TORINO – Domenica, nella notte di Singapore, Kimi Antonelli era distrutto. Il Gran Premio, culmine di un weekend in salita con una macchina improvvisamente (la settimana prima a Sepang), diventata “diversamente guidabile” con l’atteso nuovo pacchetto di aggiornamenti Mercedes che non ha dato i frutti sperati, è stato un massacro tra condizioni meteo estreme (caldo-umido: Lewis Hamilton alla fine ha avuto un malore , lo stesso bolognese a lungo nei rettilinei tirava fuori dall’abitacolo alternativamente le mani per rinfrescarsi) e diversi problemi tecnici. Prima lo sciogliersi del ghiaccio secco di raffreddamento (i piloti Mercedes non hanno il corpetto rinfrescante per questione di budget…) che gli ha bagnato i piedi, poi un doppio guaio all’impianto frenante (che ha anche provocato il quarto track limit, non sanzionato dalla direzione gara proprio per quel guasto). «Alla ripartenza della VSC, quando sono andato a frenare, la macchina non si è fermata: ho quasi rischiato di andare contro il muro – racconta Kimi -. In più abbiamo avuto un problema al sensore dei freni, quindi non avevamo nemmeno i dati sulla telemetria. Non sapevamo esattamente a che temperature stessero lavorando, è stato tutto basato sulle sensazioni. Sapevo che erano caldi perché ne sentivo persino l’odore…. Non è stato per niente piacevole».
“Il Mondiale è lì”
Il premio però è stato un podio conquistato con un colpo da campione nell’unica occasione spiraglio che s’è presentata senza dover correre troppi rischi (il doppio sorpasso a Lando Norris e Hamilton in lotta tra loro), che complice il nono posto del compagno di squadra George Russell (partito 19° per il cambio della power unit) ha regalato ad Antonelli il primo match point mondiale da giocarsi fra due domeniche ad Austin, dove con una vittoria e un altro nono posto di Russell, il bolognese diventerebbe il pilota più giovane della storia della Formula 1, infrangendo il record detenuto da Sebastian Vettel (23 anni e 134 giorni nel 2010, con Lewis Hamilton 166 giorni “più vecchio” nel 2008). Il ventenne però ribadisce di tenere i piedi ben piantati per terra. «So che il Mondiale è lì, devo solo assicurarmi di continuare a fare del mio meglio – il suo mantra ripetuto anche a Singapore -. La mentalità è sempre la stessa: scendere in pista per vincere e dare il massimo. Questo weekend non ho guidato particolarmente bene, ma sono fiducioso. Una settimana per resettare e non vedo davvero l’ora di essere ad Austin. Alla fine della fiera, se non faccio bene il mio lavoro il risultato non arriva. Per ottenere ciò che voglio devo spingere al massimo, è semplice».
Progetto 2027
Lo conferma Toto Wolff dopo essersi complimentato col suo pupillo: «La sua guida è stata matura e solida. Gestire una macchina difficile in questa fase, cercare di svilupparla e imparare è un ottimo segnale» le parole del team principal Mercedes che glissa sul Mondiale. «Non guardo la classifica, nel motorsport possono accadere le cose più folli. Il nostro obiettivo deve essere semplicemente quello di raccogliere punti gara dopo gara, senza perdere terreno». Quello che tecnicamente l W17 ha fatto, specie nei confronti della Red Bull. «Ha fatto un incredibile passo avanti, ma allo stesso tempo anche Max si è sentito probabilmente più a suo agio con la macchina riuscendo a tirarne fuori di più» l’analisi lucida di Kimi, che pensa già al progetto 2027 e quindi a far funzionare bene la nuova filosofia aerodinamica Mercedes. Per questo i dati incrociati dei due pacchetti (Russell a Singapore ha usato quello vecchio) saranno analizzati e ad Austin entrambi i piloti esploreranno molto quello nuovo. «Vediamo il potenziale, ma la finestra di utilizzo della macchina è ancora troppo stretta – avverte Antonelli -. Anche alla guida risulta molto sensibile a qualsiasi variazione nell’approccio alla curva o nel modo di staccare. Ma sento che stiamo vedendo la luce in fondo al tunnel. Speriamo che ora ad Austin, avendo tre sessioni di prove libere, si possa lavorare a mente aperta sul set-up per sfruttare l’intero potenziale». Altro segno che il Mondiale 2026 è per tutti una pratica già evasa.
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