Una gara tabù in un momento difficile. Il weekend azero che segna il 15° atto del Mondiale aprendosi oggi in anticipo (si corre il sabato, per celebrare la Giornata della Memoria della Repubblica caucasica) rappresenta un momento forse di cesura per la stagione della Ferrari, sicuramente una cartina di tornasole dopo Monza. A Baku infatti la Rossa non ha mai vinto in nove edizioni di una gara corsa tra i muretti e le barriere della città vecchia e con un enorme rettilineo di oltre due chilometri. Una conformazione che rischia di accentuare ancor più rispetto a Madrid, per non parlare di Monza appunto, la coperta corta della SF-26, aggiornata di continuo con finanche due gettoni ADUO per la power unit senza però chiudere il gap con Mercedes e le macchine motorizzate dalla Stella. Il tutto condito dal fatto che da quattro gran premi né Lewis Hamilton né Charles Leclerc salgono sul podio, con il solco nella classifica costruttori diventato una voragine e l’inglese sempre più vicino a perdere il podio della classifica piloti. McLaren e Lando Norris infatti pressano.
Vasseur: “Baku sfida diversa perché…”
Una situazione che ha messo molto sotto pressione la Scuderia di Maranello, a partire dal team principal Fred Vasseur, che però come a Madrid mantiene apparentemente la calma e continua a spingere sul suo mantra: l’ottimizzazione dell’esecuzione in pista. Concetti che, uniti alla volontà di evitare confronti e tenere unita la squadra, si trovano ampiamente anche nella consueta analisi del manager francese alla vigilia del gran premio. «Nelle ultime gare la nostra vettura ha dimostrato un buon livello di competitività – afferma Vasseur -, ma abbiamo anche visto quanto sia importante mettere insieme ogni aspetto del fine settimana. Baku rappresenta una sfida molto diversa, in cui la fiducia nella vettura e l’esecuzione del lavoro saranno particolarmente importanti. È inoltre un circuito dove il weekend può riservare molte variabili e risultare imprevedibile, quindi dovremo rimanere concentrati su noi stessi, adattarci a qualsiasi situazione e cercare di sfruttare al massimo ogni opportunità».
I limiti della Ferrari
Diciamolo, un po’ un disco rotto. Ma d’altra parte non è facile gestire una stagione iniziata all’inseguimento e progressivamente segnata da una certezza: i punti deboli della vettura sono un limite insormontabile quest’anno, specie nelle parti di potenza e gestione dell’energia e in particolare nelle qualifiche. Un limite che ha sempre messo in difficoltà Hamilton e Leclerc nonostante una vettura votata al passo gara e quasi sempre efficiente la domenica.
In questo caso, come detto, la prova l’avremo al sabato, ma i presupposti non sono grandiosi. Se è vero che a Baku (soprattutto con Leclerc che ama questa pista e questo tipo di circuiti) la Ferrari è la squadra con più pole (cinque in nove edizioni), poi però non le ha mai concretizzate in gara: nessun successo e appena quattro podi. Poco. E come detto le caratteristiche della monoposto di quest’anno non promettono faville. In più dalla parte del box del monegasco pende una possibile penalità.
La power unit ADUO 2
Domani nelle prove libere verrà utilizzata la power unit ADUO 2 introdotto ma subito incidentata a Monza e per precauzione non portata a Madrid. Dai dati delle pista verrà deciso se proseguire il weekend con quella o usarne una nuova per qualifiche e gara, che sarebbe la quinta e quindi comporterebbe un grave arretramento in griglia. La situazione vissuta da Kimi Antonelli a Monza, ma ribaltata dal bolognese che ha 19° è riuscito a vincere lo stesso. Anche a Baku si sorpassa, ma anche chi ha più potenza di te?
Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/formula-1

