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    Wimbledon, parola ai big. Djokovic: “Non ho bisogno di Alcaraz o nessun altro per sentirmi motivato”

    Novak Djokovic, campione in carica ai Championships

    Nel classico media day pre torneo, i big hanno parlato alla stampa sulle proprie aspettative per i Championships di Wimbledon, al via domani con il Centrale inaugurato come da tradizione dal campione in carica Novak Djokovic (e poi anche da Jannik Sinner nel terzo match in programma). Il n.1 al mondo è sempre più motivato e a caccia di record. Ormai la sua è una cosa non tanto contro gli avversari ma con la stessa storia della disciplina. Proprio confermandosi campione a Wimbledon, segnerebbe un altro straordinario primato al suo palmares.
    “C’è sempre qualcuno là fuori pronto a dare battaglia. C’è sempre stato e sempre ci sarà” afferma Novak. “Carlos è un ragazzo molto simpatico che si comporta in modo molto maturo per i suoi 20 anni. Ha già ottenuto molti riconoscimenti nella storia del gioco per essere così giovane. Penso che sia eccellente per lo sport, porta molta intensità ed energia in campo. È anche umile e ha una personalità piacevole fuori dal campo. Penso che per qualcuno della sua età, tutto quello che sta facendo è impressionante. Con la sua squadra, ovviamente, ha nel suo box Juan Carlos Ferrero, che può guidarlo. Hanno lavorato molto bene come una squadra. Ma tuttavia non ho bisogno di Carlos o di nessun altro per trovare quella spinta e motivazione in più quando gioco un torneo del Grande Slam perché so che devo vincere sette partite per alzare la coppa. Quindi chiunque io abbia dall’altra parte della rete non fa differenza per me. So benissimo quello che devo fare. La maggior parte della mia attenzione è focalizzata sul mio corpo, sulla mia mente e sul mio gioco, cercando di portarlo allo stato ottimale in cui sto dando il massimo in ogni partita”. Sicurissimo, vincente, Djokovic sarà nettamente l’uomo da battere. Come sempre, del resto.
    Daniil Medvedev si dice pronto a lottare per dire la sua, molto motivato a brillare dopo l’assenza forzata dello scorso anno per i noti motivi legati all’invasione della Russia all’Ucraina, e risultati al di sotto delle sue aspettative nei primi due Slam della stagione. “I primi due Slam dell’anno non sono stati quello che mi aspettavo, quindi voglio davvero fare bene qui a Wimbledon. Sono arrivato martedì per potermi adattare bene ai campi, ho obiettivi alti qui. So che avrò avversari impegnativi fin dall’inizio, ma voglio dimostrare di poter giocare molto bene su questa superficie. Sento di potercela fare. Non lo crederete ma anni fa la mia superficie preferita era proprio l’erba, ma in questo momento ho ottenuto risultati migliori sulla terra battuta rispetto ai prati, oltre ovviamente ai campi in duro dove ho vinto di più. L’anno scorso ho fatto due finali nei tre tornei che ho giocato, questo mi dà fiducia. Penso di dover solo trovare il mio ritmo. Ogni volta che vengo qui rimango stupito da tutto, è il miglior torneo del mondo” conclude il moscovita.
    Andy Murray è capitato nella zona più “minata” del tabellone, con una serie di avversari impressionanti. Tuttavia il vecchio leone scozzese è sicuro di poter ancora dire la sua sui prati. Ricordiamo che Andy è, insieme a Djokovic, l’unico tennista in gara ad aver trionfato (due volte) ed è esattamente l’ultimo giocatore in tabellone aver battuto Novak nel torneo, nella finale di 10 anni fa… “Mi sento molto bene sotto ogni punto di vista, arrivo con un buon ritmo avendo giocato molte partite e voglio davvero competere alla grande” afferma Murray. “Questo è sempre stato il torneo più importante per me ogni stagione e man mano che mi avvicino alla fine della mia carriera, voglio cogliere ogni opportunità che si presenta. Sento di essere in un’ottima posizione per esprimere il mio miglior tennis e mi dà un’enorme fiducia sapere che c’è solo un tennista con più esperienza e successi di me, ovviamente Djokovic. Sono uno dei pochi che l’hanno battuto qui (l’unico, in realtà, ndr), so di essere tra i migliori al mondo sull’erba e mi sento benissimo fisicamente, quindi devo approfittare di tutto questo per fare un grande torneo”.
    Immancabile la domanda sul suo ritiro. Così risponde Andy: “Non puoi mai sapere quante altre volte potrai provare qualcosa come competere a Wimbledon, non puoi dare nulla per scontato. Ho iniziato a pensare al mio ritiro durante la mia partecipazione agli Australian Open di quest’anno perché ho capito che non posso andare avanti così per sempre. Vorrei ritirarmi a modo mio, essere competitivo fino in fondo e non spingere l’anca al limite per subire un altro grave infortunio che finirebbe per accelerare o forzare il mio ritiro. Ho un’idea di quando vorrei smettere, ma non voglio annunciare nulla, tutto può cambiare velocemente. Ho ancora un periodo di tempo nel quale sento di poter competere al meglio, ma so che non durerà a lungo” conclude lo scozzese.
    Poche ma molto precise le parole del finalista dello scorso anno, Nick Kyrgios. Quest’anno purtroppo il talentoso e discusso australiano si presenta a Wimbledon in grave ritardo di condizione, per l’intervento al ginocchio subito lo scorso gennaio. Nelle sue prime uscite sui prati, il suo tennis e soprattutto la sua condizione fisica è parsa lontanissima da quell’eccellenza che lo isso in finale nel 2022. “L’anno scorso mi è mancata solo una vittoria per arrivare a completare il mio sogno, ma sono certo di aver perso dal miglior giocatore di sempre” afferma Kyrgios. “È stato incredibile. Ho sofferto e lavorato per tutta la vita per ottenere un buon risultato in questo torneo. La finale sarà ricordata per il resto della mia vita. È una sensazione davvero speciale. Penso che tutti i tennisti, alla fine, lavorino molto duramente per ottenere uno di questi risultati in un Grande Slam”. LEGGI TUTTO

