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    ATP 500 Pechino: Sinner domina, poi il secondo set si complica ma batte Lehecka al tiebreak (salvando due set point) e vola in semifinale

    Jannik Sinner (foto Getty Images)

    La definizione di partita “pericolosa” è la seguente: parti a razzo, domini l’avversario in ogni settore di gioco, ma nel secondo set non riesci a scappare in vantaggio. Lì, nel rush finale, perdi un minimo di slancio e sicurezza e l’incontro diventa tirato, una battaglia, con le prime chance concesse a un rivale impegnato nel massimo sforzo. In queste occasioni venirne fuori annullando pure due set point consecutivi al tiebreak è roba per pochi. È roba da campioni. Così Jannik Sinner ha concluso il suo match di quarti di finale contro Jiri Lehecka all’ATP 500 di Pechino, battendo il ceco per 6-2 7-6(6) in una partita a due facce, governata con autorevolezza e un tennis fantastico per i primi 80 minuti, fino al 5 pari del secondo, e poi diventata scivolosa, per leggero un calo fisico e/o di attenzione e sotto i colpi di un avversario di qualità che è riuscito ad alzare il livello nel secondo parziale. Sinner si è ritrovato sotto 6 punti a 4 nel tiebreak, ma ha vinto 4 punti di fila e ha chiuso il match, confermando la sua forza clamorosa nei decider (ha vinto 16 degli ultimi 17 disputati). In semifinale Sinner aspetta l’esito dell’ultimo quarto del torneo, Rublev vs. il sorprendente Bu.
    La partita nel primo set e fino al decimo game del secondo, è stata una bellissima dimostrazione di forza, tecnica e tattica, di Sinner. Del resto Lehecka si ritrovava nelle peggiori condizioni possibili: affrontare un avversario piuttosto simile come tipologia di tennis ma sostanzialmente più forte in tutto, velocità, potenza, colpi e forza mentale. Infatti Jannik l’ha sovrastato senza soverchi problemi, scambiando con maggior qualità, traiettorie profonde e un ritmo che Jiri non riusciva a ribaltare. Pochi errori per l’azzurro e un servizio continuo a sostenere i suoi game. Infatti Sinner fino al turno di battuta sul 5 pari non era mai arrivato nemmeno ai vantaggi, a dimostrare la sua superiorità totale. Un gran bel Sinner, rapido nell’anticipo, sicuro nel palleggio, semmai un po’ più cauto in risposta, dove in qualche game c’era spazio per arrivare anche a palla break, non sfruttando qualche 15-30 (ma Lehecka nel secondo set ha servito meglio). All’improvviso sul 5 pari la partita si è complicata assai. Due doppi falli di Jannik, ma ancor più la sensazione di aver perso quello smalto clamoroso nell’anticipare la palla. Ha subito qualche accelerazione di Lehecka e si è visibilmente irrigidito. Il servizio gli ha portato qualche punto importante e al tiebreak ancora qualche ottimo punto ma anche errori, come quel rovescio impattato con fretta e poco equilibrio, quasi in salto, non da lui. Per fortuna, la sua durezza è venuta fuori al momento opportuno: dal 4-6, si è preso 4 punti di fila, con margine e misura, mettendo pressione a Lehacka, che alla fine ha ceduto.
    Jiri nel primo set ha servito maluccio, poi è stato bravo ad alzare le sue percentuali e subire un po’ meno il pressing di Jannik. C’è riuscito tirando un po’ meno forte ma cercando più anticipo, visto che la potenza lo portava più ad errori che vincenti. Ha iniziato a sbagliare di meno Lehecka e provare, con discreto successo, il contro piede. Infatti quando nella prima fase della partita era costretto a rincorrere gli angoli e forcing di Sinner, quasi mai è riuscito a ribaltare lo scambio a suo favore o forzare l’errore del n.1. Era sotto, dominato da ogni punto di vista. Bravo a restare lì, migliorare la sua performance e diventare pericoloso nella stretta finale. Al tiebreak però non ha trovato il jolly col servizio, quello sul 6 punti a 4 del tiebrek, gli serviva per allungare il match.
    Alla fine conta la vittoria, e la vittoria di Sinner è arrivata. La prestazione è stata di ottimo livello fino alla stretta finale. Un momento di tensione o opacità può arrivare, non è pensabile chiedere a Sinner la perfezione in ogni partita. Conta la resa, la reazione, e alla fine ancora un risultato positivo strappato con la sua “solita” classe e durezza. È la sua vittoria n.57 in stagione, a fronte di 5 sconfitte, e l’ennesima semifinale. Bravo Jannik, avanti tutta nella difesa del titolo del China Open e rafforzando la sua leadership in classifica mondiale.
    Marco Mazzoni

