Terence Atmane prova a ripartire, assumendosi la responsabilità dei propri comportamenti. Dopo le polemiche per la racchetta lanciata verso gli spalti durante le qualificazioni di Shanghai, il francese è tornato a vincere nel circuito maggiore battendo Rinky Hijikata al debutto nell’ATP di Almaty. Un successo accompagnato da una riflessione sulle difficoltà vissute nelle ultime settimane e sull’immagine che vuole dare di sé in campo.
«Mi sono comportato malissimo negli ultimi tempi», ha ammesso Atmane nelle dichiarazioni raccolte da CLAY. Il ventiquattrenne ha raccontato un periodo complicato sul piano personale, riconoscendo però che questo non rende accettabili i gesti che hanno suscitato le critiche del pubblico.
«Ho ricevuto moltissimo odio dopo quello che è successo a Shanghai. È normale: me lo meritavo. Mi sono comportato malissimo negli ultimi tempi. In queste settimane sono stato molto male mentalmente: è stata una stagione lunghissima per me, nella quale ho avuto problemi di salute mentale, quindi non è stato facile».
Parole severe verso se stesso, nelle quali Atmane accosta la consapevolezza di aver sbagliato alla volontà di cambiare. Le critiche alla sua condotta hanno motivi concreti; gli insulti personali restano comunque una questione diversa.
Il gesto di Shanghai e le scuse
L’episodio più discusso si era verificato contro Bernard Tomic nelle qualificazioni del Masters 1000 cinese. Atmane aveva lanciato la racchetta verso le tribune, senza essere squalificato, per poi ritirarsi sul 3-5 del terzo set. Il video aveva rapidamente alimentato il dibattito sulla pericolosità di comportamenti che possono mettere a rischio spettatori e addetti ai lavori.
Ad Almaty, il francese ha riconosciuto la distanza tra quel gesto e l’atteggiamento che vorrebbe mostrare.
«Qui sto cercando di lasciarmi tutto alle spalle e di ricominciare da zero. Shanghai mi ha dimostrato che questo tipo di comportamento non ha posto su un campo da tennis ai massimi livelli, perché ci sono tante persone che mi guardano e tante persone che mi sostengono».
Da qui le scuse rivolte a chi segue il suo percorso: «Voglio chiedere scusa a tutti loro, perché sento che questo non è il comportamento che voglio mostrare alla gente».
«Le persone vicine mi stanno aiutando»
Per affrontare questo passaggio, Atmane si sta affidando anche al sostegno della propria cerchia. Nel suo racconto emerge l’importanza di avere accanto persone capaci di aiutarlo a correggere gli errori senza farlo sentire definito soltanto da quelli.
«Sono stato molto deluso da me stesso, ma sono felice per tutte le persone del mio ambiente che mi hanno dimostrato che, qualunque cosa accada, mi vogliono bene per quello che sono e faranno tutto il possibile per aiutarmi in questo processo».
Un appoggio che il francese considera essenziale per guardare agli ultimi appuntamenti dell’anno con un atteggiamento diverso.
«Sono felice di questo, sento che è un nuovo inizio. Mi sono preparato per questo torneo, è il primo degli ultimi quattro della stagione, quindi sono entusiasta».
La ripartenza passa dagli ultimi tornei
La vittoria contro Hijikata offre un primo risultato positivo dopo un periodo nel quale Atmane ha faticato a trovare continuità. Con la permanenza nella top 100 da difendere, gli ultimi tornei hanno un peso anche sul piano della classifica.
La sfida più significativa, però, sarà dare seguito alle intenzioni espresse ad Almaty: gestire la frustrazione quando il punteggio diventa sfavorevole, rispettare la sicurezza di chi gli sta intorno e mantenere un comportamento adeguato anche nelle giornate difficili. Le scuse segnano un’assunzione di responsabilità; saranno le prossime partite a mostrare come riuscirà a tradurla in campo.
Marco Rossi
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