Il problema fisico aggravatosi contro la connazionale Maja Chwalińska nella semifinale di Wuhan ha un prezzo salatissimo per Iga Swiatek. La ex n.1 polacca infatti era in piena corsa per strappare l’ultimo posto alle WTA Finals 2026, quest’anno in scena a Indian Wells, ma visto il dolore alla gamba sinistra ha deciso a malincuore di ritirarsi dal torneo 500 di Ningbo, ultima possibilità di ottenere punti pesanti per superare Noskova (o Muchova) nel ranking mondiale, dove attualmente Iga è nona e quindi fuori dalle prime otto che ottengono un posto per l’ultimo evento WTA stagionale.
“Dopo un’attenta riflessione, ho deciso di ritirarmi dal torneo. Nelle ultime settimane ho avuto un problema alla coscia sinistra e ritengo che concedermi il tempo necessario per riposarmi e recuperare sia la decisione giusta”, così afferma Swiatek in un post social diffuso dal torneo di Ningbo che annuncia il forfait della polacca.
Get well soon, Iga. ❤️
“After careful consideration, I’ve decided to withdraw from the tournament.
I’ve been experiencing an ongoing problem with my left thigh over the past weeks and I feel that giving myself the time to rest and recover is the right decision…” https://t.co/x6xZJmEE36— Ningbo Open (@wtaningboopen) October 20, 2026
Ormai le speranze di Iga di poter giocare a Indian Wells sono appese alla ipotesi di un ritiro di una delle prime otto nel ranking, in modo da poter subentrare come riserva. Swiatek ha disputato le Finals ininterrottamente negli ultimi anni, ma in questa stagione i suoi risultati sono stati modesti: 39 vittorie e 15 sconfitte, molte per una tennista del suo valore, e un solo torneo vinto a Toronto, in una settimana splendida con successi su Svitolina e Rybakina in finale.
Dove Iga quest’anno è mancata è negli Slam: quarti agli Australian Open (battuta nettamente da Rybakina), ottavi a Roland Garros (estromessa da Kostyuk), terzo turno a Wimbledon (sorpresa da Eala) e ottavi a US Open (sconfitta da Qinwen Zheng), troppo poco per una sei volte campionessa major, calata vistosamente già dal 2025, tra crolli emotivi e un tennis spuntato per vigore e intensità rispetto ai giorni migliori.
Mario Cecchi
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