Una furia in spinta, persino dirompente, non è sufficiente a condurre alla vittoria quando tutto si regge su equilibri troppo fragili, con la tensione del punteggio e l’esperienza e lucidità dell’avversario pronti a diventare terremoto fatale e far crollare le mire del “picchiatore”. Una trama forse da B movie, ma perfetta per racchiudere l’improvviso, repentino e salvifico scenario verificatosi nell’esordio di Matteo Berrettini all’ATP 500 di Tokyo, vittorioso su Alejandro Davidovich Fokina (1-6 7-6(1) 6-4 lo score). Il picchiatore di turno, il “toro scatenato” è Davidoch Fokina, scattato dai blocchi come un lampo sull’impeto e fiducia del secondo titolo appena conquistato al 250 di Changdu e sbarcato anche a Pechino quasi in trance agonistica. Lo spagnolo tira missili da tutte le parti, è irresistibile, tanto che Berrettini va subito sotto e non riesce a prendere né ritmo né fiducia in risposta, costretto costantemente a rincorrere e per questo un po’ bloccato anche nei suoi game.
Dopo un primo set senza storia, Matteo inizia a costruire un mattoncino dopo l’altro, con pazienza certosina, trovando la sua qualità di gioco e prendendo fiducia nei suoi turni di servizio; una costanza di rendimento che inizia a mettere qualche dubbio nello spagnolo. Il colpo di scena – ma forse, nemmeno troppo – arriva dal 5-4 del secondo parziale: Davidovich sente il peso dello score, cala in sicurezza, i suoi colpi sono meno incisivi, crolla al servizio, gioca un tiebreak pessimo e quindi scompare dal campo all’avvio del terzo sotto il gioco consistente e finalmente più libero del romano, bravo a rimontare e vincere una partita fino all’avvio del tiebreak del secondo parziale pareva già nelle mani dell’andaluso. Berrettini al secondo turno trova la sorpresa Vallejo, travolgente su Jodar.
Davvero bravo Berrettini a restare lì con la testa e con le gambe contro un avversario scatenato, oggettivamente in totale controllo del campo forte di colpi poderosi, soprattutto quelli di inizio gioco, mentre in risposta l’azzurro non trovava qualità, finendo immediatamente sotto al rivale ogni volta che bloccava per provare ad avviare lo scambio. La forza mentale di Matteo è stata decisiva nella fase conclusiva del secondo set, e nel tiebreak, giocato con granitica lucidità e qualità. Lì l’azzurro ha fatto sentire la sua presenza, non sbagliando niente, ricavando il massimo dal servizio e così spegnendo il fuoco dello spagnolo che, in quel momento, ha perso del tutto focus, lucidità e forse ha anche accusato un po’ di fatica per le molte partite consecutive giocate. Berrettini è ripartito di slancio nel terzo set, con un servizio tuonante e un diritto finalmente libero di entrare duro nella palla e così non ha lasciato allo spagnolo il tempo per comandare.
Proprio il fattore tempo è stato decisivo: appena Fokina ha sentito il momento, il peso dello score nella parte finale del secondo set, i suoi colpi sono diventati meno penetranti, leggermente più carichi di spin e conservativi, e questo ha permesso a Matteo di non essere “investito” dalle traiettorie del rivale ma entrare con potenza, anche col rovescio diventato a tratti assai incisivo anche in spinta e non solo in back per spezzare il ritmo del rivale. Bravissimo Matteo, una volta avanti nel terzo, a martellare col servizio, a non perdere più campo, a gestire il tempo di gioco – spesso anche rallentando molto tra un punto e l’altro – per non permettere a Fokina di riconquistare fiducia. Ha ceduto un game di battuta Berrettini, ma aveva accumulato due break di vantaggio e la sua gestione negli ultimi turni di servizio è stata da Campione. Un successo insperato per come si era messa la partita ma assolutamente meritato e assai importante, perché consente all’azzurro di continuare la sua strada a Tokyo e ora, con l’uscita di scena di Jodar, il tabellone si fa interessante: Vallejo, e poi in caso di successo Lehecka o Humbert, partite tutte assolutamente giocabili per il Berrettini ammirato contro Davidovich.
