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L’Emilia Romagna, una terra che sforna…primizie: Antonelli è l’ultimo di una lunga lista   


C’è sempre una Emilia-Romagna felix. Dice una storiella di popolo: Rimini per navigare, Cesena per cantare, Forlì per ballare, Ravenna per mangiare, Lugo per imbrogliare, Faenza per lavorare, Imola per fare l’amore. Ma oggi Kimi Antonelli ci dice che il motto di popolo andrebbe ridefinito: e i suoi campioni per esaltare, la sua gente da ammirare. Campioni dello sport e campioni della storia: si tratti di musica, letteratura, arte dell’inventare, del creare, del raccontare. Kimi è l’ultimo prodotto di questa terra felice e vigorosa, produttiva non solo perché ha sfornato (Bologna 1088) la più antica università, ha introdotto il primo tricolore (Reggio Emilia 1797), la prima radio libera (radio Alice 1974), possiede il portico più lungo al mondo (sempre Bologna) e “La Gazzetta di Parma” (1728) è il più antico quotidiano d’Italia.

Motori e ciclismo: da Enzo Ferrari a Marco Pantani, i campioni emiliani

Questa terra produce campioni dello sport e ogni volta stupisce. Kimi ha attanagliato i cuori per il Mondiale vinto a età da record, ma se saliamo sulla nuvoletta della storia il viaggio ci porterà lontano e tra personaggi e campioni che hanno fatto epoca, conquistato titoli. L’Emilia è famosa per essere terra dei motori: Enzo Ferrari ha sventolato la bandiera per tutti, ma basta affacciarsi al tempio delle due ruote per ripensare a Marco Simoncelli e Loris Capirossi, Andrea Dovizioso, Marco Melandri, Luca Cadalora e Fausto Gresini, Renzo Pasolini e ai tempi nostri Marco Bezzecchi, fra l’altro amico di Kimi. Così ricorderemo che, tra Imola e Rimini, non ci sono solo le priorità raccontate dal motto di popolo, ma anche la nascita di piloti campioni del mondo. Se poi passiamo alle due ruote della bicicletta come dimenticare Ercole Baldini, ercole in ogni senso: oro olimpico a Melbourne 1956, campione del mondo e recordman dell’ora. Vittorio Adorni che conquistò il Mondiale proprio a Imola, nel 1968, dopo aver vinto un Giro d’Italia nel 1965. E infine Marco Pantani con la sua storia triste e sventurata dopo aver conquistato Giro e Tour, ma soprattutto il cuore della gente.

Da Alberto Tomba a Marco Belinelli: i grandi campioni emiliani di tennis, boxe, basket e calcio

Il pensiero di tutti correrà ad Alberto Tomba da San Lazzaro di Savena, una Bomba in ogni senso. Pochi come lui hanno coniugato grandezza sportiva e il timbro dell’italiano che fa simpatia. Nel tennis non c’è un Sinner, quindi parliamo di Sara Errani da Bologna e Simone Bolelli da Budrio. E, ai tempi, di Omar Camporese, Raffaella Reggi e Paolo Canè. Il cognome Canè ci porta alla boxe: a Bologna ecco “Dantone” Canè, che mai vinse un Mondiale ma fu idolo dei pesi massimi e ottimo salumiere. A Ferrara fece fortuna Carlos Duran e così i suoi figli: Alessandro e Massimiliano, entrambi campioni del mondo. Vinsero il titolo anche Valerio Nati da Dovandola, nei leggeri jr, Francesco Damiani da Bagnocavallo, gigantone campione Wbo fra i pro e argento olimpico 1984. Infine i fratelli Loris e Maurizio Stecca da Santarcangelo di Romagna, l’uno campione del mondo ma finito male nella storia di vita, l’altro campione olimpico 1984 eppoi campione del mondo. Il basket ci racconta di Marco Belinelli, unico italiano ad aver vinto un titolo Nba, mentre il calcio si è nutrito di campioni mondiali e personaggi: Luca Toni (campione mondo 2006) e Angelo Schiavio (mondiale 1934), Giacomo Bulgarelli, Christian Vieri, Nicola Berti, Giancarlo Marocchi, fin agli allenatori capeggiati da Arrigo Sacchi e Carlo Ancelotti, senza dimenticare Eugenio Bersellini, Azeglio Vicini e Alberto Zaccheroni. Giusto per ricordare: i fratelli Thuram sono nati a Parma.

Emilia-Romagna terra di cultura: da Giuseppe Verdi a Lucio Dalla, i grandi protagonisti della storia

Vero è che i grandi campioni dello sport forse non reggono paragone con i grandi della storia. Però ben figurano. La storia ci fa innalzare i cuori con Giuseppe Verdi e Arturo Toscanini, Guglielmo Marconi e Luigi Galvani, Giorgio Morandi, Ludovico Ariosto e Giovanni Pascoli. E più vicini ai tempi nostri: Luciano Pavarotti e Lucio Dalla, Gianni Morandi e Francesco Guccini, Federico Fellini e Pier Paolo Pasolini. Mettiamoci Laura Pausini e Raffaella Carrà. E magari qualche giornalista: Enzo Biagi e Sergio Zavoli, Milena Gabanelli e Vittorio Zucconi. Ciascuno dei personaggi in questo articolo citati ci ha ricordato, a modo suo, che l’Emilia-Romagna è terra felix e creativa, può vincere titoli, conquistare cuori tifosi, creare opere indelebili o tenerci compagnia con la bellezza dei racconti e della musica. Kimi Antonelli ha confermato che il gene non si è esaurito.


Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/formula-1

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