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NBA draft: 16 squadre in lottery, penalità alle ultime tre


Una partita che coinvolge due squadre lontane dal titolo non è meno interessante delle altre. Se stai organizzando una trasferta per seguire da vicino la NBA, le novità sul prossimo draft potrebbero interessarti. Prima di acquistare i biglietti per una partita NBA, assicurati di aver compreso i nuovi meccanismi e scegli qual è il team che desideri vedere. Su Hellotickets trovi le date di tutte le partite disponibili, sia a New York che in altre città, così puoi programmare il viaggio in base al match che hai scelto. Dal 2027, finire tra le ultime tre comporterà una penalità nella lottery che stabilisce l’ordine delle prime scelte.

Il problema di una sconfitta che può essere conveniente

Il draft è il meccanismo con cui le franchigie selezionano i nuovi giocatori. Poter scegliere prima significa avere più talenti disponibili, anche se nessuna posizione garantisce di trovare un campione. Da qui nasce il problema del tanking, cioè quando una stagione è compromessa una squadra può privilegiare la ricostruzione in futuro piuttosto che la competitività immediata.

Il problema riguarda le scelte organizzative che, paradossalmente, possono rendere conveniente peggiorare il proprio bilancio.

Nel sistema precedente, le tre squadre con i peggiori risultati avevano ciascuna il 14% di probabilità di ottenere la prima scelta. La nuova formula riduce la probabilità di base al 5,4%. È qui che la NBA ha scelto di intervenire cambiando il premio potenziale associato a una stagione chiusa in fondo alla graduatoria.

Una penalità al draft, senza cambio di categoria

L’espressione scelta dalla lega è draft relegation. È chiaro che c’è un richiamo evidente alla retrocessione, ma nessuna franchigia lascia la NBA: la penalità riguarda le possibilità nel sorteggio. Le ultime tre ricevono due palline ciascuna, mentre le altre sette escluse dal play-in ne hanno tre.

C’è anche una garanzia per le squadre più deboli, la loro scelta non potrà scendere oltre la dodicesima posizione. Invece, le altre partecipanti alla lottery potranno arrivare fino alla sedicesima. In questo modo, il sistema prova a tenere insieme due esigenze difficili da conciliare:

1. Rendere sconveniente inseguire l’ultimo posto.
2. Lasciare strumenti per ripartire a chi perde perché ha meno qualità.

Come si dividono le 37 palline

La lotteria passa da 14 a 16 partecipanti e il sorteggio determinerà tutte le prime 16 posizioni. La formula si chiama 3-2-1, dai diversi quantitativi di palline assegnati. I gruppi sono quattro:

1. Sette squadre escluse dal play-in, ma fuori dalle ultime tre: tre palline ciascuna, con probabilità di base dell’8,1% per la prima scelta.
2. Le tre squadre con i peggiori risultati: due palline ciascuna e probabilità di base del 5,4%.
3. Le none e le decime delle due conference, quattro squadre complessive: due palline ciascuna, sempre il 5,4%.
4. Le due perdenti dello spareggio fra settima e ottava nelle rispettive conference: una pallina ciascuna, pari al 2,7%.

Inoltre, alla lotteria parteciperanno anche due squadre qualificate ai playoff. L’esito finale del play-in non cancella automaticamente il diritto al sorteggio.

Le nuove regole interessano anche gli scambi

La scelta di una franchigia non potrà risultare prima per due draft consecutivi, né rientrare fra le prime cinque per tre anni di fila. Il vincolo segue quella scelta anche quando viene ceduta. Questo è un particolare importante perché nel mercato NBA i diritti sui draft futuri entrano spesso negli scambi insieme ai giocatori.

Il caso più discusso riguarda Memphis. I Grizzlies avevano ricevuto la scelta 2027 di Utah nell’operazione che ha portato Jaren Jackson Jr. ai Jazz. Utah ha scelto al quinto posto nel 2025 e al secondo nel 2026 quindi, per effetto della nuova regola, la sua scelta del 2027 non potrà finire fra le prime cinque, anche se ormai appartiene a Memphis.

Il divieto riguarda la provenienza della scelta, non impedisce a una squadra di ottenerne una alta tramite uno scambio.

Il rischio è spostare i calcoli vicino al play-in

La riforma è stata approvata il 28 maggio 2026 e sarà applicata ai draft del 2027, 2028 e 2029. Il banco di prova però comincia adesso, con le decisioni delle squadre durante la stagione regolare.

C’è un possibile effetto collaterale: una franchigia vicina al play-in potrebbe trovare più conveniente restarne fuori per ottenere più possibilità nella lotteria. Il problema, insomma, rischia di spostarsi dal fondo assoluto della classifica alla zona che precede gli spareggi.

La lega dispone anche di altri poteri disciplinari contro il tanking, comprese le riduzioni delle probabilità, le modifiche alla posizione di scelta e le multe. Di certo, però, i nuovi numeri cambiano i conti delle dirigenze. Il successo della riforma dipenderà da ciò che succederà in campo.


Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/basket

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