L’adattamento alle condizioni è sempre una chiave importante per esordire in un torneo cercando di evitare brutte sorprese. Purtroppo quando il tempo per trovare le misure a palle, campi, clima e condizioni totalmente diverse è poco, la sconfitta è dietro l’angolo, anche per i big della racchetta. Questo è accaduto alla maggior parte dei giocatori che hanno partecipato all’ultima edizione della Laver Cup a Londra, catapultati in poche ore nei tornei asiatici tra Tokyo e Pechino, e quindi costretti ad affrontare un discreto jet lag e soprattutto un clima e una combinazione di palle e superfici (all’aperto) assai lontane da quelle della O2 Arena.
È balzato agli occhi il bilancio davvero negativo da parte dei 12 (+2, includendo le riserve) tennisti che hanno preso parte alla Laver Cup 2026 nel proprio match di esordio negli ATP 500 di Pechino e Tokyo: infatti solo cinque di loro hanno superato il primo turno, con ben nove sconfitte.
Tra gli appartenenti al team Europe, hanno superato l’incontro di esordio in Giappone o Cina soltanto Alcaraz (a fatica, ma Michelsen era un brutto primo turno), Zverev e Mensik; solo De Minaur e Cerundolo hanno evitato la sconfitta nel rientro sul tour ATP tra i “rossi” della squadra world della Laver Cup. Cobolli, Jodar, Ruud, Fery, Fritz, Nakashima, Bublik, Tien e Buse hanno tutti perso all’esordio.
And with that…
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— Laver Cup (@LaverCup) September 28, 2026
Un dato singolare, ma nemmeno troppo: il passaggio da Londra ai tornei asiatici è piuttosto drastico, in tutti i sensi, con alcuni dei giocatori scesi in campo poco dopo 24 ore da un lungo viaggio, senza nemmeno un giorno pieno di allenamento. Ovviamente tutti cercheranno di rifarsi nel prossimo grande appuntamento di Shanghai, l’ottavo Masters 1000 della stagione (al quale, si spera, possa prendere parte anche Jannik Sinner, in attesa di novità sul suo conto), ma è curioso rilevare questo bilancio davvero negativo. Nonostante il fascino, la ricca esibizione londinese ha lasciato qualche strascico.
Mario Cecchi
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