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Hijikata, il retroscena dell’impresa con Djokovic: «Non ero sicuro di poter giocare»


Rinky Hijikata ha battuto Novak Djokovic dopo aver temuto di non poter nemmeno scendere in campo. È il retroscena raccontato dall’australiano dopo il successo per 2-6 6-3 6-3 al Masters 1000 di Parigi: un problema al collo, comparso il giorno precedente, aveva messo in dubbio la sua partecipazione all’incontro.

Una difficoltà che rende ancora più significativa la rimonta contro il serbo. Prima di affrontare una delle partite più importanti della propria carriera, Hijikata aveva dovuto fare i conti con sensazioni fisiche tutt’altro che rassicuranti, protrattesi fino alla mattina del match.

«Sinceramente, non ero sicuro di poter giocare oggi», ha confessato nell’intervista successiva alla vittoria.

Il problema al collo e la decisione di provarci
L’australiano ha spiegato che il fastidio aveva accompagnato sia la serata precedente sia le ore immediatamente prima dell’incontro. Ha comunque deciso di tentare, trovando nell’emozione dell’appuntamento una spinta per affrontare la sfida.

«Ieri mi sono fatto male al collo e, a essere sincero, non mi sentivo particolarmente bene né ieri sera né questa mattina. Immagino che sia entrata in gioco un po’ di adrenalina ed ero disposto a fare tutto il necessario per scendere in campo».

La scelta ha finito per regalargli una serata memorabile. Dopo un primo set nel quale Djokovic aveva imposto una netta superiorità, Hijikata è riuscito a rimanere dentro la partita, aumentare la propria incisività e costruire progressivamente la rimonta.

«Imporre il mio gioco e fidarmi di me stesso»
Nell’analisi dell’australiano, il cambiamento più importante riguarda l’atteggiamento nei passaggi delicati. Hijikata ha riconosciuto che negli ultimi mesi, quando la pressione aumentava, gli era capitato di diventare troppo passivo. A Parigi ha cercato di affrontare quelle situazioni con maggiore convinzione, continuando a prendere l’iniziativa.

«Credo che la chiave questa settimana sia stata cercare di imporre il mio gioco il più possibile e fidarmi di me stesso nei momenti importanti».

Contro Djokovic questa scelta è diventata essenziale. L’avvio difficile avrebbe potuto togliergli sicurezza; l’australiano ha invece trovato il modo di alzare il livello, scegliendo di attaccare quando ne aveva l’opportunità e mantenendo un atteggiamento più deciso anche sotto pressione.

È soprattutto questo l’aspetto che ha voluto sottolineare dopo il successo: la capacità di restare fedele alle proprie caratteristiche quando il confronto richiedeva coraggio. Una risposta tecnica e mentale arrivata in una giornata cominciata con dubbi persino sulla possibilità di giocare.

«Ho fatto un buon lavoro nel rimanere fedele al mio tennis e giocare in maniera aggressiva».

Francesco Paolo Villarico


Fonte: http://feed.livetennis.it/livetennis/

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