A Baku con una nuova unità a spingere la SF-26 di Charles Leclerc e con chilometri macinati a Imola come prezioso allenamento. La Ferrari non si è fermata dopo il GP del Madring, dove si è prolungata la striscia di gare senza podi (sono quattro consecutive), preparando la tappa dell’Azerbaigian in pista ma non soltanto. L’analisi del motore utilizzato da Leclerc a Monza – dove il monegasco è finito contro le barriere della Parabolica ad altissima velocità a inizio gara – avrebbe confermato l’integrità della power unit: il propulsore potrà essere recuperato e riutilizzato ma, con ogni probabilità, entrerà nella rotazione delle prove libere per evitare rischi. Nelle qualifiche e nel GP della capitale azera Leclerc dovrebbe disporre di un nuovo motore, il quinto della stagione, andando così in penalità su un circuito che comunque, con il rettilineo lungo 2,2 km e le staccate estreme, non è nemico dei sorpassi e delle rimonte. Ovviamente si tratterà di un’unità nata con le migliorie consentite dall’Aduo, progressi che tuttavia sui lunghi rettilinei di Monza non si sono evidenziati nel modo auspicato.
Ferrari, i test di Leclerc ed Hamilton
Oltre all’analisi del motore, l’avvicinamento a Baku ha previsto anche due giorni di sessioni in pista a Imola. Dove ieri si sono cimentati sulla SF-26 sia Lewis Hamilton che Leclerc nell’ambito dei test Pirelli, facendo 63 giri a testa per 600 km complessivi. Se da un lato, quindi, non è stata una sessione dedicata a sviluppare la vettura (le prove servono soprattutto alla Pirelli per ottenere i feedback per le specifiche degli pneumatici 2027), dall’altro ha consentito a Hamilton e Leclerc di girare – per la prima volta con le auto di nuova generazione – sul circuito che con ogni probabilità entrerà nel calendario come prova conclusiva. Una scelta lungimirante da parte della Ferrari, sulla scia del filming day che aveva permesso ai suoi piloti di conoscere in anteprima il Madring.
Ferrari, il gioiello Camara
A fare “compagnia” a Leclerc e Hamilton c’era il giovane Rafael Camara, gioiello del vivaio del Cavallino: il ventunenne brasiliano, in piena lotta per il titolo della Formula 2, ha svolto una sessione cosiddetta “TPC”, testing previous cars, poiché ha portato in pista la Rossa del 2025 iniziando di buon mattino, poco dopo le ore 9. Oggi, la sessione – a cui prende parte anche la Racing Bulls con Arvid Lindblad e Liam Lawson – si dovrebbe completare con il pilota di riserva Antonio Giovinazzi e con gli stessi Dino Beganovic e Arthur Leclerc nei test TPC. I test di Imola arrivano in una fase cruciale del Mondiale, che ora lascia l’Europa per andare verso Est con il trittico Baku-Sepang-Singapore, prima di volare dall’altra parte del Mondo con Austin, Città del Messico, Interlagos e Las Vegas in meno di un mese.
Vasseur: “Con queste regole abbiamo…”
Tante gare a ritmi serrati che rappresenteranno una verifica per il lavoro di questi mesi. Un lavoro che per la Ferrari era iniziato con una monoposto nata bene ma che non è progredita nel modo sperato, non riuscendo ad avvicinarsi troppo alla Mercedes (che in Asia introdurrà il grosso degli sviluppi) e subendo anche il ritorno al vertice della McLaren. È con questo quadro che la Ferrari affronterà il giro del Mondo in attesa di tornare a casa con il GP conclusivo a Imola, alla ricerca di risultati ma anche di risposte in merito alle ulteriori novità che verranno introdotte in ottica 2026 e 2027. «Perché – come ha ricordato il team principal Fred Vasseur – con queste regole avremo la possibilità di portare l’80% degli sviluppi anche sulla prossima vettura». Il futuro bussa alla porta, anche se la Ferrari non abbandona il presente.
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