“Non è soltanto la soddisfazione della corsa, voglio pensare a quello che ho passato negli ultimi due anni“. Michael Matthews ha conquistato ai Mondiali di Montreal una inattesa e insperata medaglia d’argento alle spalle del sorprendente McNulty e davanti a tutti i grandi favoriti, primo fra tutti quel Van der Poel che si è dovuto accontentare del 3° posto. “Al traguardo mi sono messo le mani nei capelli, incredulo per quello che era appena successo – ha spiegato il 36enne australiano, tre tappe vinte al Giro d’Italia, quattro al Tour de France e tre alla Vuelta, ma anche un finale di carriera segnato da gravissimi infortuni -. Probabilmente era l’ultima chance per diventare Campione del Mondo, ho sentimenti contrastanti, ma allo stesso tempo devo essere orgoglioso di come mi sono ripreso. Ho dimostrato a tutti di essere ancora tra i migliori, anche dopo tutto quello che mi è successo, mi sembra una vittoria”.
La storia di Matthews: ultimi due anni con infortuni drammatici
L’australiano, che a Montreal ha vinto la quarta medaglia della carriera nella prova in linea (due argenti e due bronzi) ha rischiato la vita nell’estate del 2025, quando è stato fermato alla vigilia del Tour de France, quando i medici della GreenEDGE gli avevano riscontrato la presenza di coaguli multipli nei polmoni durante gli accertamenti in quota. “Ho rischiato di morire“, aveva detto Matthews, che a marzo di quest’anno aveva poi riportato la frattura di entrambi i polsi dopo essersi scontrato frontalmente con un mezzo della Samu (Service d’Aide Médicale Urgente) in provincia di Imperia. La stagione sembrava finita, la carriera compromessa: fino all’acuto di Montreal. Sarà l’ultimo?
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