L’azzurro è piaciuto anche per come è cresciuto dal punto di vista fisica nel corso della partita. L’avvio shock lo tratteneva, non sapeva mai bene come posizionarsi perché lo spagnolo tirava tutto a tutta e da tutte le parti, difficile leggere i suoi colpi, rifiatare e trovare una contro mossa. Appena la battuta ha preso più ritmo (16 Ace alla fine, col 70% di prime in gioco) e anche da fondo campo ha iniziato ad imbastire meglio gli scambi, i piedi del romano sono subito apparsi più rapidi nel sostenere la sua spinta. Matteo ha concluso la partita in nette crescendo, sprizzando grande energia. Tutto parte dalla testa, dall’aver retto nel momento più difficile e quindi pronto a scatenare la sua potenza e variazioni. Proprio un buon uso del back, progressivamente più profondo e meno lento, e anche un diritto discretamente carico di spin sulla destra, sono state armi tattiche importanti per spezzare il momento dello spagnolo. Una bella vittoria, una di quelle che piacciono a lui perché ottenute di grinta, di tennis e con la “capoccia”.
Marco Mazzoni
La cronaca
Davidovich Fokina parte a spron battuto, turno di servizio in controllo sulla scia dell’ottimo momento di forma col successo a Changdu. Scontato che lo spagnolo dalla risposta solletichi immediatamente il rovescio di Berrettini, portandolo poi a correre sulla destra. Una pressione che funziona perché l’azzurro non trova punti gratis sul servizio e scivola sotto 15-40. Matteo salva la prima palla break con una comoda volée dopo un attacco profondo, ma sul 30-40 è costretto a correre e sbaglia un rovescio slice difensivo che gli costa il BREAK immediato, 2-0 ADF. Che il 27enne andaluso sia in fiducia lo si vede dalla scioltezza con la quale impatta la palla, prendendosi anche qualche rischio di troppo… Con troppa esuberanza lo spagnolo concede qualcosa e sul 30 pari sbaglia malamente di rovescio di una palla rallentata di Berrettini, ma annulla di potenza col diritto la chance del contro break. 3-0 Davidovich, Berrettini costretto a rincorrere, in tutti i sensi. Purtroppo la partita dell’azzurro non ne vuol sapere di decollare: il servizio non punge, non porta punti “gratis” e quando si entra nello scambio va sotto alla pressione massiccia del rivale. Finalmente sul 30 pari arriva l’Ace e poi un paio di diritti incisivi. 3-1. Il grosso problema del romano è la difficoltà enorme nell’incidere dalla risposta: il colpo bloccato per iniziare lo scambio è subito preda della prepotenza dell’andaluso, e serve benino Fokina non avvertendo pressione da Berrettini (4-1). È sempre sul filo del rasoio invece Matteo, costretto a risalire da 0-30 anche nel sesto game. Davidovich forza il game ai vantaggi con la sua solita bordata dopo una risposta discreta, quindi si prende un punto pazzesco passando da difesa ad attacco con un diritto vincente lungo linea micidiale, massimo rischio ben ripagato. Palla break. Sulla seconda di battuta carica e profonda, lo spagnolo tira un rovescio carico di spin che atterra nei pressi della riga di fondo, lento Berrettini a far spazio alla palla col diritto – forse anche sorpreso – e l’errore è inevitabile. BREAK, 5-1 ADF, bravo poi a trovare l’Ace sul 30 pari e chiudere il parziale con il solito pressing col diritto. 6-1. Un set senza storia, Davidovich troppo più rapido, incisivo ed efficace, con Berrettini costantemente a rincorrere.