    La cronaca
    Sinner apre il quarto di finale alla battuta. Gran ritmo, in particolare sulla diagonale di rovescio, con Lehecka che cerca qualche back per rallentare, mentre Jannik spinge forte la palla cercando di sovrastare l’avversario. Con un servizio carico di spin, è 1-0 Sinner. Autorevole game al servizio per Lehecka, bellissimo un vincente di rovescio lungo linea. Nel quarto game Lehecka è sotto stress: brutto errore di volo in apertura e poi un rovescio largo. 0-30. Poche prime palle in gioco, e soprattutto un diritto in rete costa a Jiri l’errore che regala il 15-40 a Jannik. Si prende subito il break l’azzurro, inchioda a destra il rivale che cerca di uscire col lungo linea, ma trova il corridoio. BREAK Sinner, 3-1 e servizio. Un fulmine Jannik nello spingere la palla imponendo una velocità generale – in particolare del tempo di gioco – che costringe il ceco ad andar oltre le sue certezze e prendersi rischi totali in risposta e nello scambio. Come sul 40-30, dove Lehecka cerca un’improbabile bordata di diritto lungo linea che gli esce di una spanna. 4-1 Sinner, smooth as silk… Impressionante la facilità di accelerazione e controllo di Jannik in questo primo set. Lehecka entra forte nella palla, arriva bene con i piedi e scarica potenza, ma Sinner è sempre in anticipo e ci mette ancor più vigore e precisione. Sul 5-2 l’azzurro in risposta si porta 0-30 (poche prime del ceco). Jiri cerca di attaccare il prima possibile, visto che nello scambio va sempre sotto, ma sul 15-30 un rovescio atterra fuori. 15-40 e due Set Point Sinner. Rischia a tutta una seconda palla Lehecka, cancella il primo; troppo pesante e intenso col diritto Jannik, provoca l’ennesimo errore del ceco. SET Sinner, 6-2, 32 minuto di assolo. Jannik in controllo in ogni settore di gioco, male al servizio Lehecka.
    Secondo set, Sinner to serve. Solido, rapido e preciso, Jan ricomincia da dove ha finito. Perfetto, e in risposta trova una bordata difensiva di diritto che lascia fermo Lehecka. Non riesce però ad arrivare a palla break, il ceco ai vantaggi impatta 1 pari. Ma in risposta Jiri al momento è del tutto inefficace, Jannik finora ha perso solo 3 punti con la prima di servizio in campo (e 7 nel complesso). 2-1 Sinner, con ben 2 Ace nel terzo gioco. Il quarto game è il miglior turno di battuta di Lehecka nel match, rapidissimo in anticipo e pronto a trovare un paio di contropiede efficaci e senza sparare a tutta, sul tempo e non sulla potenza. 2 pari. Un errore banale di rovescio per il nostro nel game #5, ma rimedia con anticipo e continuando a servire molto bene, più del 70% di prime in campo. 3-2. CLAMOROSA la rincorsa di Sinner nel primo punto del sesto game, con che mano rimette cross una smorzata quasi perfetta del ceco. Beh, poi è più reattivo di un portiere della NHL nell’intercettare la prima di Jiri e chiudere in avanzamento. 15-30. Non gioca alla perfezione un diritto Sinner, e Lehecka si aggrappa alla battuta salvando una situazione molto scomoda. Funziona benissimo anche il diritto di Jannik, davvero preciso nell’impattare la palla con forza e buon margine. Lehacka non ha il tempo per crearsi una chance in risposta. (4-3). Ottavo game, svolta è Sinner a sorprendere il rivale con un taglio di rovescio che ne spezza il ritmo. 15-30. Jiri regge sulla diagonale di rovescio, 30 pari, ma nel punto successivo sbaglia un affondo col diritto, e finalmente ecco la palla break sul 30-40. Lehecka serve alla grande, una traiettoria esterna imprendibile. È costretto a fare dei miracoli il ceco per portare a casa i punti importanti, ha mano e qualità per farcela, come dimostrano i due tocchi di volo che gli valgono il 4 pari. Jannik sul 5 pari per la prima volta è costretto ai vantaggi in un suo turno di servizio, bravo Lehecka a rischiare tanto e bene. Con un doppio fallo, Sinner concede la prima palla break. Si salva con una prima palla al centro perfetta. Per la prima volta nel match Jannik perde uno scambio prolungato, un diritto finisce in rete. Forse meno rapido con i piedi Jan in questo game. Seconda palla break (e warning per l’azzurro per perdita di tempo). ACE, ancora al centro. Forza mentale clamorosa, visto il momento. Non una fase positiva per l’italiano, concentra tutti gli errori che non ha commesso finora nell’undicesimo game. Pure il secondo doppio fallo del game (deviato dal nastro). Dopo 80 minuti perfetti, sbavature e incertezze, ma chiude il game più complesso della sua partita con un servizio non così rapido ma molto lavorato di spin, che sorprende Lehecka. 6-5. Sinner si riscatta dai errori del game precedente con un diritto potentissimo e poi imponendo un gran forcing col rovescio. 15-30, a due punti dal match. No! Errore banale di Sinner… Jiri si butta a rete e il passante era comodo, ma non passa la rete (17esimo errore nel set). Il set si decide al tiebreak. Jannik sfonda col diritto sul primo punto, 1-0, e trova il mini-break con un’improvvisa palla corta, la prima del match, 2-1. Restituisce il vantaggio con un back di rovescio che muore sul nastro, come se avesse cambiato idea all’ultimo. 2 pari. Si gira 3 pari. Jannik sbaglia un diritto in spinta sotto 4-3, errore che manda avanti Lehecka 5-3. Buon servizio, e 4-5. Ore serve il ceco. Esagera col rovescio lungo linea, colpito con poco equilibrio, Jannik e ci sono due set point sul 6 punti a 4. Con uno splendido cross di rovescio, angolato e non così profondo, Sinner si riprende il mini-break, 5-6. Con un ottimo servizio, 6 pari. Con una seconda palla esterna e piuttosto rapida, Sinner vola a Match Point sul 7 punti a 6. Out la prima del ceco… In rete un diritto in scambio. Vince Jannik, 8 punti a 6. Dopo un dominio assoluto, il secondo set si è complicato assai, ma Sinner strappa la vittoria n.58 con la sua solita durezza e tenuta. Aspetta Rublev o Bu in semifinale.