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    Novak Djokovic conferma la sua partecipazione al Giorgio Armani Tennis Classic prima di Wimbledon

    Novak Djokovic classe 1987, n.1 del mondo

    Dopo che l’anno scorso gli è andata bene, Novak Djokovic ha deciso di ripetere la sua routine prima di Wimbledon 2023. Il serbo parteciperà al torneo di esibizione di Hurlingham, il Giorgio Armani Tennis Classic, dove giocherà giovedì 29 giugno contro Frances Tiafoe. In questo modo, Nole avrà l’opportunità di abituarsi all’erba proprio prima di cercare di difendere la sua corona all’All England Tennis Club. Di conseguenza, questo torneo di esibizione aumenta la sua importanza per la prossima settimana, vantando tennisti del calibro dello stesso Djokovic, Alcaraz, Rune, Ruud e Norrie. LEGGI TUTTO

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    Djokovic vince il Roland Garros 2023 a 36 anni: quali sono i suoi segreti per mantenersi in forma?

    Novak Djokovic classe 1987, n.1 del mondo – Foto Getty Images

    Novak Djokovic ha vinto il suo torneo del Grand Slam numero 23 e all’età di36 anni è diventato il tennista più vincente in assoluto in questa categoria staccandoNadal a quota 22.Anche per quanto riguarda i titoli ATP Djokovic domina la classifica dei tennisti ancora in carriera con 94 titoli all’attivo: ma quali sono i suoi segreti per restare in forma alla sua età?I segreti di Djokovic per restare in forma sono allenamento, dieta e yoga , scopriamolo nei prossimi paragrafi in un’analisi dettagliata.
    Alimentazione corretta e dieta sanaAnche se il tennista più forte al mondo ha eliminato il glutine la sua dieta presenta tuttii nutrienti per fornire le giuste energie e continuare a tenere performance in campoeccelse. Il regime alimentare di Djokovic è bastato principalmente sulla carne peracquisire tutte le proteine necessarie ad aggiustare e rinforzare i muscoli rotti dagliallenamenti e durante le gare, infatti, il tennista serbo è onnipresente in tutti i torneiATP più importanti.Il carburante ideale per Djokovic rimane anche la base vegetale dei nutrienti utili ad eliminare le tossine e gestire il livello di energia sia negli allenamenti che nelle gare,l’utilizzo di integratori per gli altri nutrienti base si può acquistare in polvere, per compensare il bilancio dell’alimentazione.
    Allenamenti fisici e mentaliIn diverse interviste degli ultimi periodi il campione serbo ha dichiarato che il suo corpoha bisogno di più tempo per recuperare, anche se dalle gare disputate e dai match vintinel Roland Garros 2023 contro Alcaraz in semifinale e Ruud in finale, non sembraproprio così.La mattina inizia con lo stretching dopo una sessione di yoga di 20 minuti, dopocolazione il campione serbo scende in campo per circa 1 ora e 30 minuti con lo sparringpartner.Dopo pranzo la sessione di allenamento prevede palestra, bande elastiche e pesi, perpassare poi al recupero muscolare e al lavoro tecnico di stretching.Nelle sessioni di allenamento non mancano la cyclette, la palla da fitness per il recuperomuscolare, squat, jumping jack, affondi e piegamenti.Gli allenamenti fisici costanti e tutti i training mentali che Djokovic effettua pertemprare lo spirito lo mettono in condizioni di affrontare anche tennisti più giovani dilui ottenendo dei risultati straordinari. Un altro segreto della sua forza mentale sulcampo da tennis è sicuramente lo yoga.
    Yoga insieme alla moglieDjokovic pratica yoga insieme alla moglie tutti i giorni, nello specifico si tratta diAerial Yoga e Acro Yoga, due delle varianti più complesse di questa disciplina, cheassume dei connotati fondamentali insieme alle sessioni di allenamento. L’asso serbopratica yoga non solo appena sveglio ma anche prima di andare a dormire. LEGGI TUTTO

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    Kyrgios: “Auguro a Djokovic di vincere 30 Slam. A Wimbledon posso fermarlo solo io”

    Nick Kyrgios

    Dopo la pessima prestazione al rientro a Stoccarda, Nick Kyrgios spera di ritrovare un tennis assai più efficace nel suo secondo torneo stagionale, sull’erba di Halle la prossima settimana. L’australiano è appena rientrato sul tour dopo il lungo stop necessario per recuperare dall’operazione al ginocchio subita durante gli Australian Open, torna cui dolorosamente ha dovuto rinunciare.
    Prima di spostarsi ad Halle, Kyrgios ha rilasciato alcune dichiarazioni all’emittente Sky sport, nelle quali tra una battuta e l’altra si detto felice per l’ennesimo record segnato da Djokovic, al quale augura ancora molti successi. Per Nick chi spera che Djokovic possa perdere motivazione per l’aver alzato lo Slam si sbaglia di grosso, e vede se stesso come unico possibile rivale per la coppa di Wimbledon.
    “Spero che Novak arrivi a 30 Grand Slam, questo mi farebbe sembrare migliore, perché ho perso contro di lui nella finale di Wimbledon (ride). È un traguardo impressionante. So quanto lavora sodo, quanto significa tutto questo per lui, soprattutto sapendo che ha saltato alcuni tornei del Grande Slam, visto che in alcune occasioni non è riuscito a entrare in diversi paesi. Potrebbe averne 24 o 26 in questo momento, so che ha fame di altre vittorie. La gente pensa che rallenterà, io penso solo che questo gli darà ancora più motivazione. Spero che raggiunga 28 o 30 Slam”.
    “A Wimbledon sarà ancora il favorito. Chi lo può fermare? Se non potrò farlo io, non lo potrà fermare nessun altro “, conclude Nick. LEGGI TUTTO

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    Tipsarevic: “Djokovic può essere il miglior sportivo della storia”

