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Paul Cayard: “pronti a uno show mondiale”


Paul Cayard è considerato uno dei velisti simbolo di una lunga stagione di America’s Cup. Per noi italiani resterà legato alle imprese de Il Moro di Venezia. Raul Gardini fu visionario quando gli affidò a 30 anni la guida tecnica della sfida italiana che vinse la Louis Vuitton Cup a San Diego nel 1992 e andò molto vicino alla Coppa, sconfitta solo in finale da America 3. Anche negli USA, Cayard è assai considerato, è nella Hall of Fame dell’America’s Cup dal 2025, è un super velista, un personaggio, un leader. Oggi è il presidente della classe Star internazionale, la barca ex regina della vela olimpica di cui è anche campione del mondo. Quando può, Paul viene in Italia dove lo chiamano spesso per regate o talk, l’ultima a fine luglio al porto di Andora. Le sue parole sui trend dello sport della vela non sono mai banali. C’è da scommettere che sarà tra i testimonial anche della prossima America’s Cup “italiana”.

LA COPPA A NAPOLI

Proprio su Napoli 2027 Paul ha idee molto chiare. «Ospitare l’America’s Cup in Italia, a Napoli, sarà un enorme vantaggio. Non esiste al mondo un bacino di appassionati della Coppa più vasto di quello italiano. Inoltre, la cultura e l’ospitalità dell’Italia contribuiranno a creare un evento sportivo di livello mondiale». Anche sulle regate con gli AC75 volanti, Paul è sincero: «Come dico spesso, sono contento di aver fatto la Coppa America con le barche del mio tempo. Le regate degli AC75 mi appassionano meno rispetto alle barche del periodo 1992-2007. Tuttavia, parlo da esperto di vela: forse, per chi non ha competenze veliche specifiche, la velocità degli AC75 risulta entusiasmante».

EPOCA DIVERSA

Ed ecco il giudizio di Cayard sull’America’s Cup Partnership: «Le recenti richieste affinché l’attuale detentore del trofeo (Trustee) rispetti il Deed of Gift (l’atto di donazione su cui si fonda la competizione, ndr) richiamano l’attenzione su requisiti di lunga data. Quel documento è fondamentale per la longevità di questo iconico Trofeo sportivo da oltre 170 anni. Comprendo che le cose cambino e che viviamo in un’epoca diversa, ma qualsiasi modifica sarà sottoposta al vaglio di una platea più ampia rispetto ai soli partecipanti attuali e richiederà l’approvazione della Corte Suprema di New York»


Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/motori

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