Caro Kimi ti scrivo. Caro Andrea Kimi Antonelli, innanzitutto ti ringrazio per averci regalato una gioia immensa, indimenticabile, di quelle che mettiamo da parte accanto ai momenti più luminosi della storia dello sport italiano: accanto a Paolo Rossi e Alberto Tomba, con Jannik Sinner e Pietro Mennea, con Sara Simeoni e Gianmarco Tamberi, con Valentino Rossi e Paola Egonu. E tanti altri, che sarebbe bello elencare uno per uno, con affetto infinito, ma non è questo il momento: ognuno saprà estendere da solo la lista del cuore. Ah, ovviamente in quell’olimpo ci sono anche Alberto Ascari e Nino Farina, stiamo parlando di tanto tanto tempo fa, e quest’attesa rende ancora più bello il trionfo di oggi. Ma adesso vorrei farti un po’ di auguri per il tuo domani. Sei giovanissimo, e di futuro ne hai davvero tanto davanti a te. Quanti mondi hai ancora da scoprire, quante persone da incontrare, quante avventure da vivere. Ti auguro di essere sempre il Kimi che ha saputo conquistare infiniti fan in giro per il mondo con un sorriso, con una gentilezza rara, con uno sguardo che allo stesso tempo è da monello e da bravissimo ragazzo.
Ti auguro di vedere presto un Mondiale di calcio, tu che sei nato campione del mondo con Buffon e compagnia ma avevi solo otto anni quando abbiamo partecipato l’ultima volta e forse eri troppo impegnato a correre coi kart e te li ricordi poco (non è importante: non eravamo andati benissimo). Ecco, ti auguro di vederne uno presto e magari per l’occasione di sfoggiare un bel casco tutto azzurro: fai parte della Nazionale anche tu e prima o poi ti arriverà la convocazione a Coverciano da parte di Mister Mancini. Ti auguro di non abituarti mai alla vittoria, che ogni volta sia sudata e difficile e contro gli avversarsi più ostici. Solo così sarà una vittoria vera e, come dicono gli inglesi, capace di renderci umili di fronte a qualcosa molto più grande di noi. E per rimanere in tema anglosassone, ti auguro di mantenere sempre la grazia e il sorriso che hai anche nei momenti difficili: la proverbiale “grace under fire”, il mantenere la rotta salda anche nelle burrasche più spaventose è appannaggio dei grandi campioni. Ti auguro un giorno di essere per qualche aspirante pilota quello che Toto Wolff è stato per te: un mentore, un sostegno, un dispensatore di fiducia. Ti auguro di incontrare un ragazzino con la luce negli occhi come la tua, e di indicargli la strada giusta e di regalargli la tua esperienza.
Se poi qualche volta ti batterà in gara, sarà un’ulteriore tua vittoria. Adesso è presto, ma in futuro capirai quanto è bello restituire a piene mani le cose belle ricevute nel corso della vita. Per questo ti auguro di trovare il tempo di raccontare ai tuoi coetanei e ai più piccoli che cosa vuol dire inseguire un sogno con tutto te stesso, fare sacrifici senza perdere la parte più lieve e pura di noi stessi. C’è bisogno di fiducia nel futuro, per tutti ma per le nuove generazioni in particolare: il tuo esempio può fare molto, pensaci, storie come la tua possono essere di ispirazione per un’intera generazione. Ti auguro anche di non dimenticare mai i momenti difficili: la prima sessione di prove a Monza quando sei finito a muro, la parte centrale del Mondiale 2025 quando sembrava che i risultati non dovessero proprio arrivare e ti veniva da piangere: ora già lo sai che è proprio nei momenti più bui che abbiamo l’opportunità di capire chi siamo veramente e di trovare l’energia per rendere possibili cose che pensavamo fossero impossibili. Senza l’ombra, la luce non esiste. Ti auguro di sentire mille volte ancora l’inno di Mameli e di portare sempre con orgoglio la bandiera tricolore sulle spalle, senza mai scambiare l’amore per l’Italia col patriottismo ottuso che ci fa scambiare chi è diverso da noi con un ospite indesiderato da rispedire a casa. Conosci il mondo da un punto di vista privilegiato, hai incontrato molte persone di aspetto, usi e valori diversi dai tuoi: ricorda che sono tutti fratelli e sorelle tue, sempre. In questo, se hai dubbi, chiedi a Lewis, che di queste cose se ne intende.
Ti auguro di avere ancora molte, moltissime Monza che ti aspettano, quando parti ultimo, superi tutti e vinci davanti al pubblico di casa, ma ricordati che la vittoria è l’eccezione, non la norma. Ti auguro di non trovare mai conforto o comodità nello stare sul gradino più alto del podio: che ogni volta sia una sorpresa, una meraviglia, una fatica. Ti auguro di scordare presto i record e le statistiche: il tuo e nostro idolo Ayrton Senna non è immortale perché ha vinto di più ma perché era una persona buona, sensibile, attenta agli altri. Ti auguro di goderti appieno gli enormi benefici che il tuo status di campione ti riserverà, senza però mai dimenticare chi ha ricevuto molto meno dalla vita, e di pensare a loro non come a estranei meno fortunati ma come parti del tuo stesso corpo il cui dolore ti ricorda quanto sia importante anche vincere le gare contro le disuguaglianze sociali. Ti auguro di stare il più tempo possibile accanto alla tua bella famiglia, a tuo papà Marco, a tua mamma Veronica e alla tua sorellina Maggie. Per loro tu sarai sempre un ragazzino e alle volte ti diranno cose che nessuno al mondo oserà dirti: prendi sempre le loro parole come il più bel trofeo del mondo. E quando sarà il momento, prova a metter su, se ti va, una bella famiglia a modo tuo. Scoprirai che vincere una gara di Formula Uno è un po’ più facile che essere un bravo padre, o un bravo compagno di vita. Ti auguro, un giorno, quando sarà il momento giusto, di provare l’emozione di guidare una macchina rossa, col cavallino rampante su sfondo giallo. Non perché sia meglio del bellissimo argento che hai adesso ma perché prima o poi quell’emozione un campione di Formula Uno la deve provare per davvero, comunque vada.
Ti auguro infine di trovare il tempo, tra una gara e l’altra, di leggere tanti libri e di vedere tanti film: da lì forse nasceranno nuovi sogni, e nuove sfide. Se posso consigliarti da dove partire, ti propongo di leggere una breve poesia del greco Konstantinos Kavafis che sia chiama Itaca e parla appunto dell’isola tanto desiderata e raggiunta con grande fatica da Odisseo. In quelle brevi parole, il poeta augura questo all’eroe: «Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze… Sempre devi avere in mente Itaca – raggiungerla sia il pensiero costante. Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio metta piede sull’isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca. Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo in viaggio: che cos’altro ti aspetti? E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso. Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare». Grande Kimi, sei campione del mondo, e siamo un po’ campioni anche noi che abbiamo gioito con te. Il tuo grande viaggio comincia oggi.
Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/formula-1
