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Zverev, crisi profonda. La cruda ammissione dopo la sconfitta vs. Fils: “Ultimamente ho perso molte partite nelle quali sentivo di non avere il controllo”

Nel tennis si dice che la miglior medicina per invertire un momento non positivo sia ritrovare qualche vittoria convincente, ancor più se arrivata lottando e superando momenti difficili. In questo caso la sconfitta sofferta da Alexander Zverev negli ottavi di finale al Masters 1000 di Miami da Arthur Fils porta il tedesco sul sentiero opposto, acuendo dubbi e caricando nella sua testa nuove tensioni e incertezze. Fils ha meritato il successo: ha disputato una partita offensiva e consistente, con una spinta da fondo campo a tratti irresistibile, ed è stato anche bravo a superare un problema alla schiena che pareva averlo messo k.o., ma il parigino è un tipo davvero tosto a livello di agonismo. Questo non si può proprio dire per la versione di ieri di Zverev, che avanti 3-1 nel terzo set si è messo a giochicchiare un tennis quasi stucchevole, palleggiando senza impeto, “gigioneggiando” in attesa degli eventi invece di approfittare del vantaggio per spingere a tutta, servire alla grande e così staccare il rivale. Evidentemente qualcosa si è rotto nella testa di Sasha, e c’è un giorno preciso segna questa frattura nella sua fiducia: il 26 gennaio 2025, quando Jannik Sinner lo sconfisse piuttosto nettamente nella finale degli Australian Open. Da lì in avanti il tedesco ha avuto l’incredibile opportunità di superare l’azzurro nel ranking e diventare n.1 del mondo visto lo stop di tre mesi subito da Jannik. Grande opportunità, forse unica, che ha caricato sulle spalle del tedesco una pressione enorme.

Purtroppo per lui, la secca sconfitta subita a Melbourne e il contesto che si è creato con la potenziale corsa alla vetta della classifica invece di aizzare la sua competitività l’ha completate schiacciato. Un dato numerico è clamoroso: dopo l’Australian Open Zverev è sceso in campo in altri 5 tornei, con 3250 punti potenzialmente a disposizione. Ne ha conquistati solo 310, ossia il 9,5%, attestandosi nella Race 2025 a 1665 punti. Altro che rincorsa e sorpasso a Sinner… La chance per passare Jannik prima del rientro (Roma, inizio maggio) per lui c’è ancora, ma sembra solo teorica: dovrebbe vincere tutte le partite tra Monte Carlo, Monaco di Baviera e Madrid. Lo Zverev attuale fa fatica in ogni torneo, quindi Sinner sembra proprio che possa dormire sonni molto, molto tranquilli…

La situazione negativa di Zverev è confermata pienamente dalle sue parole pronunciate a Miami dopo la sconfitta di ieri negli ottavi. Poche dichiarazioni, ma significative. La conferma che qualcosa dentro di lui non va.

“Non lo so” inizia Sasha. “Ultimamente ho perso molte partite in cui mi sentivo come se… non avessi il controllo. Oggi è successo qualcosa di simile, quindi devo concentrarmi su me stesso più di ogni altra cosa”.

“Penso di aver giocato molto meglio qui rispetto alle ultime settimane, questo è certo e positivo, ma ero in vantaggio nel terzo set… non c’è motivo di perdere una partita del genere. È successo che ho perso quattro game di fila o qualcosa del genere. A Indian Wells ho servito per vincere la partita, a Rio ero avanti 4-1 nel terzo, a Buenos Aires ero avanti di un set e un break. Sto perdendo tante partite da una posizione molto favorevole, vicino a chiuderle. Questo devo riuscire a cambiarlo.”

Chiedono a Zverev se trova un denominatore comune a questo tipo di sconfitte. Laconica la risposta: “Non lo so in questo momento. Parlerò con le persone intorno a me, con le persone con cui lavoro… ma in questo momento non lo so.”

Una conferenza stampa ricca di delusione, sconsolante, che conferma come Zverev sia lontanissimo dalla sua miglior forma e ancor più della prospettiva di scalzare Sinner dal trono del tennis. Altro che n.1, da settimane il gioco del tedesco è lontano da quello di un top 10. Presto sarà terra battuta, che Sasha vedremo?

Marco Mazzoni


Fonte: http://feed.livetennis.it/livetennis/


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