3 settembre 1950, Nino Farina vince il Gran Premio d’Italia e diventa ufficialmente il primo campione della storia della Formula Uno. 1 novembre 2026, Kimi Antonelli diventa campione del mondo di F1, il 36° pilota della storia a riuscirci. Ad oggi ai due estremi del trofeo, ambito da molti ma vinto da pochi, ci sono le firme di due italiani. Da Nino a Kimi, divisi da 76 anni di storia e di evoluzioni tecniche, dalla Alfa Romeo 158 e i suoi 350 cavalli alla Mercedes W17 e il suo turbo ibrido. L’Italia che ha fatto grande questo motorsport torna finalmente in vetta con un pilota, un talento grandioso che ha riscritto tanti record in una sola stagione. Tra questi, uno che si pensava non sarebbe mai crollato.
Antonelli strappa il record di Vettel: è campione a soli 20 anni!
20 anni, 2 mesi e 7 giorni. Questa l’età a cui Kimi Antonelli è diventato campione del mondo, rendendolo a tutti gli effetti il più giovane della storia. Strappa con forza questo primato dalle mani di Sebastian Vettel, che il 14 novembre 2010 si laureava campione del mondo vincendo il Gran Premio di Abu Dhabi, all’età di 23 anni e 4 mesi. Kimi ci ha messo tre anni di meno, in alcuni paesi non ha ancora neanche l’età legale per consumare bevande alcoliche (sono diventati celebri i suoi podi in cui non ha potuto celebrare con lo champagne), ma è già al vertice della F1, con tutti gli occhi puntati addosso. Quasi una coincidenza che Kimi abbia sfiorato il trionfo ad Austin, proprio dove Vettel vinse il suo quarto titolo e si lasciò andare via radio ad uno dei messaggi più emozionanti e ricordati della F1: “Dobbiamo ricordarci questi giorni, perché non possiamo essere sicuri che dureranno per sempre! Godiamoceli finché durano. Vi voglio bene ragazzi!“. E sicuramente Kimi si ricorderà per sempre questo giorno.
Farina, Ascari e Antonelli: il Mondiale piloti torna a parlare italiano
Sul meraviglioso trofeo della Formula Uno sono ora tre le firme italiane: Nino Farina, Alberto Ascari e Kimi Antonelli. L’immensa eredità dei primi due è ora sulle spalle già larghissime di ‘AKA12‘, che riporta il trofeo a casa nostra a 73 anni dall’ultima volta (1953 con Ascari sulla Ferrari). Farina e Ascari vinsero agli albori di questo sport, battendo piloti storici del calibro di Fangio. Antonelli, invece, trionfa con delle monoposto sempre più vicine a raggiungere il limite dell’evoluzione tecnica, battendo una griglia piena di talento e di campioni del mondo già affermati, tra cui Hamilton e Verstappen. Una vittoria che unisce l’Italia intera, che oggi lo esalta e lo celebra alla guida della sua Mercedes, ma che sotto sotto nel futuro spera di vederlo sulla Ferrari, per un binomio poetico e romantico che porterebbe al tionfo più atteso di sempre: macchina italiana e pilota italiano.
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