in

Musetti difende Zverev: «Merita il numero uno». E rilancia: «Questa è una rivincita personale»


Lorenzo Musetti si riprende fiducia, continuità e la possibilità di guardare avanti con ambizione. Dopo la vittoria per 7-6(5) 6-2 su Alexander Zverev a Parigi, l’azzurro ha raccontato in conferenza stampa il significato di questo finale di stagione: una risposta alle difficoltà attraversate durante l’anno, ma anche un punto di partenza per il lavoro che lo aspetta.

Nel colloquio trovano spazio la fiducia recuperata a Lione, gli infortuni, l’adattamento alle condizioni rapide di Parigi e l’obiettivo di tornare in top 10. Musetti ha inoltre riconosciuto senza esitazioni i meriti del nuovo numero uno del mondo, rispondendo a una domanda sul fastidio espresso da Zverev per le discussioni intorno al suo primato.

«Zverev è stato il più continuo, merita quella posizione»
Lorenzo ha difeso il valore della stagione del tedesco, distinguendo chiaramente il risultato dello scontro diretto dal percorso che ha portato Sascha in cima alla classifica.

«Penso che abbia raggiunto il numero uno grazie a una grandissima stagione. Ha vinto due Slam, ha disputato una finale e una semifinale. Penso che meriti di essere in quella posizione. È stato il più continuo tra tutti i giocatori».

Un giudizio che Musetti aveva già espresso prima del confronto e che ha ribadito anche dopo averlo battuto:

«L’avevo detto anche prima di affrontarlo: quella di oggi sarebbe stata la sfida più bella e più difficile che questo sport potesse offrirmi. Sono davvero felice di aver sfruttato le mie occasioni».

Lione e la fiducia ritrovata: «Oggi una partita fantastica»
Il titolo conquistato a Lione continua a rappresentare un passaggio importante nella ricostruzione dell’azzurro. Musetti ne riconosce soprattutto l’effetto sulla sicurezza con cui affronta i momenti che decidono una partita.

«La settimana di Lione mi ha dato quella fiducia che mi serviva per ritrovare un po’ il livello che ero abituato a esprimere. Oggi penso di essere riuscito a giocare una partita fantastica e a essere molto solido nelle situazioni importanti. Il tie-break è stato fondamentale per l’andamento del match».

«Mi sono infortunato quando ero al massimo»
Gli viene chiesto se, dopo una stagione così complicata, questi ultimi tornei possano essere vissuti con maggiore libertà, senza nulla da perdere. Lorenzo preferisce attribuire loro un significato diverso: quello di una rivincita personale.

«Non voglio viverla così. È piuttosto una sorta di rivincita personale per quello che ho attraversato in questa stagione difficile. Mi sono infortunato in Australia quando ero al massimo, poi è successo ancora, ancora e ancora. Per me e per il mio team è stato duro trovare soluzioni e modi per risolvere il problema. Sono davvero felice che le cose stiano cambiando».

La velocità di Parigi e l’importanza delle variazioni
Le condizioni rapide hanno richiesto un adattamento immediato, soprattutto considerando gli avversari incontrati nel tabellone. Musetti ha spiegato come questa difficoltà lo abbia spinto a utilizzare con attenzione le proprie alternative tecniche.

«Quando ho palleggiato per la prima volta sul Centrale, in allenamento, ho pensato: “Wow, è veloce”. Poi ho guardato il tabellone e c’erano Hurkacz e, eventualmente, Sascha. Mi sono detto che sarebbe stato sicuramente complicato rispondere».

«Però la velocità del campo mi spinge a variare il mio gioco e a utilizzare correttamente le variazioni con lo slice. Credo che oggi questa sia stata la chiave per riuscire a prendere il comando dello scambio. Sto anche servendo molto bene e sono contento dei miglioramenti fatti al servizio».

Alla domanda su quanto conti rendere meno prevedibile il proprio tennis, Lorenzo ha sottolineato il valore delle variazioni nel togliere sicurezze all’avversario.

«È importante, perché riduci la fiducia con cui possono cercare il vincente e provi a destabilizzare quello che si aspettano dal tuo gioco. Se riesco a utilizzare bene queste soluzioni, posso creare problemi a chiunque».

Il lavoro per il 2027: prima di tutto la continuità fisica
Interpellato sull’obiettivo di tornare in top 10 nella prossima stagione, Musetti ha indicato una priorità precisa per la preparazione invernale: costruire un fisico che gli permetta di competere senza continue interruzioni.

«Cercherò di fare quello su cui ho lavorato durante tutta la stagione: preparare il mio corpo per essere abbastanza sano e in forma da poter giocare un’intera stagione con continuità. Dal punto di vista del piano di gioco e della tecnica, dovremo continuare a insistere sui miglioramenti al servizio e cercare di essere più aggressivi».

Van Assche, un’altra sfida rispetto a Lione
Il prossimo avversario sarà Luca Van Assche, contro il quale Lorenzo ha già disputato una durissima battaglia nel torneo francese. Musetti si aspetta però un confronto diverso, proprio per le condizioni di gioco.

«Sta giocando davvero bene. Ci siamo allenati insieme molte volte, anche prima della nostra partita a Lione. Quella battaglia è stata durissima e poteva andare in entrambe le direzioni, ma le condizioni erano completamente diverse: le palline si rovinavano e il campo era piuttosto lento, quindi c’erano molti scambi».

«Domani sarà una partita diversa dal punto di vista del piano di gioco e della strategia. Ci conosciamo molto bene. Sarà una sfida difficile, che dovrò preparare con molta attenzione per provare a batterlo».

Dal nostro inviato a Parigi, Enrico Milani


Fonte: http://feed.livetennis.it/livetennis/

Tagcloud:

Djokovic fuori da Parigi e dalle Finals: Hijikata lo rimonta, il 2026 del serbo finisce qui