale un interessante 0-30. Visto lo score si butta a rete ma sbaglia una volée comodissima col naso sul net, errore marchiano con un potenziale 0-40… Darderi non si fa pregare, aziona la potenza del diritto e rimonta (2-2). Il gioco lo controlla di più il francese, bravo anche a toccare un lob di qualità nel sesto game, quindi sul 30 pari è Darderi a sbagliare malamente un diritto a metà campo, forse cambiando idea visto il movimento del rivale. 30-40, altra palla break. La gioca molto male l’azzurro: rischia la smorzata, non gli esce nemmeno male ma la rincorsa di Jacquet è splendida come il tocco in allungo, e il lob di Luciano resta sulle corde, per uno smash comodissimo. BREAK, 4-2 Jacquet, in grandissima fiducia e pronto ad spaccare la palla col diritto – clamorosa la bordata in apertura del settimo gioco, e settimo winner. Grandina su Darderi, Jacquet tira tutto e tutto sta in campo, veloce nel prendere l’iniziativa e con una resa incredibile. Pure il rovescio funziona, Kyrian vola avanti 5-2 con l’Ace. Non funziona il gioco di Darderi, forse anche un po’ scorato dall’ondata del rivale. Un diritto scomposto gli costa un nuovo 30-40, e set point. Stavolta il servizio lo aiuta, anche una seconda palla più carica e insidiosa. 5-3. Jacquet tira dritto senza timori, due Ace e un diritto vincenti dallo 0-15, chiude il set 6-3. Meritatissimo, ha condotto il match con ben 18 colpi vincenti.
Luciano riparte nel secondo set con un buon turno di battuta, e al cambio di campo arriva il caffè ormai consueto, sperando possa dare ancor più spinta. Il secondo game è davvero un braccio ferro a chi tira più forte col diritto, quasi esagerano i due dandosela di santa ragione, ma del resto si gioca un po’ a specchio ed è necessario andare sopra all’altro per prevalere. Nel terzo game Jacquet trova uno schema fantastico: smorzata col diritto, quasi in allungo, e poi un lob perfetto. Applausi, è il vincente n.22 di un match finora clamoroso, e gli vale un 30-40 e palla break. Stavolta Kyrian non riesce a tenere in gioco un rovescio a tutta, oggettivamente con una spinta così potente da essere esagerata. Lotta feroce, con l’azzurro in difficoltà ogni volta che non mette la prima palla in gioco, ma porta a casa il game (2-1). Lo scenario si ripete sul 2 pari, quando di nuovo sul 30 pari c’è un altro braccio di ferro vinto dal francese, e nuova palla break. Darderi attacca subito col rovescio slice, una scelta coraggiosa ma premiata perché la traiettoria esce al centro, un po’ corto e basso, difficile da rigiocare (e infatti il passante è out). Traballa, ma regge Luciano, 3-2, mentre Jacquet serve come un treno e continua a sbagliare poco o niente (3-3). Sul 4-3, Darderi ha un mini-chance: due errori di Jacquet, il primo mini passaggio a vuoto del match, e 0-30. Il game approda ai vantaggi ma il 25enne di Lione trova due servizi super, per il 4 pari. Rispetto alla prima ora di gioco, sbaglia qualcosa in più Jacquet, arrivando un filo in ritardo e comunque tirando a tutta. Il francese è sotto pressione, servendo sotto 5-4, ma la regge con le spalle “larghissime”, tra accelerazioni ottime e pure un tocco sotto rete arrivando in corsa niente male. 5 pari. Darderi non calcola bene la traiettoria sul 15 pari, non fa il passo e sbaglia malamente un rovescio, 15-30. Gioca con coraggio leonino un punto per niente comodo, attacco in contro tempo e ottima volée. Un furia Jacquet, passa da difesa ad attacco con il solito diritto turbo. 30-40, nuova palla break per il transalpino. Darderi comanda col diritto, spingendo con margine e pazienza, e si salva ancora. Poi trova una volée quasi impossibile dopo uno smash non chiuso. Chiama l’applauso del pubblico Luciano, cerca energia. Si salva ancora Darderi, terzo game con PB annullata, ma resta avanti 6-5. Con la solita strapotenza, Jacquet approda al tiebreak. Kyrian si butta a rete all’improvviso dopo il servizio nel secondo punto, scelta inconsueta ma funziona, poi la risposta di Darderi esce di pochissimo (2-1). Serve bene Luciano (3-2). Sul 3 punti pari arriva un bizzarro scambio di slice di rovescio e il primo a cedere è l’azzurro, indeciso se attaccare o restare dietro (e la racchetta vola per terra…). 4 punti a 3 KQ. Purtroppo Darderi forse paga la frustrazione del punto precedente, sparacchiando via col diritto per troppa foga. 5-3, mini break, poi 5-4. Ora il match è nelle mani del francese. Male Luciano in risposta, era una seconda palla e impattata ben dietro, ma la palla è in rete. 6-4, due Match Point. Non mette la prima Jacquet, Darderi attacca subito e vola a rete, prendendosi un punto che lo tiene in vita, 6-5. Jacquet chiude il match, attacca dalla risposta e sul net lo smash è comodo. In The Zone! Che gran partita, bravissimo.
Kyrian Jacquet vs Luciano Darderi (Non prima 09:00)
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