ROMA – Niente sarà più come prima nella Formula 1 dopo l’impresa di Kimi Antonelli, laureatosi campione del mondo a soli 20 anni grazie al podio conquistato nel Gp del Messico dietro a Max Verstappen e a Lewis Hamilton. Niente a parte lo stesso Kimi, che guarda già al futuro senza però perdere l’umiltà con cui si è guadagnato questo fantastico presente.
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Antonelli, il numero 12 e il mito di Senna
“Resterò con il numero 12: è un modo per me per rimanere con i piedi per terra – ha spiegato Antonelli ai microfoni di ‘Sky Sport’ soltanto qualche ora dopo aver scritto la storia a Città del Messico –. Mantenere il 12 per me è come un nuovo punto di inizio, in cui ricostruire e cercare di replicarsi. È un modo per restare concentrati per il prossimo anno”. Il pilota della Mercedes ha poi parlato del rapporto con il suo mito Senna, che nel 1988 con il numero 12 vinse il suo primo mondiale alla guida della McLaren: “Ayrton rimarrà sempre un modello di ispirazione, non solo come pilota ma anche come persona. Quest’anno, molte volte, mi sono riguardato un sacco di sue interviste per capire un po’ come approcciava le gare e l’anno. Sarà sempre, insieme alla mia famiglia, un punto di riferimento”.
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Le lacrime dopo il Gp del Messico
Antonelli ha inoltre raccontanto le emozioni vissute nell’ultimo Gp, quello che ha portato il sogno a materializzarsi, sciolte poi in un pianto liberatorio: “Se ho realizzato quello che ho fatto? Sto iniziando a realizzare. L’ultimo giro è stato davvero emozionante, ho mollato completamente il passo perché avevo le lacrime agli occhi. Facevo fatica a vedere la pista. È stato davvero emozionante e lo è ancora adesso. Un momento incredibile, soprattutto poterlo condividere con la mia famiglia, con il mio team e con i miei amici. Quando ho capito che il Mondiale poteva essere nostro? Dopo Monza – ha spiegato il 20enne bolognese –. È stata una stagione incredibile, siamo stati molto consistenti. Ora cercheremo di finire bene: mancano ancora delle gare e sarebbe bello chiudere con dei bei risultati in vista del 2027″.
Fonte: http://www.corrieredellosport.it/rss/formula-1
