Brutte notizie per l’Aprilia: il testa a testa ferratissimo tra Marc Marquez e Jorge Martin potrebbe avere un esito definitivo, ed a restituirlo potrebbe essere proprio l’infortunio del pilota spagnolo dell’Aprilia. Quest’ultimo è stato, purtroppo, protagonista in negativo nella corsa odierna di Phillip Island – nella quale ha trionfato Marquez precedendo il fratello Alex e Fabio Di Giannantonio – il quale alla curva 8 – a cinque giri dalla conclusione della Sprint – ha rimediato una caduta ad altissima velocità che ne ha inevitabilmente compromesso il risultato della gara, ma non solo: Jorge Martin è, infatti, uscito in barella dopo aver percorso diversi metri nella ghiaia, riportando la frattura del radio destro vicino al polso e sospetta frattura dell’ulna. Il pilota spagnolo domani non correrà, rischiando seriamente di non poter prendere parte agli appuntamenti in Malesia e Qatar.
Martin: “Sono vivo, questa è la cosa importante”
“Frattura del radio e sospetta frattura dell’ulna. Dovrà sottoporsi a una TAC, poi si deciderà se sarà necessario operare”: questo è quanto si evince in merito all’infortunio rimediato da Jorge Martin che, intanto, ha rassicurato sulle proprie condizioni: “Peccato per la caduta, è stata brutta. L’importante è che io stia bene dopo un incidente molto pericoloso. Adesso andrò a Melbourne, capirò a quali esami dovrò sottopormi e come procedere nei prossimi giorni. Sto bene, sono vivo, questa è la cosa più importante“.
Marquez: “Auguro il meglio a Martin”
“Prima di tutto, spero che Jorge stia bene perché il team mi ha appena informato che si trova al centro medico. Quando cadi in Curva 8 la velocità è elevata, gli auguro il meglio, perché sarebbe positivo anche per il campionato. Oggi si è visto che c’è battaglia. È stato un duello per il titolo: logicamente, se non fosse stato Martin, non sarei entrato così tanto nella lotta, ma oggi era il momento di farlo.” Queste le parole di Marc Marquez a seguito del successo nella Sprint odierna, il quale ha poi proseguito: “Lui aveva un pizzico di velocità in più, ma io mi sono difeso come potevo. Ho visto che entrambi eravamo al limite e, quando mi ha superato, ho notato che la sua moto si muoveva parecchio e che non era del tutto a suo agio. Questo mi ha dato ulteriore fiducia per contrattaccare e rendergli le cose difficili, se voleva vincere”.
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