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GP Singapore, Il leone Verstappen e la trappola Ferrari: le Rosse a caccia della terza vittoria stagionale


Cinquanta. Cinquanta pole in 250 Gran Premi, e la prima a Marina Bay, pista che Max Verstappen non aveva mai domato: né davanti a tutti in griglia, né sotto la bandiera a scacchi. Un doppio digiuno che ieri l’olandese ha cominciato a sbriciolare con un 1’31″373 all’inizio delle fase chiave delle qualifiche tanto buono da risparmiargli il secondo giro lanciato. Oggi (ore 14 italiane) proverà a completare l’opera. Ma stavolta la Red Bull non ha il sole in tasca: ha due Ferrari incollate addosso, a caccia della terza vittoria stagionale.

Verstappen vince la Sprint ma teme la partenza nel GP di Singapore

Il copione del weekend è questo. Dopo aver vinto la Sprint, sotto una pioggia che aveva ritardato il via e imbrogliato le strategie, Verstappen ha rilanciato con la RB22, che funziona e che lui sa spremere fino all’ultimo decimo. Eppure, sul successo del mattino, Max non si concede illusioni: «Non la considero una vera vittoria in un GP. Sono felice, ma è il GP che voglio vincere». Il resto è autocritica venata d’ironia sulla partenza, il suo tallone d’Achille recente, in Malesia come nella Sprint: «Guardandola al positivo, peggio di così non si può fare. Vedremo come andrà in gara». Peggio, in effetti, è difficile. Il bello è che adesso accanto e dietro di lui ci sono le Rosse.

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Ferrari in prima fila a Singapore: Hamilton e Leclerc sfidano Verstappen

La Ferrari, appunto. Dopo il doppio podio della Sprint, con Lewis Hamilton secondo e Charles Leclerc terzo (e dietro le due McLaren, finite a contatto all’ultimo giro), il sabato regala una prima fila e un terzo posto, davanti a Mercedes e McLaren. Lewis aveva firmato al mattino una partenza da applausi, scattando in prima marcia sul bagnato e scavalcando compagno e le McLaren. Poi aveva stretto i denti e giunto a tre secondi da Max. Nelle qualifiche è stato il più incisivo fino al Q3, poi la pole gli è sfuggita sul più bello: nel giro decisivo è arrivato largo al tornantino e ha esagerato col carico all’ala. «Mancava un click, era sul filo del rasoio, poi la macchina è diventata nervosa. Sono grato di essere terzo». Ma guarda avanti, e allarga il discorso alla squadra: «Sarà molto difficile battere Max, però ci sono due Ferrari e ci sono opportunità per lavorare insieme e mettergli pressione». Spera anche nel lato destro della griglia, che sull’asciutto potrebbe regalargli qualcosa in più.

Leclerc in prima fila e Hamilton terzo: la Ferrari punta alla vittoria

Leclerc, intanto, ha realizzato un numero da circo del Principato. Dopo una Sprint complicata, chiusa a quasi 15 secondi dal compagno con l’avantreno che non lo aiutava, e una qualifica sofferta, con la macchina che tirava in frenata e la fiducia a singhiozzo, nell’ultimo tentativo del Q3 ha limato quasi due decimi e si è preso la prima fila, a 54 millesimi da Max. «Nel Q3 ci ho provato e basta, indipendentemente da come si sentisse la macchina. Ha ripagato». Il monegasco rivendica il potenziale per la pole, indica le curve 13 e 16/17 come i punti in cui è sfumata e va a caccia della seconda vittoria del 2026. Sul passo è fiducioso, a patto di azzeccare lo start: «Dovremo fare la partenza perfetta». Dietro, la prima Mercedes è quella di Kimi Antonelli, quarto a 189 millesimi (George Russell, penalizzato, scatterà ultimo), poi le McLaren a tre e quattro decimi. Distanze che promettono una domenica a tre: Verstappen, Leclerc, Hamilton. Con una variabile chiamata partenza, che per Max è un’ossessione e per le Ferrari un’occasione.


Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/formula-1

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