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GP Messico, perché in casa Ferrari si respira ottimismo: tira una bella aria…


Tre GP consecutivi sul podio, dopo un digiuno di cinque gare, suggeriscono che la Ferrari ha riannodato il filo della sua stagione. E arriva a Città del Messico, secondo dei tre appuntamenti consecutivi tra Nord, Centro e Sud America, con lo slancio giusto per affrontare un circuito che potrebbe rappresentare un “nemico” ma anche nascondere qualche beneficio. I 2.240 metri sul livello del mare della capitale messicana mettono tradizionalmente in difficoltà le power unit (spesso “castrate” di qualche cavallo dall’aria meno densa) e il motore Ferrari difetta in termini di potenza nei confronti delle unità targate Mercedes e Red Bull. Al tempo stesso, però, il raffreddamento della SF-26 è uno dei punti forti e a ciò si aggiunge il fatto che l’altitudine e l’aria rarefatta consiglieranno un assetto con ali in stile Montecarlo per pareggiare la perdita di carico aerodinamico, sebbene il circuito dedicato ai fratelli Rodriguez presenti – oltre a un tratto guidato che culmina con l’ingresso nello stadio del Foro Sol – un rettilineo lungo oltre 1,2 chilometri. E con un assetto da circuito lento, la Rossa ha spesso fornito buoni riscontri.  

 Vasseur: “Messico sfida molto diversa”

In vista del GP a casa di Checo Perez (che alla vigilia del 300° GP ha rinnovato fino al 2029 con la Cadillac) ad alimentare la fiducia è soprattutto l’esito del GP di Austin, dove la Ferrari ha introdotto aggiornamenti aerodinamici che – come già avvenuto per le novità presentate a fine primavera a Barcellona – hanno funzionato immediatamente, aiutando Charles Leclerc a conquistare un convincente secondo posto. «Le ultime gare hanno dimostrato che stiamo andando nella direzione giusta, ma dobbiamo continuare a lavorare con la stessa concentrazione e determinazione» ha confermato il team principal Fred Vasseur. «Il Messico presenta una sfida molto diversa, con l’altitudine che aggiunge un’ulteriore variabile nella gestione della vettura. Con un vertice così compatto, riuscire a gestire bene queste condizioni può fare la differenza». 

Formula 1: chi vince il titolo di vicecampione?

Il piazzamento del Texas ha definitivamente inserito Leclerc nella corsa alla palma di vice campione, un titolo platonico per il quale la concorrenza è decisamente nutrita. Escludendo Andrea Kimi Antonelli, che in questo 2026 si è rivelato un marziano, la battaglia alle sue spalle coinvolge infatti cinque piloti di quattro scuderie, racchiusi tra i 242 punti di George Russell (secondo) e i 211 di Lando Norris (sesto).

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Nel mezzo sono presenti Lewis Hamilton con 241, Max Verstappen con 236 e Charles Leclerc con 233. Se in palio ci fosse il titolo, si tratterebbe di un colossal degno del 2010, quando all’ultimo GP arrivarono in lizza quattro piloti, con lo storico doppio sorpasso di Sebastian Vettel su Fernando Alonso e Mark Webber ad Abu Dhabi.


Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/formula-1

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