    Novak Djokovic con la terza coppa a Parigi

    Con il 23esimo titolo Slam vinto domenica scorsa a Roland Garros, Novak Djokovic ha infranto il record assoluto per successi nei Major al maschile. Davanti a lui solo la leggendaria australiana Margaret Smith Court con 24, obiettivo diventato più che possibile per il serbo, magari già sui prati di Wimbledon dove sarà il naturale favorito per alzare di nuovo la coppa più iconica della disciplina (che tra l’altro detiene).
    L’esser diventato il leader assoluto per vittorie negli Slam, sommato a tantissimi altri record (come le settimane da n.1 del ranking), pone Djokovic in buonissima posizione nell’annoso dibattito sul GOAT, il migliore di sempre. Ma c’è chi alza ancor più l’asticella, considerando Novak non solo il miglior tennista ma addirittura il miglior sportivo di sempre. È Janko Tipsarevic a parlarne, in un’intervista rilasciata a Roland Garros dopo la terza vittoria del connazionale sul rosso del Bois de Boulogne.
    “So di essere di parte, dato che è uno dei miei amici più cari, ma per me la discussione sul più grande nel tennis è terminata due anni fa”, ha detto il 38enne ex top10. “Non aveva nemmeno bisogno di vincere uno Slam in più di Rafa o altro per essere il GOAT del tennis. La domanda che credo dobbiamo iniziare a porci da qua in avanti è la seguente: è il più grande atleta di tutti i tempi?”
    “Ammetto che sia una cosa è molto difficile da misurare, perché non puoi misurare i risultati tra discipline differenti – abbiamo visto Tom Brady, o che si tratti di Muhammad Ali, (Lionel) Messi o qualsiasi altro, questa parte non è misurabile, ma questa è una discussione che potremo potenzialmente affrontare, perché quella relativa al GOAT sul tennis è, per me, semplice, con tutto il rispetto per i suoi concorrenti”, continua Janko.
    La vera differenza tra lui e tutti gli altri, compresi i più forti rivali, a detta di Tipsarevic sta nella sua mentalità, nella forza mentale. “La parte della sua grandezza non misurabile è nella testa. Non puoi misurare quanto mentalmente sia in grado di controllare le sue emozioni, il ritmo, controllare come reagisce, come si comporta, controlla la partita. Questa parte arriva con l’esperienza. Quindi, se parliamo puramente di esecuzione dei colpi, no, ha giocato meglio in altri tornei rispetto a quest’ultimo Roland Garros, ma mentalmente lo è, è sempre più forte. La sua mente corre a 700 miglia all’ora, è molto difficile per lui concentrarsi su una cosa in particolare. Ovviamente ha un incredibile facilità nel premere una sorta di pulsante di accensione e spegnimento in termini di concentrazione solo per i grandi eventi, ma anche per aumentare il suo livello partita dopo partita. Novak non è lo stesso giocatore nel primo round rispetto alle finali. Quello che sta facendo è in realtà senza precedenti e non parlo di numero di vittorie”. LEGGI TUTTO

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    Finale Roland Garros: Ruud può sconfiggere Djokovic?

