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Correre in Qatar? No. Rivolta di Marc & C


Lo spettacolo viaggia più forte della MotoGP, che per rincorrere lo show perde però continuamente i pezzi, anzi, i suoi protagonisti. In questo 2026 la classe regina è stata condizionata da infortuni e assenze, tanto che anche in Australia la griglia è priva di diversi titolari. I 22 weekend in calendario (con Sprint e GP) sembrano aver “usurato” diversi piloti, arrivati a questo fi nale di stagione tra acciacchi, infortuni e virus infl uenzali. A partire dal box Honda ufficiale, ieri sguarnito nelle Practice. Senza Joan Mir, out ormai dal GP di San Marino di metà settembre per un problema di salute, mentre Luca Marini a causa di un virus contratto volando verso Phillip Island ha dovuto dare forfait nel pomeriggio. Se per lo spagnolo la strada del rientro sembra tracciata («l’intenzione è che venga a Sepang, ha avuto un gran miglioramento» ha annunciato il team manager della Honda, Alberto Puig), Marini è da valutare, ma questo weekend sembra compromesso. La lista degli assenti nella trasferta “down-under” conta anche (anzi, ancora) il ducatista Fermin Aldeguer, fratturatosi la mano a Mandalika e tornato in Spagna dove lo scorso weekend ha assistito alla vittoria in Superbike del suo futuro compagno di squadra nel Team VR46 Nicolò Bulega. E a Phillip Island non c’è nemmeno Toprak Razgatlioglu.

La lista infortunati è stata lunga

Il turno della Yamaha ha deciso di operarsi alla spalla dopo la caduta di Mandalika, chiudendo anzitempo la sua stagione di debutto in MotoGP. Il 2026 si chiuderà con un solo GP disputato con tutti e 22 i piloti titolari in gara: il GP del Brasile di Goiania. La lista infortunati è stata lunga: Maverick Vinales (sette gran premi saltati), Marc Marquez (due gare domenicali), Alex Marquez (tre), Johann Zarco (sei), Fermin Aldeguer (cinque), Ai Ogura (due), Marco Bezzecchi (uno), Mir (quattro), Razgatlioglu (saranno cinque). È il “contributo” della MotoGP all’annoso tema dell’usura degli sportivi, da tempo al centro del dibattito. Lo è nel calcio, una situazione andata ad aggravarsi con la nuova formula delle competizioni europee. Ma anche nel basket, con la diatriba tra Fiba ed Eurolega con le fi nestre per le Nazionali contrapposte alla “Coppa dei Campioni” e ovviamente nel tennis, dove il 2026 sarà ricordato per i lunghi stop prima di Carlos Alcaraz e poi di Jannik Sinner, con l’ascesa di Sascha Zverev al numero 1 ATP. Tornano in mente le parole di Pedro Acosta, dopo l’annuncio del doppio turno di qualifi che per il 2027. Lo spagnolo, futuro compagno di Marquez in Ducati, ha dichiarato che con questo nuovo format le carriere si accorceranno.

Pecco Bagnaia ancora in prima linea

Liberty Media, per seguire lo spettacolo – oggi i collaudatori MotoGP danno vita a un’esibizione ad Austin durante il weekend del GP degli USA di Formula 1 – potrebbe perdere ciò che i tifosi vogliono vedere: i campioni in pista. Nel frattempo qualcosa sembra muoversi per la nascita del sindacato dei piloti, con Pecco Bagnaia ancora in prima linea. Anche perché oggi i piloti sono chiamati a discutere dei calendari ma persino dell’imminente GP del Qatar, in una situazione di tensione sempre più crescente in Medio Oriente. A Phillip Island i piloti si sono riuniti senza interpellare l’organizzazione ed è emerso che ben 16 (!) titolari su 22 sarebbero contrari a recarsi in Qatar. Tra i favorevoli ci sarebbero i quattro piloti Aprilia, a guidare la fazione del “no” ci sono i fratelli Marquez, Fabio Quartararo, Alex Rins e Jack Miller. La palla passa a Liberty Media che nelle prossime ore dovrà decidere cosa fare del terzultimo round stagionale.


Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/moto

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