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Tra Antonelli e il titolo F1 solo due avversari: se stesso e Russell. E la Ferrari s’è persa


Meglio di niente. Non è stato il miglior fine settimana della stagione di Kimi Antonelli, ma a Baku il leader del Mondiale di Formula 1 ha trovato comunque il modo di contenere i danni. Il quinto posto al termine di una gara iniziata dalla sedicesima posizione, consente al bolognese di lasciare il circuito cittadino con ancora 66 punti di vantaggio sul compagno di squadra George Russell, vincitore della corsa e capace di recuperargli 15 lunghezze in classifica. L’errore più pesante è però arrivato in qualifica, quando Kimi ha sbagliato in curva 1, finendo contro le barriere e venendo eliminato già in Q1. Un episodio che ha condizionato anche il suo approccio alla domenica, come lo stesso pilota Mercedes ha ammesso dopo la gara. “Non era il solito Kimi” ha riconosciuto Antonelli, facendo autocritica e spiegando di non essersi mai sentito completamente a proprio agio. Significativa anche la battuta sul proprio ritmo: “Guidavo come mia nonna”. Dietro l’ironia, c’è però la fotografia di una gara nella quale il bolognese ha preferito evitare rischi eccessivi, consapevole di avere molto da perdere in ottica campionato. A differenza di Monza, dove Antonelli era riuscito a costruire una rimonta travolgente, a Baku le condizioni non hanno permesso di ripetere lo stesso copione. I sorpassi si sono rivelati più complicati del previsto e il leader iridato ha faticato a trovare il feeling necessario per spingere al massimo. Lo stesso Kimi ha ammesso di aver “guidato soltanto all’80%”, spiegando come l’errore del sabato gli avesse tolto parte della fiducia. La situazione si è complicata ancora alla ripartenza dopo la Safety Car. Nel caos di curva 1 Antonelli è riuscito a evitare l’incidente davanti a lui, ma è stato colpito dalla Haas di Oliver Bearman. Il contatto ha danneggiato la W17 e, secondo quanto emerso dopo la gara, la Mercedes avrebbe perso circa dieci punti di carico aerodinamico, equivalenti a circa due decimi al giro. Nonostante tutto, l’italiano ha continuato a risalire fino al quinto posto, chiudendo a pochi decimi dalla Ferrari di Charles Leclerc.

A Sepang in missione riscatto 

Un risultato inferiore alle aspettative, ma prezioso considerando come si era messo il weekend. Russell ha vinto e ha sfruttato al massimo l’occasione, ma il distacco resta ampio: 66 punti rappresentano ancora un margine importante nella corsa al titolo. Ed è forse proprio questo il significato del sabato di Baku: Kimi non ha avuto la velocità e la brillantezza mostrate in altre gare del 2026, ma è riuscito a evitare che un fine settimana negativo diventasse un disastro. In un campionato lungo, anche queste, del resto, sono giornate decisive: quando non si può vincere, bisogna perdere il meno possibile.

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E Kimi non si è nascosto dietro al risultato. La sua autocritica è stata netta e la volontà è quella di reagire subito. Il quinto posto non cambia il Mondiale, ma è un richiamo: Russell resta il principale inseguitore. Anche perché Lando Norris paga ancora dazio non per colpa sua e la Ferrari non è competitiva e sempre più alle prese con problematiche interve. E il ritrovato Max Verstappen troppo lontano. Antonelli, invece, lascia l’Azerbaijan ancora al comando con 66 punti di margine. Non era il solito Kimi, come ha ammesso lui stesso, ma anche nelle giornate difficili il leader del campionato è riuscito a portare a casa ciò che serviva. Soprattutto, in vista di una Malesia (in programma già domenica come Gran Premio del Bahrain, spostato per la guerra in Medio Oriente) che è un’incognita per tutti…


Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/formula-1

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