    Casper Ruud, giocherà la terza finale Slam in carriera

    La risposta alla domanda del titolo è… molto, molto difficile, ma la bellezza dello sport sta anche nella possibilità della sorpresa. Casper Ruud oggi avrà di fronte una scalata proibitiva, sconfiggere sul Chatrier il più forte – per titoli vinti – dell’epoca moderna, pronto a dare la zampata n.23 per titoli Slam, sarebbe il record all-time a livello maschile. Inoltre, avendo già vinto gli Australian Open, resterebbe in corsa anche per un Grande Slam stagionale che ha assaporato due anni fa, quando Daniil Medvedev sull’Arthur Ashe gli impedì di completare un’impresa suprema che già stava accarezzando.
    Il bilancio degli Head to Head tra Novak e Casper recita un pesante 4-0 a favore del serbo, e 2-0 sul “rosso”, entrambe due vittorie in semifinale al Foro Italico (2020, 2022). L’ultimo confronto risale alla finale del Masters di Torino, una vittoria secca per Djokovic, anche se si giocava in condizioni indoor, dove il gap tra “Nole” e quasi tutti gli altri è ancor più netto.
    Cosa può fare Ruud per vincere? Ha qualche asso nella manica? Sicuramente il norvegese arriva alla finale con un crescendo di condizione molto importante. Dopo un’avvio di stagione terribile, figlio di un grave errore di valutazione nella preparazione, da lui ammesso candidamente, ha lentamente ritrovato buone sensazioni. Proprio dalla terra battuta di Estoril, l’amato rosso, primo bel torneo giocato in stagione e vinto (decimo in carriera), il suo tennis ha ricominciato a macinare profondità, continuità nella spinta e sicurezza. Era diventato un “regolarista falloso”, un contro senso che l’ha portato a nulla di buono. A Roma già si è rivisto un buon Ruud, ancora non al massimo, ma più efficace e convinto. Quei piedi veloci sono tornati a girare intorno alla palla per portarlo a spingere in sicurezza col diritto e imporre bei ritmi, con i quali mettere sotto discreta pressione i rivali. L’impennata di qualità è arrivata proprio qua a Parigi, dove in effetti aveva affermato di voler arrivare al meglio. Avrà anche sbagliato preparazione, ma intanto il suo obiettivo era tornare a giocarsi la Coppa dei Moschettieri, e in finale è arrivato. Quindi davvero complimenti.
    Ruud a mio avviso avrà due punti di forza nel match odierno contro Djokovic: l’esperienza di due finali già disputate, anche se perse, e il poter scendere in campo senza niente da perdere. La sua pressione sarà pari a zero, perché qualora perdesse nuovamente contro Djokovic, la sconfitta sarebbe nell’ordine delle cose, dei valori assoluti tra i due. Resta da vedere se questo potrà essere abbastanza per stroncare la resistenza dell’agonista più duro e feroce del tour, uno che ormai si programma alla perfezione e riesce ad arrivare ai grandi appuntamenti al meglio. Forse proprio una certa pressione potrebbe essere il vero punto a sfavore di Djokovic. Ricordiamo cosa accadde a NY21 in finale.
