LeBron James a Philadelphia: il ruolo nei 76ers e l’equilibrio con Maxey ed Embiid
Sarà la prima stagione di LeBron James a Philadelphia. «E sicuramente può inseguire ancora un titolo. Anzi, aggiungo: non sono mica sicuro che sarà l’ultimo anno, perché potrebbe esserci ancora qualcosina. Naturalmente, deciderà lui». Maxey, Edgecombe, Embiid. E soprattutto Brown. Come si troverà, un equilibrio? «Intanto riparto da LeBron: vedremo una versione diversa, perché diverse saranno le aspettative. Non tanto come produzione, ma come ruolo della squadra. Credo sia consapevole che dovrà avere un ruolo più da facilitatore. Dovrà essere quello che coinvolge tutti. Banalmente, più passatore che tiratore». Certo, il quintetto è impressionante. «Il problema è questo: Brown vuole la palla in mano, e la usa tanto; Embiid vuole palla in mano, e la usa tanto. Maxey, per essere efficace, deve avere in mano la palla. E la usa tanto. Penso a VJ Edgecombe: è pericoloso se ha delle conclusioni. Serve allora qualcuno che faccia da facilitatore, con un quoziente intellettivo cestistico di un certo tipo. James ce l’ha di un certo livello». Saranno pericolosi sin dall’inizio? «Dipenderà molto da come, questo volume, sarà poi distribuito. Se tutti saranno contenti. E non è detto che non ci sia bisogno di spaiare i giocatori: magari Brown un po’ di più con Embiid, magari tenerne qualcuno per i momenti caldi. Comunque, per i primi due o tre mesi, c’è un cartello grosso con su scritto: lavori in corso».
New York Knicks, Luka Doncic e Lakers: le previsioni di Pessina
I New York Knicks sono pronti ad aprire una dinastia? «Sarebbero i primi dopo otto anni. Non lo fa nessuno da Golden State 2018: questo fa capire la difficoltà. Si dovrà cominciare a valutare i Knicks dalla primavera in poi: fin lì credo che costeggeranno la stagione». Hanno l’esperienza giusta, però. «Il quintetto è di trentenni, c’è gente che durante la stagione regolare darà il giusto anche per arrivare nelle migliori condizioni possibili al playoff. L’anno scorso hanno fatto una post season da fantascienza. Poi hanno perso Mitchell Robinson (ora ai Boston Celtics, ndr) che dava una mano importante. Anche per 15 minuti a partita». Cosa cambierà, per Doncic, da attore protagonista ai Lakers? «Sicuranente le sue cifre saranno monstre. Punti, assist: tutto. Era stato “capocannoniere” l’anno scorso, aumenterà ancor di più gli ultimi passaggi. Io, comunque, i Lakers voglio vederli per un po’. Per me restano un po’ corti e sarà tutto sulle spalle di Luka, il cui contratto scadrà nel 2028». Dunque? «Se vede che i Lakers non sono così competitivi, potrebbe aprire uno psicodramma niente male. Sono molto curioso, davvero».
NBA, Rookie dell’anno, caso Kawhi Leonard
Ci dice il suo Rookie dell’anno? «Difficile. Perché comunque i primi quattro tra i giocatori scelti sono veramente di altissimo livello e possono avere un grande futuro. Dico Cameron Boozer, perché gioca a Memphis. E conta anche quello: sono in totale ricostruzione, gli daranno la palla e lo lasceranno fare». E Dybantsa? «Va a Washington. E per me è il giocatore che può fare davvero quel salto in avanti. Peterson invece è a Utah, ma ha compagni di livello alto e atleti già costruiti con dei ruoli già precisi». Cosa pensa del caso Kawhi Leonard e delle sanzioni ai Clippers? Sono stati multati per aver aggirato il tetto salariale: 30 milioni di dollari e la perdita di 5 prime scelte al Draft (dal 2029 al 2033), più 5 anni di monitoraggio da parte della lega. «Una punizione tostissima. A parte i 30 milioni – e una multa del genere non si è mai vista -, le cinque scelte sono una mazzata notevole. L’Nba non poteva permettersi di lasciar passare questa cosa, un altro pilastro fondante è questo: il fatto che più o meno tutti spendiamo la stessa cifra».
Davide Pessina sul futuro di NBA Europe
E su Nba Europe? «Sono fondamentalmente d’accordo. Nel senso: c’è stato un primo approccio, l’Eurolega ha rifiutato l’offerta nba ma credo che fosse abbastanza scontato». Adesso? «Vediamo. Per me la risposta dell’Eurolega è stata proprio quella: mi allargo, organizzo le franchigie, divento più potente. La mia sensazione è che si ripresenteranno al tavolo Nba facendo così: questo è il nostro progetto, oggi vale di più. Nel caso, sarebbero più soldi in ballo». Ci racconta quale sarà la possibile sorpresa di questa stagione Nba? «Toronto. Non so dirle perché ma per me farà molto meglio di quello che tanti pensano». Sarà per il ritorno di Leonard. «L’anno scorso hanno già fatto vedere qualcosa in più: l’aggiunta di Kawhi ha dato una scossa. Hanno ali giovani, aggressive. Ho buone sensazioni».
Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/basket
