Il mantra resta lo stesso: guai a pensare al Mondiale, a iniziare a fare ragionamenti guardando alla classifica. Ma alla fine Kimi Antonelli nella sua benedetta freschezza e candore, alla viglia del 16° atto Mondiale in Azerbaigian, ammette: «Prima chiudiamo i giochi, meglio è». D’altronde come contraddirlo? Sono gare che tutti continuano a chiedergli del Mondiale, come se l’avesse già vinto. La pressione non se la mette e ha dimostrato di saperla gestire, il fenomenale ventenne bolognese, ma non dev’essere facile quanto tutti soffiano sulle braci ardenti. Accese per altro dalle sue prestazioni, specie la doppietta nelle ultime due uscite a Monza (partendo dalla 19ª casella della griglia per la penalità-motore) e a Madrid, portato a otto il suo bottino stagionale di vittorie e il divario classifica a +81 su George Russell, +101 su Leewis Hamilton e +106 su Lando Norris, frenato prima dalla macchina e poi dalla sfortuna.
Russell: “Stile di guida di Kimi perfetto per…”
Ad alzare bandiera bianca è lo stesso compagno di squadra che dopo l’inizio travolgente in Australia ha dovuto ben presto accettare il ruolo di seconda guida Mercedes. «Il divario è enorme, al titolo non ci penso. L’obiettivo è migliorare a livello di prestazioni in vista dell’anno prossimo» dichiara l’inglese che applaude Kimi: «Il suo stile di guida naturale è perfetto per queste vetture. Comunque ha un talento fantastico perché ha vinto in ogni categoria in cui ha corso». Detto questo Russell a Baku andrà all’attacco, anche perché non sconterà qui la penalizzazione per il quinto motore. «Quello dotato di ADUO è quasi pronto, dunque lo aspetteremo. Qui non arretrerò sulla griglia di partenza».
Antonelli come Sinner: “Una gara alla volta”
Antonelli però non si mettere certo sulla difensiva, anche se si prepara a lottare. Come un leone. Ispirandosi all’amico Jannik Sinner. «Non è finita finché non è finita – risponde all’ennesima domanda sul campionato -. È come nel tennis: un punto alla volta. Qui è una gara alla volta. Bisogna continuare a dare il massimo e a cercare di alzare l’asticella, continuare a ottenere risultati e poi vedremo dove arriveremo alla fine dell’anno». Non che sia una passeggiata. «È più facile a dirsi che a farsi, ma ho un grande supporto intorno a me, una grande famiglia e una grande squadra. Mi aiutano a restare con i piedi per terra e a concentrarmi su quello che devo fare nel presente».
Kimi, che determinazione: “Continuare così e fare risultati”
Non è una frase fatta. Per Kimi è la conseguenza di un ragionamento. «Man mano che ci avviciniamo alla fine del campionato mi è capitato di pensarci, ma sono sempre giunto alla conclusione: devo continuare a guidare come sto facendo e a ottenere risultati. Bisogna sempre tenere alta l’attenzione perché i concorrenti si stanno avvicinando, specialmente la McLaren con Lando. Max è sempre lì e le Ferrari credo che saranno veloci». La lezione di Madrid gli è ben presente. «La McLaren era chiaramente la macchina più veloce e Lando stava guidando molto bene. Poi con un po’ di fortuna siamo riusciti a vincere». E la ruota può sempre girare. Così, in attesa dell’agognato pacchetto di aggiornamenti sulla W17 in arrivo la prossima settimana in Malesia, il bolognese vuole sfruttare il momento a Baku. «Dovrebbe essere una pista buona per noi perché ci sono tante curve lente. La nostra macchina però è stata molto forte e molto solida su tutti i circuiti. La chiave, come a Monza, sarà la scia». Un messaggio interno molto chiaro: a Monza l’ho data io a Russell, ora tocca a me. È già campione pronto e scafato, Kimi.
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