    Si gioca sulla terra battuta, la superficie forse meno amata da “Nole”, ma tecnicamente Casper non sembra possedere armi per scardinare il gioco del serbo. Non c’è un singolo colpo con il quale possa sbaragliare il rivale, né il servizio, tanto meno la risposta, e nemmeno col suo forcing col diritto potrà lasciare fermo il rivale, c’è riuscito poche volte Alcaraz venerdì… Quindi, ha già perso? No, ma per farcela Casper dovrà disputare una partita monumentale per resistenza nello scambio, pazienza, forza fisica e mentale. Alla fine il tempo ha dimostrato che Djokovic su terra perde quando non sta bene, quando trova un rivale con colpi talmente potenti da lasciarlo fermo (un Wawrinka), un tennista che riesce a spezzargli il ritmo e mandarlo in confusione tattica (e questo non è mai Ruud), o un giocatore altrettanto duro e resistente nella lotta, che alla fine ne ha di più e lo supera come corsa e spinta in scambi infiniti, meglio se con tanta rotazione. Quest’ultimo identikit si chiama Nadal, il grande assente, l’unico che l’ha battuto nella maggior parte degli scontri su terra battuta. Se Ruud mai riuscisse a diventare un piccolo Rafa per resistenza, corsa, precisione nelle sue difese e capacità di resistere, allora magari potrebbe portare la partita su di un piano fisico talmente duro da mettere in crisi il serbo e magari stroncarlo dopo ore e ore di rincorse. Ruud è un bellissimo atleta, ma che riesca in un’impresa del genere sembra improbabile.
    La sensazione è che Djokovic alla fine vincerà, e lo farà anche discretamente bene. La speranza è che ci sia una partita divertente, a concludere un torneo che ha detto molto e che potrebbe nuovamente lanciare “Nole” verso il sogno Grande Slam stagionale, in barba alla NextGen, ai talenti emergenti e compagnia bella.
    Marco Mazzoni LEGGI TUTTO

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    Roland Garros: I risultati con il dettaglio del Day 15. E’ il giorno della finale maschile: Sfida tra Novak Djokovic e Casper Ruud (LIVE)

    Risultati dal Roland Garros – Foto Getty Images

    Roland Garros – Finali – terra

    Court Philippe-Chatrier – Ore: 11:30Xinyu Wang / Su-Wei Hsieh vs Taylor Townsend / Leylah Fernandez Il match deve ancora iniziare
    Novak Djokovic vs Casper Ruud (non prima ore 14:30)Il match deve ancora iniziare

    Roland Garros – Finale – Chi vincerà?
    Djokovic (3-0)
    Djokovic (3-1)
    Djokovic (3-2)
    Ruud (3-0)
    Ruud (3-1)
    Ruud (3-2)
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    Court Suzanne-Lenglen – Ore: 11:45Yannick Noah / Mansour Bahrami vs Mats Wilander / John Mcenroe Il match deve ancora iniziare LEGGI TUTTO

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    Roland Garros: Domani la finale tra Novak Djokovic e Casper Ruud. Alcune considerazioni sulla partita (sondaggio Live Tennis)

