«Apres moi le deluge…». Dopo di me il diluvio, disse Enzo Ferrari. Lo disse in francese, un giorno di dicembre di 60 anni fa. Lo raccontò in Tv ad un giornalista, Gino Rancati, che conosceva bene l’ingegnere e il suo mondo. In questi anni il mondo Ferrari gli ha dato ragione. La faccia sbarazzina di Kimi Antonelli potrebbe essere la foto più moderna del “deluge” immaginato allora. E, magari, l’ingegnere non si sarebbe stupito che un popolo, il popolo suo, un giorno si sarebbe accodato alla scia del ragazzino che pur non guida una Ferrari, ma la Mercedes che Stirling Moss, e tanti altri, hanno proposto come avversaria.
Kimi Antonelli conquista i tifosi Ferrari: il nuovo fenomeno della Formula 1
Quel popolo continua a credere nella Prediletta, eppure l’occhio corre sempre più spesso sulla grigia Mercedes, che porta un bel nome di donna ma non è così accattivante per chi ama una Rossa: seppur scapigliata e scarmigliata da questi tempi di desolante mediocrità. Certo, la Ferrari è la Ferrari per tutti. Anche per Kimi Antonelli, che così spesso l’ha messa alle spalle. Detta con l’Avvocato di un tempo che fu: «La Ferrari per noi è un fatto sentimentale». Ma anche Kimi ha preso i sentimenti, ha scavato nella passione di chi si gode la Formula Uno, ha rosicchiato qualche angolo del cuore del mondo Ferrari. Lo ha certificato Flavio Briatore, annusando il “tradimento” Rosso. «Credo che Kimi stia portando via a poco a poco anche i tifosi alla Ferrari. Quello che sta facendo è incredibile». E non a caso Antonelli si gioca il primato della italica popolarità con Jannik Sinner, uno dei suoi fans di “fama” come Vale Rossi, Federica Brignone, Alessandro Pajola con la Virtus Bologna e tanti altri. Ricerche di mercato hanno appurato che ormai Ferrari e Antonelli si dividono il tifo a metà, anzi il ragazzino è in sorpasso. O ha già sorpassato. Si parla di una decina di milioni di affezionati. C’è da credere che l’ingegnere avrebbe sciacquato la testa ai collaboratori. Con una smorfia dietro gli occhiali scuri. «Dove eravate? Perché non lo abbiamo preso noi?».
La Kimi mania dopo Monza: il popolo Ferrari tifa per Antonelli
Nel frattempo Kimi si sta prendendo il popolo Ferrari. Meglio: sta spartendo la logica del cuore con quella della ragione. La vittoria a Monza ha raccontato una storia nuova: un popolo che, in nome di un ragazzo italiano, esulta nonostante appartenga alla scuderia per la quale non puoi tifare. È stata un’“Kimi mania”. Forse non accadrebbe nel calcio: difficile che la passione per Milan, Inter, Juve e chicchessia venga accantonata per sostenere l’italiana in una notte di coppa. Qui, invece, è bastato un pomeriggio nel Parco per convincere un esercito a sventolare la rossa bandiera immaginando impressa la foto del ragazzo. Chissà mai, fors’anche conta quel numero “12” che porta sul muso della F1 e sul casco nel ricordo di Ayrton Senna, il suo idolo. “12” è stato un numero di Niki Lauda. Ed anche di Gilles Villeneuve, uno dei piloti più amati dai ferraristi. Hanno vinto titoli. Kimi ha avuto la capacità e la qualità di tirare dalla sua la Generazione Z.
Antonelli e Ferrari: il confronto tra il nuovo campione e la storia del Cavallino
È nato appena un anno prima (2006) dall’ultimo Mondiale vinto da un pilota Ferrari (Raikkonen 2007). È un italiano che in questo mondo, il suo mondo, tiene in pugno il mondo. Dunque anche l’universo Ferrari respira l’ebbrezza di una vicinanza. I social ne hanno decretato nascita e crescita. A inizio stagione 2026 i followers su Instagram erano 4,5 milioni. Oggi sono più del doppio. Il ferrarista vi dirà: «I piloti passano, la Ferrari resta». E aggiungerebbe: «La Ferrari ha una storia che Kimi non ha». Ma Kimi farà la storia: ha battuto diversi record. È il più giovane di sempre, è stato il migliore. I tifosi sono stati combattuti: “Kimi si” o “Kimi non si può”. Ferrari per sempre, è il motto per tutti. Dice il decalogo del ferrarista: “Ferrari per sempre, chi non lo pensa non ha la Rossa nel cuore”.
Il rapporto tra Kimi Antonelli e i tifosi Ferrari: una passione tutta italiana
Ma poi c’è questo Kimi che affascina ed elettrizza. In fondo, nell’annata, ha permesso ai tifosi Ferrari di sentir meno aspra l’ennesima caduta della speranza. C’era Kimi e c’era la Ferrari. Almeno c’era un’Italia vincente. E chi non ha immaginato di vedere Antonelli in groppa alla Rossa scarmigliata che tien desto il cuore tifoso? Quel rosso sventolare di Monza era un abbraccio, un bacio, e un invito: “Vieni con noi, Kimi”.
Kimi Antonelli e il futuro in Formula 1: Mercedes o Ferrari?
Così il mondo Ferrari non vivrà più il conflitto fra cuore e ragione, fra il bello di un ragazzo vincente e l’amore di una Rossa perdente. Il tifo, i tifosi hanno lavorato per la Ferrari. Hanno teso la mano a Kimi che, ovviamente, pensa al futuro. Non solo al passato di un grande nome. È nato a Bologna, dici Maranello e riconosce l’effetto che fa. Ma il passato non ritorna. E suo papà ha scoperto, in qualche bar di Maranello, la foto del figliolo posata fra quelle di Leclerc e Hamilton. Un segnale.
Enzo Ferrari, Kimi Antonelli e il sogno di unire il popolo Rosso
Spiegava Ferrari: «La fede è una corroborante comodità che l’uomo si è creato». Vale anche nello sport. Ma nello sport non basta. La Ferrari è una fede. Antonelli un campione. Il popolo Rosso li tiene per mano. Chissà mai che un giorno non li unisca. E il diluvio si plachi.
Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/formula-1
