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Antonelli ha il Mondiale in mano: Russell lontanissimo, ma c’è un rischio che fa tremare Mercedes


Ottantaquattro punti non sono ancora un titolo mondiale, ma iniziano ad assomigliargli parecchio. Kimi Antonelli ha lasciato Sepang con un secondo posto che pesa molto più dei 18 punti scritti nella classifica: Russell, fermato da un problema alla power unit mentre era in zona podio, è scivolato a 84 lunghezze dal compagno. Con sette Gran Premi e la Sprint di sabato a Singapore ancora da disputare, la matematica invita alla prudenza, mentre la pista racconta una storia diversa. I più scaramantici non apprezzeranno calcoli e scenari, ma il Mondiale è ormai una porta spalancata davanti al bolognese. L’unica mano che sembra in grado di richiuderla potrebbe essere quella dell’affidabilità Mercedes. La stessa che ha tradito Russell, trasformando un possibile doppio podio in un colpo pesantissimo per le sue ambizioni iridate. Kimi, invece, ha portato a casa il massimo possibile in un fine settimana tutt’altro che semplice. Il secondo posto malese vale ancora di più considerando il contesto tecnico. Mercedes ha portato il tanto atteso pacchetto di aggiornamenti della W17, ma il responso non è stato quello sperato. La monoposto non ha espresso il salto prestazionale previsto e la squadra sfrutterà Singapore per analizzare i dati e capire quanto delle difficoltà dipenda dalla pista e quanto dalle nuove soluzioni. Kimi, intanto, ha limitato i danni nel modo migliore. Singapore non può ancora consegnargli matematicamente la corona. La prima occasione teorica arriverà ad Austin, il 25 ottobre, ma richiederebbe un incastro molto favorevole di risultati. Più realistico immaginare il primo vero match point in Messico, il 1° novembre, o una settimana più tardi in Brasile. Se il vantaggio resterà vicino a quello attuale, Kimi potrebbe chiudere il discorso con tre gare di anticipo. La dimensione del margine emerge anche immaginando lo scenario più estremo. Se Russell vincesse tutti i sette GP rimanenti e la Sprint di Singapore, raccoglierebbe altri 183 punti.

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Antonelli: il destino nelle proprie mani

Antonelli avrebbe comunque il destino nelle proprie mani: con il secondo posto nella Sprint e, nei GP, un secondo, un terzo e cinque quarti posti, aggiungerebbe 100 punti e resterebbe davanti di una sola lunghezza. È un esercizio teorico, certo, ma racconta quanto sia diventata complicata la rincorsa dell’inglese. È il vantaggio di chi, arrivato alla fase decisiva della stagione, non deve più forzare ogni curva ma può scegliere quando attaccare e quando difendere.

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Russell, al contrario, non ha più margine: deve vincere e sperare che qualcosa interrompa la regolarità quasi chirurgica del compagno. In questo equilibrio ogni piazzamento vale ormai doppio. Resta la variabile tecnica. Da qui ad Abu Dhabi, Kimi non ha una penalità motore già programmata: scatterebbe soltanto se Mercedes fosse costretta a introdurre ulteriori componenti oltre la dotazione stagionale disponibile. Non ha bisogno di inseguire vittorie a ogni costo, deve continuare a fare ciò che ha fatto a Sepang: arrivare, raccogliere, gestire. A vent’anni il titolo sembra già essersi messo per davvero sulla sua traiettoria. Antonelli deve soltanto evitare che, proprio sul rettilineo finale, sia la sua Mercedes a cambiare improvvisamente direzione.


Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/formula-1

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