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Panichi riparte senza Rune: «Tornerò nel Tour». Su Sinner: «Poteva succedere anche con me»


Marco Panichi guarda al 2027 e a una nuova collaborazione nel circuito. Il preparatore atletico italiano, già al fianco di Novak Djokovic e Jannik Sinner, ha descritto una situazione professionale che indica la conclusione del lavoro con Holger Rune: attualmente segue progetti della federazione kazaka e sta valutando diverse proposte per la prossima stagione.
Nell’intervista concessa a GonzoTennis, non ha però annunciato esplicitamente la separazione dal danese né spiegato tempi e motivi della decisione. La collaborazione era cominciata nell’estate del 2025, prima del grave infortunio al tendine d’Achille che aveva costretto Rune a una lunga assenza.
Panichi ha chiarito di volersi concedere una pausa prima di scegliere il prossimo incarico: «Non so ancora con chi lavorerò: ci sono state diverse offerte e le valuterò. Voglio prendermi il mio tempo».
Il ritorno nel Tour resta comunque il suo obiettivo. Dopo tanti anni trascorsi in viaggio, questa parentesi gli permette di osservare il tennis da una prospettiva diversa, continuando intanto a occuparsi della preparazione fisica per la federazione del Kazakistan.

Su Sinner, nessuna accusa allo staff attuale. Panichi ha riconosciuto la competenza dei professionisti che seguono l’azzurro, compreso Umberto Ferrara, e ha respinto l’idea che la propria presenza avrebbe necessariamente impedito l’infortunio: «Quello che è accaduto poteva succedere tranquillamente anche mentre si allenava con me».
Il preparatore ha inoltre precisato di non conoscere abbastanza nel dettaglio la situazione di Jannik per esprimere un giudizio sul caso specifico.
Parlando della sindrome della bandelletta ileotibiale indicata nelle ricostruzioni sul problema al ginocchio, Panichi l’ha descritta come una condizione associata al sovraccarico, frequente tra i corridori.

Il ragionamento si allarga così alle richieste del tennis moderno. Velocità, intensità e impegni sempre più numerosi rendono complesso trovare spazio per recuperare; anche un lavoro attento di prevenzione non elimina completamente il rischio di infortunio. Per Panichi, programmare periodi nei quali assorbire gli sforzi resta una parte essenziale della preparazione di un campione.

Marco Rossi


Fonte: http://feed.livetennis.it/livetennis/

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