Inizio in salita, anzi nel letto d’albergo per Kimi Antonelli, colpito da un virus influenzale al suo arrivo in Messico, dove domenica gli basterà marcare 2 punti (nono) per regalare all’Italia il titolo mondiale di Formula 1 a 73 anni dall’ultimo, Alberto Ascari. Il bolognese, che a 20 anni e due mesi diventerà anche il più giovane iridato della storia del Circus, battendo di tre anni i precedenti record di Hamilton (2008) e Vettel (2010), è stato così autorizzato dalla FIA a saltare il media day all’autodromo intitolato ai fratelli Rodríguez. La Mercedes spiega che si tratta di una decisione «a titolo precauzionale» e assicura che oggi il bolognesi «torni regolarmente in pista» per le prime prove libere.
Formula 1, tre piloti italiani in pista in Messico: Antonelli, Fornaroli e Minì
Appuntamento alle 19.30 italiane. E sarà un appuntamento con la storia, visto che in pista ci saranno tre italiani: Kimi sulla sua Mercedes, Leonardo Fornaroli e Gabriele Minì come rookie test rispettivamente su McLaren e Alpine, le squadre che li stanno seguendo nella loro carriera. L’ultima volta con così tanto tricolore risale a quindici anni fa (2011), quando in Malesia insieme ai titolari Vitantonio Liuzzi (Hrt) e Jarno Trulli, al fianco del pescarese sulla Lotus girò il collaudatore Davide Valsecchi.
Leonardo Fornaroli e Gabriele Minì debuttano nelle prove libere di F1 in Messico
Per Fornaroli, confermato riserva in F1 e titolare sulla neonata hypercar McLaren nel WEC 2027, si tratta della terza apparizione stagionale dopo le libere a Barcellona e Budapest. E la prossima settimana il piacentino campione F2 nel 2024 e F2 nel 2025 girerà anche in Brasile, segno che la squadra di Woking punta molto su di lui. «Sono entusiasta – dichiara Leonardo –. Si tratta di circuiti nuovi per me, il che rappresenta una bella sfida. Il Messico presenta condizioni inedite, tra l’altitudine e la scarsa aderenza, mentre il Brasile si preannuncia divertente, grazie alle caratteristiche iconiche del tracciato». Minì, vicecampione F2 nel 2024 e quest’anno due vittorie (Miami e Ungheria) e 9 podi in F2, è al debutto assoluto in una sessione ufficiale di F1 dopo i tre test TPC (con monoposto vecchie) stagionali a Silverstone, Portimao e Paul Richard. Il palermitano, molto amico di Kimi col quale è cresciuto sui kartodromi, prenderà il posto di Franco Colapinto. «Una bellissima emozione, un piccolo sogno che si avvera – afferma Gabriele –. Ringrazio Flavio (Briatore, ndr) e tutto il team per questa opportunità e per la fiducia, cercheremo di fare il miglior lavoro possibile. Mi sono preparato al simulatore, sarò pronto sin da subito».
Formula 1, dieci rookie nelle prove libere del GP del Messico: tutti i piloti in pista
Stasera nelle prime libere ci saranno ben 10 non titolari. Oltre a Fornaroli e Minì. Il collaudatore danese Frederik Vesti sostituirà Russell sulla Mercedes; il giapponese Ayumu Iwasa, vincitore della Formula Regional 2025, prenderà il sedile di Verstappen alla Red Bull; Nikola Tsolov, bulgaro della F2, guiderà la Racing Bulls al posto di Lawson; l’inglese Freddie Slater, vicecampione F3 , sarà sull’Audi di Bortoleto; l’altro giapponese Rio Hirakawa, due volte campione WEC e vincitore della Le Mans 2022 con la Toyota salirà sulla Haas di Ocon; il britannico Luke Browning (F2) sulla Williams di Albon e gli americani di F2 Jak Crawford e Colton Herta si testeranno sull’Aston Martin di Lance Stroll e sulla Cadillac di Bottas.
Kimi Antonelli, Montezemolo esalta il talento italiano: il sogno Ferrari
Detto questo i riflettori sono tutti per Antonelli, già esaltato come campione da Luca Cordero di Montezemolo. «L’impresa di Kimi cambia la storia dell’automobilismo e dello sport tricolore. E lo dico io che, nella mia lunga milizia ferrarista, non ho mai avuto l’opportunità di inseguire il titolo insieme a un pilota italiano: un po’ mi dispiace, ma all’epoca due campioni come Alboreto e Patrese erano agli sgoccioli delle loro carriere e non c’erano italiani all’altezza» le parole del presidente della Ferrari dal 1991 al 2014, che parla anche da bolognese, ovvero concittadino. «Sentiamo tutta la forza della sua famiglia. Viviamo tempi in cui la disgregazione sociale nasce proprio dalla prima cellula, la famiglia. Kimi ha avuto la fortuna di crescere accanto a genitori che gli hanno saputo trasmettere il senso giusto della vita. Mi fa piacere sottolinearlo, a prescindere dai risultati sportivi, e mi rende particolarmente caro questo ragazzo, oltre alle radici bolognesi. A volte mi capita di pensare che il primo erede di ‘Ciccio‘ Ascari non poteva che nascere a Bologna, a 20 minuti di macchina da Maranello». Un sogno vedere un italiano sul tetto del mondo di F1. Un sogno ancora più grande vederlo un giorno su una Ferrari vincente. Ma serviranno due step… Fare in modo che Toto Wolff se lo facci scappare e che a Maranello nasca una Rossa davvero da Mondiale.
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