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Napoli Basketball, l’intervista a Caruso: “È un orgoglio da napoletano. Coach Repesa…”


Napoli è un’emozione. Napoli è il rosso del sangue che gli scorre nelle vene e l’azzurro del mare e di quella canottiera di cui Guglielmo “Willie Caruso” è orgogliosamente capitano.

Una bella responsabilità in più non crede?

«Lo sono già dalla scorsa stagione, da quando Stefano Gentile è andato via. È cresciuta la pressione su di me per questo ruolo, ma lo rivesto con l’orgoglio di chi difende i colori della sua città. Un privilegio non per tutti. In alcuni frangenti può non essere facile questo ruolo, ma lo sento mio».

L’esordio nella nuova serie A è stato promettente con l’ampia vittoria al PalaEur contro la Maxima Roma.

«Forse è andata anche meglio di quello che avremmo potuto aspettarci. Di solito le prime partite possono essere complicate per tanti motivi. Abbiamo fatto ciò che coach Repesa aveva preparato: idee semplici e applicate bene. Ma sappiamo che è solo l’inizio e c’è veramente tanto da lavorare nel corso di un campionato che, da quando gioco in LBA, è per me il più competitivo di sempre».

Dietro alla solita coppia formata da Olimpia Milano e Virtus Bologna in tanti vi vedono come grande outsider.

«Dall’inizio della stagione, per vari motivi, non siamo mai stati al completo. Il potenziale del gruppo va quindi testato in proiezione. Avendo l’impegno di Coppa, una bellissima novità, giocheremo ogni 3-4 giorni e questo non potrà che migliorare la chimica di squadra. Io, da capitano, sono felice del gruppo. C’è unità d’intenti, si accettano i rimbrotti dei compagni, ci aiutiamo e questo può solo farci crescere. La società ha fatto un mercato importante, non possiamo nasconderci. Sarà fondamentale non farsi distrarre dai giudizi troppo positivi o quando le cose non andranno per il meglio farci deprimere da qualche critica».

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Sta insegnando agli altri cosa sia la napoletanità?

«Lo stanno capendo giorno dopo giorno, camminando per le strade, per i vicoli, per le piazze, sentendo i rumori, annusando gli odori. Percependo i messaggi che la città ci lancia. Napoli ti dà tanto e chiede però che venga restituito. Non per forza con il risultato, ma soprattutto con l’atteggiamento, la voglia di onorare il nome senza tirarsi mai indietro. L’obiettivo che ci siamo fissati è fare bene E alla fine vedremo dove sarà possibile arrivare».


Fonte: http://www.corrieredellosport.it/rss/basket

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