Debutto amaro per il nuovo circuito cittadino spagnolo: pochi, pochissimi sorpassi hanno trasformato quello che era stato presentato come uno dei fine settimana più avvincenti in poco spettacolo. Esplode anche l’ironia dei piloti nel paddock tra curve cieche, trenini infiniti senza possibilità di tirare staccate e surriscaldamento degli pneumatici a causa delle pendenze. Nell’imbarazzo degli organizzatori, che hanno fortemente spinto per l’introduzione nel calendario di questo appuntamento. E il Circus pensa già a modifiche sul layout.
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Madring, cosa (non) è successo nella Gp di Spagna
L’impianto, situato nei pressi del quartiere fieristico IFEMA, era presentato come una versione più rapida di Zandvoort, con cui condivide la pendenza ne “La Monumental”. Sfortunatamente, la percorrenza di quest’ultima è stata critica. Lo stesso vincitore della gara, Kimi Antonelli, che si trovava con gomme nuove agilmente all’inseguimento di un Leclerc che doveva ancora effettuare la sosta, si è sentito ordinare in radio di rallentare appositamente per evitare di compromettere la gara. Lapidarie le frasi di Max Verstappen su un altro tema cruciale e scottante per il Madring: l’impossibilità di eseguire sorpassi. In uscita dal Gp di Monza, nel quale sono stati registrati 78 sorpassi, la F1 fa un passo indietro su questo dato. Infatti persino Monaco, storicamente noto come uno dei gran premi in cui risulta più complicato guadagnare posizioni, ha registrato più sorpassi in pista del neo circuito spagnolo: dieci a quattro il bilancio. Il campione olandese, interrogato su come avesse fatto a tenersi negli specchietti strabiliante Mclaren di Norris ha dichiarato ironicamente: “È bastato tenere l’auto al centro della pista, qui sembrava funzionasse bene questa strategia“.
Fonte: http://www.corrieredellosport.it/rss/formula-1
