Il Circuit of The Americas (COTA) di Austin è di nuovo al centro delle polemiche della Formula 1. La causa principale risiede nella natura argillosa del terreno su cui sorge l’impianto, soggetto a continui fenomeni di ritiro e gonfiamento. Nonostante i numerosi lavori di riasfaltatura effettuati negli corso degli anni, le estreme sconnessioni dell’asfalto continuano a mettere a dura prova i piloti e le monoposto. La questione, ampiamente discussa durante il briefing dei piloti del venerdì, sta dividendo il paddock tra chi chiede interventi drastici per tutelare la salute e chi, al contrario, vede nei dossi del tracciato un elemento di fascino.
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Le reazioni dei piloti sul circuito di Austin
Carlos Sainz non ha nascosto il disagio fisico provato al volante, puntando il dito anche sui controlli di sicurezza: “Di dossi ce ne sono due, in Curva 1 e alla 19. Non si vede niente, la testa sobbalza e dopo la sessione un po’ di ibuprofene aiuta… Questi dossi non avrebbero dovuto passare i controlli FIA e loro sanno cosa devono cambiare. Sembra più la Dakar di mio padre che Austin“. Parere opposto per Lewis Hamilton, che preferisce concentrarsi sulla sfida tecnica offerta dal tracciato ed esalta la propria tenuta fisica: “Sì, ci sono dei dossi ma mi va bene così. Mi piacciono, danno carattere alla pista e aggiungono una sfida ulteriore. Il tracciato è fantastico e gli danno un tocco in più. Curva 1 non è un problema, mentre la 9 e la 19 sono un po’ sconnesse ma niente di che. Ho 41 anni e la mia schiena sta benissimo”.
Lo scontro diretto con Verstappen
La critica più severa è arrivata Max Verstappen. Già prima del weekend il pilota olandese aveva definito la situazione “inaccettabile” e “fuori controllo”, arrivando a trattenersi a lungo con i rappresentanti di FIA e tracciato dopo il briefing di venerdì per rimarcare i rischi di lesioni alla colonna vertebrale e la pericolosità nei tratti ad alta velocità. Il presidente del circuito, Bobby Epstein, ha provato a ridimensionare il problema ai microfoni di ESPN, sostenendo che molti avvallamenti fossero stati spianati e dichiarando: “Non ci fa piacere che ci sia un avvallamento all’ingresso della curva 1. Non ne eravamo a conoscenza fino a questa settimana, altrimenti lo avremmo sistemato. Ma per le altre cose di cui ha parlato Max, tutti i dossi intorno alla pista li abbiamo sistemati. Il tracciato è in davvero ottime condizioni. Penso che potrebbe rimanere sorpreso dal fatto che in alcune zone i dossi che pensava ci fossero non ci sono più”. Verstappen ha rispedito al mittente le rassicurazioni di Epstein, rilanciando con un invito diretto e proponendo soluzioni strutturali: “Lo invito a guidare la mia macchina. Penso che dovrebbe scendere dopo cinque giri e non sarebbe più in grado di camminare. Le curve 1 e 19 sono davvero pessime, ma anche l’intero tratto veloce tra le curve 4 e 5 presenta avvallamenti enormi. Ovviamente capisco che il terreno qui sia un problema, ma è qualcosa che si sarebbe dovuto esaminare prima. Questa non dovrebbe proprio essere una scusa. Si può stendere di nuovo un nuovo strato di asfalto, ma un anno o due dopo si ripresenterà lo stesso problema, quindi bisogna guardare più a fondo. Penso che anche la FIA e la Formula 1 dovrebbero essere più severe al riguardo. Capisco che tutto questo costi molti soldi, ma questo significa solo mettere un cerotto sul problema. Bisogna scavare tutto e mettere delle fondamenta adeguate se si sa che il terreno sottostante si muove”.
Fonte: http://www.corrieredellosport.it/rss/formula-1