    Jannik Sinner vs Jiri Lehecka ATP Beijing Jannik Sinner [1]67 Jiri Lehecka26 Vincitore: Sinner ServizioSvolgimentoSet 2Tiebreak0*-0 1-0* 1-1* 2*-1 2*-2 3-2* 3-3* 3*-4 3*-5 4-5* 4-6* 5*-6 6*-6 7-6*6-6 → 7-6J. Lehecka 15-0 15-15 15-30 30-30 40-30 40-40 A-406-5 → 6-6J. Sinner 0-15 15-15 30-15 40-15 40-30 40-40 40-A df 40-40 40-A 40-40 ace A-40 40-40 A-40 40-40 df A-405-5 → 6-5J. Lehecka 0-15 15-15 30-15 40-155-4 → 5-5J. Sinner 15-0 30-0 ace 40-04-4 → 5-4J. Lehecka 0-15 15-15 15-30 30-30 30-40 40-40 ace A-404-3 → 4-4J. Sinner 15-0 30-0 40-03-3 → 4-3J. Lehecka 0-15 15-15 15-30 30-30 40-30 ace3-2 → 3-3J. Sinner 0-15 15-15 30-152-2 → 3-2J. Lehecka 15-0 30-0 30-15 40-152-1 → 2-2J. Sinner 15-0 30-0 ace 40-0 ace1-1 → 2-1J. Lehecka 0-15 0-30 15-30 30-30 40-30 40-40 A-401-0 → 1-1J. Sinner 15-0 ace 30-0 30-15 40-15 ace0-0 → 1-0ServizioSvolgimentoSet 1J. Lehecka 0-30 15-30 15-40 30-405-2 → 6-2J. Sinner 15-0 15-15 30-15 40-154-2 → 5-2J. Lehecka 15-0 30-0 40-0 40-154-1 → 4-2J. Sinner 15-0 ace 30-0 30-15 40-15 40-303-1 → 4-1J. Lehecka 0-15 0-30 15-30 15-402-1 → 3-1J. Sinner 15-0 15-15 30-15 40-151-1 → 2-1J. Lehecka 15-0 30-0 40-01-0 → 1-1J. Sinner 15-0 15-15 30-15 30-30 df 40-300-0 → 1-0

