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Motegi crocevia mondiale: così asfalto e gomme rimescolano le carte. E Bezzecchi rischia…


Un nuovo asfalto, una gamma di pneumatici ampliata e un discreto ventaglio di potenziali vincitori: Motegi si prospetta la degna apertura di una trasferta asiatica che può diventare lo snodo fondamentale di una stagione avvincente e ricca di colpi di scena. Più che casa Honda, il Mobility Resort è divenuto terreno Ducati, anche se Marc Marquez alla vigilia ha avvertito: “Pedro Acosta è il più veloce” ha detto, parlando del futuro compagno di squadra, che dopo il successo nel GP d’Austria ha eliminato l’unica incertezza che ancora lo accompagnava nel percorso in MotoGP. Ma sulla distanza di gara, la stessa Aprilia può recitare un ruolo di primo piano anche su un circuito storicamente ostico, ripetendo quanto fatto in varie location, l’ultima il Red Bull Ring. Dove la carcassa più dura portata dalla Michelin per gestire le temperature non avrebbe giocato un ruolo decisivo, secondo Piero Taramasso, responsabile del gommista francese: “La Ducati ha sofferto la carcassa più dura? Sono tutte caz….” ha detto in modo eloquente su SkySport. “Da quattro anni portiamo questa carcassa in Austria e la Ducati aveva sempre vinto. Forse i problemi sono stati altri”. A Motegi, la Michelin ha modificato l’allocazione al posteriore, rispettando la prassi di una gamma più ampia in caso di asfalti nuovi: “Puntiamo su mescole più dure, compiendo addirittura due step. Si tratta di mescole resistenti al calore, alla temperatura e all’usura. Infine abbiamo portato una terza specifica posteriore, che sarebbe la stessa carcassa rinforzata dell’Austria, per la possibilità di un aumento importante delle temperature”. L’Aprilia è notoriamente la migliore nella gestione dell’usura degli pneumatici, un potenziale vantaggio anche se con il nuovo asfalto di Motegi potrebbe non essere un tema decisivo (e di certo il manto rifatto ha appiattito i valori con 18 piloti in un secondo venerdì pomeriggio).

“Asfalto tirato come un biliardo”

Di certo dopo le Practice i due ufficiali di Noale guardavano con maggiore fiducia alla gara lunga di domattina alle 7 ora italiana: “L’asfalto è tirato come un biliardo. Come tutti gli asfalti nuovi, però, ha un’aderenza un po’ strana: il grip è buono, ma è ancora poco gommato” ha detto Marco Bezzecchi, che ha rischiato di cadere in Curva 11 non avendo distinto un tratto asciutto da uno bagnato, la vera insidia di questo nuovo manto: “Ho visto che l’asfalto era più scuro, ma non ho capito subito che era bagnato… l’ho realizzato quando la moto era già di traverso. Ho fatto un gran salvataggio per iniziare la giornata”. Se Bezzecchi ha raccomandato a se stesso di essere “più dolce sulle staccate, perché sono troppo aggressivo”, Jorge Martin si è concesso tempo per “imparare” la pista da pilota Aprilia, dopo che l’infortunio dello scorso anno aveva limitato la raccolta dati. “La base della scorsa stagione non funziona sempre per noi al venerdì. Però con la gomma media mi sento molto bene per la gara, anche se Marquez e Acosta sono stati veloci, così come Bezzecchi è andato forte, soprattutto quando abbiamo montato la gomma morbida. Ma come passo gara non mi sento lontano, stiamo facendo un bel lavoro”.


Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/moto

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