Berrettini riparte nel secondo parziale con buon piglio, colpisce la palla con maggior energia e si prende di forza il game. Il problema resta incidere in risposta, nulla l’efficacia del romano anche nel primo turno dello spagnolo. Almeno la battuta ha preso ritmo, a zero il secondo turno dando una sensazione di controllo superiore (2-1). Che il diritto di Matteo abbia preso un ritmo e incisività superiore, anche per attitudine, lo si vede sul 2 pari: il game va ai vantaggi e Matteo non si fa pregare per tirare una bordata “doc” che diventa irresistibile per l’avversario. Ma allo stesso tempo i nodi vengono al pettine quando la prima palla non gli crea un vantaggio reale e si entra in scambio. ADF guadagna campo sugli slice non così ficcanti dell’azzurro, e conquista una palla break. Stavolta è il nastro ad aiutare Matteo, con un nastro beffardo che butta lungo l’attacco dello spagnolo. Si salva Berrettini, con coraggio avanti, ma che fatica (3-2). Nessuna fatica invece per ADF nei suoi game, fa tutto rapido e bene, troppo per la giornata non positiva in risposta dell’italiano. Lotta però Matteo, l’impegno c’è, l’intensità è crescente. Con un buon game di servizio l’azzurro si porta avanti 5-4, ora la pressione è tutta sullo spagnolo. L’azzurro inizia bene il game, buona risposta bloccata, poco peso e ADF esagera sbagliando un diritto in rete. 0-15 e poi 15-30 con un altro diritto in rete, troppa fretta. Poi ne centra uno bello pesante (30-30). La prima di servizio latita totalmente ma il rischio di Berrettini sulla seconda – entra a tutto braccio – non è premiato. Il game va comunque ai vantaggi e si lotta punto su punto, con lo spagnolo meno dirompente e costantemente ad iniziare lo scambio da una seconda di servizio. C’è una piccola chance per Berrettini su di una smorzata non ottimale di ADF, ma non arriva abbastanza rapido da gestire il tocco, che scappa via. 14 punti (senza set point), per il 5 pari. Matteo conquista almeno il tiebreak con un eccellente turno di servizio e finalmente l’Ace; lo segue anche Fokina senza patemi. Alejandro concede un mini-break nel secondo punto, errore di volo (2-0) anche per leggera deviazione del nastro. Berrettini trova l’Ace n.12, poi un diritto potente schiacciando una risposta alta e mal centrata del rivale. 4 punti a 1. Ha perso smalto nella spinta lo spagnolo, gioca con più parabola, fa meno male e soprattutto concede a Berrettini quel pizzico di tempo in più per arrivare bene sulla palla e scaricare potenza, tanto che l’azzurro si prende un altro punto in risposta con un diritto lungo linea. Si gira 5-1 Berrettini. Lo spagnolo ha perso focus, sbaglia malamente e si ritrova sotto 6-1. Set Berrettini, 7 punti a 1, con ADF totalmente crollato rispetto al livello del resto del match.
Lo spagnolo riparte nel terzo set al servizio ma ha smarrito quella sicurezza totale nello spingere la palla. Sul 30 pari Berrettini tira fortissimo in risposta, un bel cross che gli vale una palla break. Male Fokina, attacca con poco e Matteo lo punisce con un passante sicuro di rovescio lungo linea, tempo e spazio. BREAK immediato, 1-0. Il match è totalmente girato dalla parte dell’azzurro, con lo spagnolo che quasi non ci prova nemmeno in risposta… buon per Matteo che scappa via 2-0, e ora spinge anche col rovescio da fondo campo, con maggior libertà di azionare il braccio. La battuta di ADF è totalmente collassata e così deve sudarsi ogni punto con i suoi rischi, ma dal 5-4 del secondo set spinge con meno punch e così Berrettini è meno sotto assedio e fa valere la qualità della sua mano. Con una smorzata ottima l’italiano si porta 15-30 e poi con un diritto cross perfetto vola 15-40, due chance per il doppio allungo. Niente, rottura prolungata di ADF, diritto sparato in rete con piedi di cemento. BREAK Berrettini, incredibile come la partita sia virata totalmente, con l’andaluso scomparso dal campo e l’azzurro dominante (3-0). Il quarto game è una lotta micidiale, con lo spagnolo che cerca una reazione di rabbia e torna ad esplodere bordate da ogni lato del campo. È un braccio di ferro durissimo con Fokina che si prende un BREAK con una risposta di rovescio fulminante alla terza chance del game, 3-1 e poi 3-2, con una fiammata impetuosa. Berrettini è chiamato a far da pompiere per spegnere subito la risalita del rivale. La prima palla funziona, e anche il back di rovescio, rasoiata bassa che manda fuori giri il diritto di Davidovich. 4-2 col secondo Ace del game. Ormai si gioca su turni del romano. ADF manca di poco un rovescio lungo linea in corsa che poteva valergli lo 0-30. Berrettini va di martello, a tutto braccio al centro, e con l’Ace (n.16) chiude un ottavo game perfetto, per il 5-3, a un passo. ADF inizia male il nono game con un errore di rovescio, segue un secondo classico unforced. 0-30, lo striscione del traguardo è lì. Sbaglia un tocco in corsa non impossibile Matteo sul 15-30, così che lo spagnolo rimonta, 5-4. Berrettini serve per il match e non ci sono brutte sorprese, chiude a 15 con una bordata di servizio. Che bella vittoria!
R32 Davidovich Fokina – Berrettini
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