L’arrivo in Italia del Trofeo più antico della storia è visto da tutti come un successo e una grande opportunità: come ci si è arrivati, qual è stato e qual è il ruolo di Sport e Salute?
«L’America’s Cup è molto più di una competizione: è un acceleratore di futuro. Il Governo italiano ha trasformato una visione, lavorando per mesi lontano dai riflettori, in un progetto concreto: fare dell’Italia un modello di organizzazione, innovazione e capacità realizzativa, dimostrando che anche le sfide più ambiziose possono diventare realtà, con Napoli protagonista di un evento straordinario. Sport e Salute, quale soggetto attuatore dell’evento, è al lavoro da oltre un anno perché questa non sia soltanto una gara, ma un’eredità destinata a durare nel tempo. L’enorme attenzione che stiamo registrando racconta meglio di qualsiasi numero cosa rappresenti questa sfida: l’America’s Cup non porterà solo spettatori, ma attirerà investimenti, talento, turismo e nuove opportunità per il territorio».
L’attesa cresce e i team si stanno trasferendo a Napoli e dintorni: quali sono le prossime scadenze da tenere presenti e quale l’impegno di Sport e Salute quale motore operativo per conto del Governo?
«L’attesa cresce ogni giorno. E c’è un ponte che si rafforza ogni giorno: quello tra Roma e Napoli. A maggio 2027 Bagnoli inaugurerà una nuova stazione della metropolitana, un tassello fondamentale per rendere l’area ancora più connessa in vista dell’America’s Cup. Le distanze si accorciano: in poco più di un’ora si parte da Roma e si arriva a Napoli. Quando le città si avvicinano, cresce tutto il Paese. Il primo traguardo è già stato raggiunto: la regata preliminare si disputerà a settembre. È un risultato che ha un significato preciso: l’America’s Cup, di fatto, inizierà con un anno di anticipo. Le squadre vivranno Napoli già nei prossimi mesi, portando sul territorio attenzione internazionale, energia e nuove opportunità. Parallelamente i lavori procedono nel pieno rispetto del cronoprogramma. Subito dopo la regata preliminare, nei primi giorni di ottobre, saranno completate le opere a mare grazie alla sinergia tra il Governo, Sport e Salute, la Struttura commissariale, Invitalia, il Comune di Napoli e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale. Quando istituzioni e competenze lavorano nella stessa direzione, i risultati diventano concreti»
Avete siglato un’alleanza strategica con la Federazione Italiana Vela: quali sono gli impegni e gli obiettivi?
«La vela rappresenta perfettamente l’idea di sport che vogliamo costruire: accessibile, educativa, innovativa e capace di generare impatto sociale. La vera sfida è trasformare l’America’s Cup in una piattaforma permanente di opportunità per i giovani, per i territori, per le scuole e per tutto il sistema sportivo italiano. Vogliamo contribuire a diffondere la cultura del mare, promuovendone la conoscenza e la consapevolezza soprattutto tra le nuove generazioni, e far scoprire il valore delle competenze, delle professioni e delle opportunità legate all’innovazione tecnologica e alla blue economy. Perché il mare non è soltanto un patrimonio da tutelare: è un motore di sviluppo, innovazione e crescita. È un orizzonte di opportunità senza confini, dove ogni nuova rotta può diventare una possibilità per il futuro».
La riqualificazione di Bagnoli è uno dei valori aggiunti della Coppa America a Napoli: cosa resterà al territorio dopo l’evento?
«A Bagnoli, dopo decenni di attese e trasformazioni incompiute, prende forma una nuova stagione. Un luogo che potrà finalmente tornare a essere di tutti e per tutti. Non sarà soltanto la sede operativa dei team, ma una vera città della vela, dove attività sportive, formazione e momenti di aggregazione per le famiglie potranno convivere. Il nostro obiettivo è chiaro: fare in modo che l’America’s Cup resti in Italia e a Napoli fino al 2029. Siamo convinti che Bagnoli possa diventare la casa della vela e di questo straordinario evento. Ma la sfida va oltre la competizione. Vogliamo che l’America’s Cup lasci un’eredità concreta e duratura per il territorio, che continui a generare valore anche dopo l’evento, a partire dalle periferie. Da Caivano a tutta l’area metropolitana, lo sport costruisce ponti: collega le periferie al centro, crea opportunità, valorizza talenti e offre ai giovani nuove prospettive. È la stessa visione che condividiamo con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con il Ministro per lo Sport e i Giovani: contrastare insieme l’abbandono scolastico e quello sportivo, due fenomeni profondamente collegati. Perché investire nello sport significa investire nel futuro».
Sport e Salute segue tutti gli sport: quali sono in particolare i valori che contraddistinguono la vela?
«Sport e Salute si occupa dello sviluppo dello sport in Italia. Lo sport, come riconosciuto dalla Costituzione, è un diritto e deve essere accessibile a tutti. Per noi non esistono ultimi: chiunque pratica sport è un campione, una medaglia, un valore per la comunità. La vela è una scuola di vita: insegna rispetto, disciplina, responsabilità, resilienza e capacità di lavorare insieme. È uno sport che unisce tecnica e passione, che educa al confronto con gli altri e con la natura, che insegna ad affrontare il vento e le sfide con equilibrio, coraggio e determinazione».
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