    Novak Djokovic e Casper Ruud nella foto – Foto Getty Images

    La finale del Roland Garros rappresenta un evento imperdibile per gli appassionati di tennis, dove si sfideranno: Novak Djokovic, probabilmente l’indiscusso numero uno mondiale in pectore, e Casper Ruud, la grande stella della Norvegia. Questo emozionante scontro si svolgerà domani sulla terra rossa del Roland Garros a partire dalle ore 15 e sarà un duello che esalterà le abilità, la determinazione e la strategia di entrambi i tennisti.
    Djokovic porta con sé una notevole esperienza e una straordinaria forza mentale. Le sue eccezionali abilità difensive e la versatilità del suo gioco lo rendono un avversario arduo da affrontare. Tuttavia, non è immune a cali di concentrazione, soprattutto nelle ultime settimane, e la sua incostanza potrebbe offrire opportunità al suo avversario​.
    Dall’altro lato della rete, Ruud è un esperto dei campi in terra battuta, dove ha dimostrato di saper esprimere al meglio le sue qualità. Il suo potente dritto e la capacità di realizzare punti vincenti con quel colpo possono mettere sotto pressione Djokovic. La sua giovane età e il suo atteggiamento audace possono costituire un’arma potente contro avversari più esperti. Tuttavia, la sua mancanza di esperienza in finali di Grand Slam, rispetto al suo avversario, e la sua vulnerabilità contro giocatori difensivi potrebbero rappresentare delle sfide significative per lui.

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    Battere il serbo in una finale del Grand Slam richiede la massima perfezione del suo avversario e qualche formula tattica che oscuri le infinite virtù del balcanico. Molti si chiederanno cosa può fare il norvegese, oltre a giocare ad un livello altissimo, e i precedenti e la conoscenza del gioco di entrambi danno le risposte. Ruud è in grado di travolgere giocatori di minor calibro con un tennis solido, mantenendo un grande equilibrio tra aggressività e consistenza e maturando i punti fino a trovare colpi destabilizzanti. Deve uscire un po’ dalla sua zona di comfort contro Novak. Ha bisogno di essere più aggressivo del solito con il suo diritto, basarsi su una percentuale molto alta di prime di servizio e utilizzare la famosa tattica maestra del servizio+dritto.È nell’interesse del norvegese abbreviare i punti, consapevole che il suo rovescio è un punto debole quando si confronta con un giocatore come Novak, e che solo invertendosi e lanciando un colpo destabilizzante potrà prendere l’iniziativa. In un duello di rovesci, ha tutte le probabilità di perdere, e se lascia trascurata quella zona del campo per spostarsi con il diritto potrebbe lasciare troppo spazio al campione serbo. Il serbo è consapevole che deve serrare i denti per frenare l’impeto iniziale di Casper, e che se riuscirà a neutralizzare i colpi di inizio gioco, potrà ribaltare la situazione e essere lui a dettare il ritmo del match fin dal principio.
    Fisicamente, il norvegese sembra più in forma, ma il fattore dell’esperienza e della gestione dello sforzo è qualcosa da considerare molto attentamente. Djokovic sa che ha quel punto in più di spinta e incisività nei suoi colpi rispetto a Ruud, a giudicare da quanto successo nei loro precedenti incontri. Infatti, nei quattro match in cui si sono affrontati, il serbo non ha perso nemmeno un set. Due di questi incontri sono stati su terra battuta (Roma 2020 e Roma 2022), ma non si sono mai affrontati in un Grand Slam, quindi ci sono incognite da risolvere. Novak Djokovic e Casper Ruud, solo uno di loro potrà conquistare il titolo di Roland Garros 2023.
    Quote e scontri diretti della Finale – Quote MedieDjokovic (3) – Ruud (4) (4-0) 1.21 4.62
    LE MIGLIORI QUOTEOVER 37,5 game – 1,86 su BetroomOVER 19,5 game Djokovic – 1,72 su WincasinoOVER 15,5 game Ruud – 1,75 su Starcasino
    LINEE BASSE OVER (ideali per multiple)Over 18,5 game Djokovic – 1,29 su StarcasinoOver 30,5 game – 1,30 su Leovegas
    LINEE ALTE OVER (ideali per singole)Over 38,5 game – 1,97 su Betroom e WincasinoOver 39,5 game – 2,11 su Betroom e WincasinoOver 40,5 game – 2,43 su Leovegas LEGGI TUTTO