In attesa di conquistarla (nuovamente) in pista, Andrea Kimi Antonelli si prende l’America anche fuori. La foto con Victor Wembanyama ha immediatamente superato i contorni del virale, poiché è destinata a diventare iconica e a segnare un’epoca dello sport mondiale, dato che ha ritratto due ragazzi pronti a segnare un’era nei rispettivi ambiti: Kimi è infatti a un passo dal diventare il più giovane campione del Mondo della Formula 1, mentre Wemby è reduce dal titolo NBA sfiorato nel giugno scorso, con le Finals perse contro New York, un altro secondo posto dopo l’argento olimpico con la Francia a Parigi. A rendere ancora più memorabile la foto è ovviamente l’impressionante differenza di stazza, figlia anche dei due sport: il metro e 72 di Kimi è perfetto per un abitacolo di F1, mentre i 225 centimetri di altezza rendono Wembanyama un autentico unicum, anche perché sono abbinati ad agilità e tecnica insospettabili, per una combinazione che qualsiasi squadra sognerebbe. L’incontro tra due giovani icone dello sport che si sono appena affacciate al gotha – Victor ha 22 anni, Kimi 20 – è stato possibile grazie alla vicinanza tra Austin e San Antonio, nel cuore del Texas.
Impennata di popolarità della F1
A ciò si aggiunge la recente impennata di popolarità della Formula 1 anche negli Stati Uniti. Non a caso diversi giocatori degli Spurs si sono fermati a chiacchierare con Antonelli, incuriositi dalle velocità che una vettura può raggiungere. Peraltro Wembanyama, originario dell’Ile de France, era tra coloro che avevano maggiore familiarità con il Circus. Il rapporto tra Kimi e il basket è, ça va sans dire per un bolognese DOC, molto stretto: il pilota tifa (e più volte è stato presente alle partite) Virtus Bologna, la squadra che a San Antonio è stata rappresentata da Manu Ginobili, Ettore Messina e, a proposito di bolognesi unici nel loro genere, Marco Belinelli, il solo italiano a fregiarsi del titolo NBA, proprio con gli Spurs nel 2014. E la passione per la palla a spicchi va oltre le questioni professionali – che in occasione del GP di Monza lo avevano portato a girare uno spot con Anthony Edwards, stella dei Minnesota Timberwolves – poiché nella notte Antonelli era atteso in prima fila al Frost Bank Center proprio per la prima uscita stagionale di San Antonio nientemeno che contro Oklahoma City, rivincita dell’ultima finale della Western Conference.
Le parole di Kimi
«Sto lottando per il Mondiale, sono vicino a vincerlo, spero di farlo entro le prossime due settimane, ma vediamo» ha raccontato Antonelli a Wembanyama, nel video diffuso dalla franchigia texana. Per chiudere i conti già ad Austin, Antonelli dovrebbe confermare quanto di buono mostrato già in passato negli States, in particolare a Miami, dove lo scorso anno firmò la sua prima pole (ma nella Sprint Qualifying) e dove quest’anno ha vinto, all’interno della sequenza di 5 successi con cui ha spiccato il volo. Tuttavia accanto a un successo di Kimi servirebbe un “assist” da parte di George Russell, che non dovrebbe classificarsi tra i primi otto, oltre che di Lewis Hamilton, che dovrebbe finire fuori dai primi quattro al traguardo. Non dovesse sfruttare la prima occasione, Kimi ne avrebbe subito una seconda, vicina nel tempo e nella distanza, dato che a Città del Messico le combinazioni favorevoli diventerebbero più corpose. Ma in attesa di fare suo il titolo, Antonelli ha compiuto un ulteriore passo nella storia.
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