È pomeriggio inoltrato quando Giulio Giovanella si presenta così: «Buongiorno!». Per poi subito giustificarsi: «Ho il fuso orario sballato ormai, lavoriamo senza sosta. Poi, il bello di Napoli è che c’è sempre il sole, non fa buio mai». Il responsabile della logistica di Luna Rossa è un lavoratore inesauribile, tradito dalla passione per il lavoro e dall’eterno buonumore, che non lo fa sembrare mai stanco. È entrato nel mondo della Coppa America a 25 anni, come aiuto prodiere a bordo di Mascalzone Latino, nel 2007 a Valencia. Dal 2008 è sempre con Luna Rossa, prima come parte dell’equipaggio, poi sempre più con ruoli organizzativi e manageriali. In questi mesi sta seguendo la progettazione della base di Luna Rossa a Bagnoli, di cui è responsabile della costruzione.
Per le regate preliminari di Napoli, come vi siete organizzati?
«Fino alla settimana scorsa, grazie anche al nostro logistico locale Francesco Aversano, abbiamo fatto base al cantiere Palumbo Superyachts Refi t, che ci ha dato in uso un capannone per poterci allenare l’estate con i due AC40. Da lunedì scorso ci siamo trasferiti a Nisida, dove si trovano tutti i team».
Quindi, avete realizzato anche una base a Nisida?
«Sì, ma una cosa semplice: una tenda e due container, per ospitare i due AC40, un’offi cina e un’area riunione per l’equipaggio e gli allenatori. Finite le regate preliminari smontiamo tutto».
Quando vi trasferirete a Bagnoli?
«Calma, prima il team torna a Cagliari, dove si trova l’AC75. La nostra base per le regate dell’America’s Cup di Napoli (che inizieranno il 22 maggio 2027, ndr), sarà operativa tra la fine dell’anno e gennaio».
Siete a inizio lavori, ma si riesce a immaginare come sarà l’area quando sarà tutto pronto?
«Abbiamo cominciato due settimane fa e già si vede l’hangar della barca in fase avanzata. Tutta la zona ricorderà un po’ Valencia, con le basi vicine una all’altra, lungo le quali passeggerà il pubblico che vuole un rapporto più stretto con i team. Bagnoli diventerà un posto di unione con un villaggio completo di punti ristoro, maxi schermi e aree di verde. Si sta rilanciando un’area dimenticata da anni, pensando anche a quando la Coppa America sarà andata via».
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