Che gruppo ha trovato?
«Abbiamo fatto una preparazione molto buona, con picchi di gioco di altissimo livello. Questa squadra si allena bene, ci sono tanti ragazzi giovani. In due mesi e mezzo non si sono mai allenati male. La squadra ha la giusta mentalità».
Forse manca un pizzico d’esperienza?
«Diversi ragazzi contro Cisterna erano emotivamente coinvolti, sono andato a rivedere la partita e ad alcuni tremava la mano in battuta, è naturale. Io sono il primo responsabile, ma queste non sono cose facili da gestire, sull’aspetto mentale bisogna lavorare in maniera equilibrata. Lo dico spesso: dobbiamo sempre essere pronti alla miglior versione dei nostri avversari».
Come si trova invece con la società?
«È un ambiente fantastico, una società organizzata e ambiziosa, strutturata, con un’idea molto chiara. Ci sono poche squadre che hanno questa struttura di sviluppo di giocatori, si vede l’organizzazione che c’è dietro».
Il presidente Fusaro poi è un personaggio senza filtri. Qual è il vostro rapporto?
«È splendido, lui è così come si fa vedere da tutti. È sempre positivo e molto allegro, abbiamo davvero un buon rapporto».
Abbiamo parlato dei giovani, ma in squadra c’è anche un giocatore esperto come Simon.
«Allenare un campione è la cosa più facile: si allena bene, fa un lavoro fantastico dentro lo spogliatoio, dà tanto e non vuole che gli altri diano di meno. L’asticella è sempre molto alta, abbiamo una squadra giovane ma ci sono i giocatori giusti, che hanno personalità e carattere per aiutare i ragazzi a crescere. I meno esperti stanno imparando, fanno qualche errore, ma l’importante è avere fame e ambizione. Hanno degli “specchi” perfetti da cui prendere esempio».
Quindi non cambia idea sugli obiettivi.
«No, so quanto è difficile il campionato. Di cosa parliamo? Di salvezza o playoff? Ad oggi non ha senso, questa squadra ha bisogno di giocare, di perdere e di vincere, fra tre-quattro mesi possiamo capire a che punto siamo e dove possiamo arrivare. Non lo faccio per paura, ma per il contrario, non voglio porre limiti. Se questo gruppo darà il 100% possiamo fare grandi prestazioni, però tutto ciò richiede sforzo e sacrifici. E anche delle delusioni».
Qual è la squadra che l’ha sorpresa in queste prime giornate?
«Niente sorprese, noi forse siamo stati la delusione della prima giornata, ma non sono sorpreso: anche chi sulla carta ha l’obiettivo della salvezza ha giocato bene. Sarà un campionato difficile per tutti».
E le favorite per la vittoria finale?
«Nella parte alta della classifica si daranno delle botte importanti: non vedo una nettamente favorita. Trento sicuramente, Civitanova è tostissima, ma anche Verona. Sarà dura, bisogna avere pazienza e pensare a ogni partita, guardare in casa nostra. Sarà un percorso a medio-lungo termine, questo è il nostro progetto. Questa squadra ha un potenziale molto importante, ad esempio Otsuka lo avete visto a pezzi, ma se prende continuità è un giocatore top che farà la differenza. Capisco che Milano è una piazza esigente, mi piace questa cosa, ma dobbiamo cercare di vedere un po’ oltre: questa squadra può sorprendere, ma tutti dobbiamo lavorare verso lo stesso obiettivo. Abbiamo un gioiello, dobbiamo estrarlo».
Fonte: http://www.corrieredellosport.it/rss/basket

