A volte non basta un’intera carriera per vivere la gamma di (profonde) sensazioni provate da Marco Bezzecchi in questi cinque mesi di Mondiale: l’euforia delle vittorie iniziali – il tris ottenuto senza concedere un solo giro al comando ai rivali – e la “fratellanza” con altri due italiani al top nei rispettivi sport come Jannik Sinner e Andrea Kimi Antonelli, il tripudio del Mugello, il passaggio dal sogno
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