    Statistiche
    🇮🇹 J. Sinner
    🇨🇿 J. Lehecka

    Punteggio servizio
    305
    250

    Ace
    7
    2

    Doppi falli
    3
    0

    Percentuale prime di servizio
    60% (40/67)
    43% (29/67)

    Punti vinti con la prima
    88% (35/40)
    66% (19/29)

    Punti vinti con la seconda
    56% (15/27)
    61% (23/38)

    Palle break salvate
    100% (2/2)
    50% (2/4)

    Giochi di servizio giocati
    10
    10

    Punteggio risposta
    144
    57

    Punti vinti in risposta sulla prima
    34% (10/29)
    13% (5/40)

    Punti vinti in risposta sulla seconda
    39% (15/38)
    44% (12/27)

    Palle break convertite
    50% (2/4)
    0% (0/2)

    Giochi di risposta giocati
    10
    10

    Punti vinti a rete
    100% (7/7)
    82% (9/11)

    Vincenti
    14
    10

    Errori non forzati
    18
    12

    Punti vinti al servizio
    75% (50/67)
    63% (42/67)

    Punti vinti in risposta
    37% (25/67)
    25% (17/67)

    Punti totali vinti
    56% (75/134)
    44% (59/134)

    Velocità massima servizio
    211 km/h
    227 km/h

    Velocità media prima di servizio
    196 km/h
    199 km/h

    Velocità media seconda di servizio
    163 km/h
    175 km/h LEGGI TUTTO

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    ATP 500 Pechino: Sinner rimonta un set Safiullin, superando un avvio difficile. Nei quarti c’è Lehecka

    Jannik Sinner (foto Getty Images)

    È una mattina difficilissima per Jannik Sinner, con la clamorosa decisione della WADA di fare ricorso contro la sentenza del tribunale indipendente sul caso Clostebol, non contestando una volontà di doping dell’azzurro ma sulla sua “negligenza” e arrivando a chiedere una sospensione. Vedremo, ci sarà modo per approfondire la questione. Sicuramente il nostro campione è sceso in campo per il suo match di secondo turno all’ATP 500 di Pechino consapevole di tutto ciò, e il suo avvio assai teso e fisicamente “down” lo dimostra. Roman Safiullin ne approfitta giocando un buon tennis e vincendo un primo set caotico, con troppi errori dell’azzurro ma per fortuna, come già altre volte è capitato dalla scorsa estate, all’avvio del secondo Jannik cambia passo. Il servizio di Sinner cresce come rendimento, carica maggiormente i colpi di spin per trovare più sicurezza e profondità, gli errori calano e avanza nel campo, andando a prendersi le chance che finalmente trasforma e scappando via sempre più sicuro e veloce verso il successo. Sinner rimonta Safiullin e vince per 3-6 6-2 6-3, portandosi ai quarti di finale dove sfida Jiri Lehecka. Un Sinner sicuramente condizionato all’avvio dall’ennesimo peso dalla faccenda legale, ma bravo a sciogliersi, ritrovare non il suo miglior tennis ma più consistenza ed efficacia, quanto basta per battere il talento ma discontinuità del russo.
    “È stata un match difficile, lui è un bel giocatore e abbiamo fatto belle partite in passato. Ha servito bene, è stata dura, ho cercato di stare lì mentalmente, uscirne bene è stata una cosa splendida per me. Negli ultimi 12 mesi ho fatto passi avanti importanti dal punti di vista fisico, questo mi ha permesso di cambiare delle cose in campo” commenta Jannik a caldo in campo. Già, gli ultimi 12 mesi. Proprio da Pechino è partito il “Sinner-Express”. Da quell’edizione benedetta del torneo cinesa, Jannik vanta un record di 72 vittorie e solo 7 sconfitte, mentre nel 2024 guarda tutti dall’alto con 57 successi e 5 sconfitte. Siamo a 13 vittorie di fila dalla sconfitta patita da Rublev all’Open del Canada. Mi fermo qua con i numeri, ma è corretto sottolinearli ancora una volta per rendere giustizia alla forza tecnica e mentale di Jannik, bravissimo a superare i tanti momenti di difficoltà e pressione subiti da avversari formidabili e ancor più dall’extra campo. Solo quando hai le spalle così grandi, valori morali ineccepibili e la sicurezza di esser a posto con la propria coscienza perché sai di non aver fatto NIENTE di male, puoi giocare così a testa alta, superare tutto e vincere. Anzi, stravincere.
    Commentare oltre il successo odierno è quasi superfluo. Solo è importante mettere a fuoco come Jannik stia diventando sempre più bravo a cambiare il proprio tennis quando c’è qualcosa che non funziona come sperato. Nell’esordio nel torneo ha servito bene ed è riuscito a gestire velocità e potenza di Jarry andando di massima velocità; oggi invece proprio la battuta non c’era, e pure la reattività era modesta, sicuramente per colpa della tensione. Ha sprecato diverse chance, ha sbagliato troppo non riuscendo a trovare profondità in sicurezza, sotto le buone accelerazioni di un Safiullin bravo ad appoggiarsi ottimamente sulle traiettorie pulite del nostro. Per questo ancora una volta ha deciso di cambiare tutto dal secondo set, scegliendo di dare più parabola alla palla, sia col diritto che col rovescio. Questo l’ha portato a un duplice beneficio: ritrovare feeling e profondità con maggior margine; dare palle meno facili da impattare a un gran colpitore come Roman. Troppe palle break sprecate, ma alla fine quando è andato avanti di un break nel secondo set ha preso definitivamente in mano il ritmo di gioco e non l’ha mollato, anche grazie al servizio tornato a sostenerlo.
    È forza mentale, è tecnica che si esalta con la lucidità di capire il contesto e adeguarsi per massimizzare il rendimento. Non puoi pensare di vincere quella marea di partite con la sua continuità se non riesci a trovare il mondo di vincere pur giocando non al massimo, non spingendo a tutta, superando giornate grigie. Oggi c’era tempesta, un cicloce F5 su Pechino, ma Jannik ha navigato come un ammiraglio risoluto, andando verso il sereno.
    Jannik nei quarti sfida Lehecka, un bel colpitore di ritmo e più potente di Safiullin. Sarà probabilmente un braccio di ferro fisico. Ci sarà che schivare molti colpi, in campo e purtroppo anche fuori.
    Marco Mazzoni

