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Martin spera nell’ok dei medici col guanto speciale


Fare previsioni è praticamente impossibile. Lo dice lui stesso: «Valutiamo giorno per giorno». Jorge Martin non si arrende, dopo la caduta nella Sprint di Phillip Island, durante il weekend australiano con il Gran Premio poi annullato per il maltempo. Tornare in pista già domani sul circuito malese di Sepang con il polso destro malconcio (frattura composta del radio), alla fine non operato, rappresenterebbe praticamente un miracolo. In cima alle priorità c’è sempre la prudenza, ma quella del pilota spagnolo dell’Aprilia non è semplice ostinazione. In classifica è dietro al connazionale Marc Marquez di soli dieci punti e di quaranta lunghezze in vantaggio sul compagno di scuderia e rivale Marco Bezzecchi. In un calendario che nasconde le incertezze sulla fattibilità del Gp in Qatar, per via del conflitto in Medio Oriente, le occasioni di rimonta si riducono alle gare in Portogallo e a Valencia.

Le condizioni di Jorge Martin

Martinator non si affiderà solo alla buona sorte, ma sta adottando ogni rimedio possibile, fino alla visita decisiva dei professionisti della Commissione medica del Motomondiale, in programma oggi, per l’inappellabile parere decisivo. L’ultima tac ha illustrato un quadro meno grave del primo esame svolto dopo la caduta. Il piano dello spagnolo per la Malesia si basa così sulla magneto e sulla crioterapia, oltre a tecniche manuali che dovranno permettergli un recupero record, a meno di una settimana dalla caduta a 211 km/h. Riduzione del gonfiore e recupero della mobilità i primi obiettivi, seguiti dalla forza e dal recupero della funzionalità. Il piano del motociclista non si basa però solo sul meticoloso programma di Aitor Tomas, fisioterapista di Martin, ma anche su un guanto speciale che potrebbe indossare in pista, diverso da quelli usati dai piloti durante i Gran Premi.

Le parole di Martin

Alpinestars ne sta progettando uno ad hoc, un equipaggiamento praticamente inedito. La differenza risiede in un’allacciatura particolare che non eserciti pressione sul bendaggio. Non un dispositivo capace di stabilizzare la frattura, ma un adattamento pensato per evitare fastidi durante la guida. Quanto basta per competere nei venti giri sul tracciato di Sepang. A dirsi comunque meno complicato che a farsi, perché il polso destro resta pur sempre la parte del corpo che consente di accelerare e azionare il freno anteriore della moto, costringendola a sollecitazioni elevate, soprattutto nelle staccate. Una fatica che Martin è disposto ad affrontare, pur di poter inseguire il titolo. «Né pessimismo né ottimismo, solo sano realismo», ha ammesso, sempre che i medici gli diano il via libera per scendere in pista.


Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/moto

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