Prima i canestri che contribuiscono a battere Varese e dare all’Aquila la prima vittoria stagionale alla BTS Arena. Poi, dismesso il borsone e preparato lo zaino, un normalissimo lunedì mattina in aula. La vita di Cheickh Niang, come quella dei suoi coetanei impegnati nel basket ad alto livello, è scandita dai rimbalzi sul parquet e dalla campanella della scuola, che nel caso della talentuosa ala di classe 2008 è l’Istituto Ivo De Carneri. “Sono al quinto anno: fino alla quarta ero iscritto all’indirizzo turistico, quest’anno sono passato a quello sportivo”, racconta di ritorno in palestra dopo le lezioni. Cheickh Niang, com’è un lunedì a scuola dopo la vittoria? “Normale: i compagni mi conoscono e fanno il tifo per me, ma senza eccessi. Il preside invece è davvero un grande fan dell’Aquila ed è felice quando vinciamo”. Quanto è difficile coniugare lo studio con l’attività sportiva, considerato il fatto che Trento gioca anche le coppe? “Fino a questo momento non è stato un problema: sono riuscito a organizzarmi bene. E poi devo dire che la scuola mi è vicina e mi sta dando una mano nel percorso di studi”. Lasciamo i libri e veniamo al pallone: come stanno cambiando i compiti al secondo anno all’interno del gruppo? “Di sicuro sento di avere maggiore responsabilità. Allo stesso tempo però avverto più fiducia nei miei mezzi quando si tratta di capire il gioco, di fare scelte. Ma sono anche conscio di avere ancora tanto da imparare”.
“Lavoriamo sulla fatica”
A questo proposito, su cosa sta lavorando per migliorare? “Su tanti aspetti, ma in particolare proprio su questo: le letture delle azioni, le decisioni che vanno prese, la capacità di eseguire in tempi rapidi quello che serve sul parquet”. Lo scorso anno in panchina c’era Cancellieri, ora coach Alessandro Rossi: per lei è cambiato qualcosa? “Sono allenatori diversi, ma con entrambi ho costruito un bel rapporto. Ora, con Rossi, parliamo spesso: magari non dopo ogni partita, ma ci confrontiamo e dialoghiamo in diversi momenti. Mi piace l’approccio che ha con me”. Intanto domenica avete rotto il ghiaccio in casa, dove non avevate ancora vinto. Era un obiettivo “urgente”? “Sbloccarci alla BTS Arena era fondamentale sia per noi come squadra sia per il pubblico. Anche per questo abbiamo sentito un po’ di pressione e nel finale siamo arrivati punto a punto. Quando Varese ha alzato l’aggressività, abbiamo fatto un po’ fatica e questo è un aspetto su cui dovremo lavorare”. A proposito di pressione: lei sente quella che deriva dall’essere il fratello di Saliou, cresciuto proprio a Trento prima di Virtus e Usa?
“Gioco senza paura di sbagliare”
“Io penso al mio percorso e lui al suo. Ci sentiamo spesso, ci sosteniamo a vicenda e abbiamo un ottimo rapporto ma, appunto, ognuno percorre la propria strada. Magari quando ero più piccolo avvertivo un po’ questa aspettativa, ma ora ho imparato a pensare a quello che devo fare”. Quali consigli le ha dato Saliou al momento di giocare con i “grandi”? “Il primo è quello di stare sempre attento a rimbalzo: valutare la posizione dell’avversario diretto e poi andare a prendere la palla. E poi di giocare senza avere paura di sbagliare”. Infine, quali sono i suoi obiettivi con l’Italia e con l’Aquila? “Dopo l’ottimo a rgento europeo U18, l’obiettivo è di ottenere un bel risultato ai Mondiali U19: ho un grande rapporto con i compagni e un ricordo felice del podio europeo. E poi mi piacerebbe essere chiamato per un altro raduno della Nazionale, come è già avvenuto. Con Trento voglio essere sempre più costante, mentre a livello di squadra vogliamo mettere al più presto la salvezza in cassaforte. E poi puntare ai playoff”.
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