    La cronaca
    Il match non inizia nel migliore dei modi per il n.1 azzurro. Safiullin serve bene, vince a 15 il primissimo game, chiuso con un Ace, mentre il primo turno di servizio di Sinner è molto complicato, perché il servizio non va. Doppio fallo in apertura, errore sulla risposta di Roman e 0-30. Un rovescio in scambio in rete costa a Jannik il 15-40, e due palle break. Le cancella Sinner, ma gli è fatale la terza ai vantaggi, altro errore grave di rovescio. BREAK Safiullin, 2-0, inizio con poco ritmo e meno sensibilità per l’azzurro. Il russo consolida il vantaggio sul 3-0 nonostante il doppio fallo ad inizio game, bravo a trovare buon timing sulla palla di Jannik. L’azzurro muove lo score (1-3) e inizia a pressare in risposta. Con un bel passante e successiva corsa in avanti Sinner si porta 0-30 e poi 15-40 con un diritto potente in avanzamento. Safiullin salva la prima col servizio e la seconda vincendo uno scambio lungo e durissimo, Jannik piegato sulle ginocchia per la fatica. Ma non molla: si prende una terza chance con risposta profonda che porta all’errore il russo, e stavolta il BREAK arriva con un rovescio pesante. 2-3. Purtroppo, la bagarre continua. Jannik non è preciso, alterna ottime giocate a qualche errore di troppo (soprattutto col diritto), e la prima palla anche va a singhiozzo. Sul 30 pari si butta avanti dopo una bella progressione ma di volo (da posizione non facile) spedisce la palla larga. C’è un’altra palla break per Roman, ancora niente prima palla in campo e altro errore brutto col diritto, il terzo del game. BREAK Safiullin, 4-2. Partita molto nervosa, probabilmente Jannik è venuto al corrente dell’appello di WADA contro la sentenza di assoluzione, e non è sciolto o sicuro. Si riporta sotto sul 15-40, il russo annulla le due chance col servizio. e poi anche una terza con un’altra bordata nell’angolino. Safiullin resta avanti 5-2. Sinner non riesce a strappare una chance per riaprire il set, il russo chiude 6-3. Un parziale molto negativo per l’italiano: 40% di prime in campo, nessun Ace, 10 errori a fronte di 4 vincenti, e solo una palla break sfruttata su 6.
    Sinner inizia meglio il secondo set, due Ace e chiude il game con più sicurezza, mettendo quindi grande pressione in risposta, provocando gli errori di Safiullin. Una smorzata pessima costa a Roman una palla break, che cancella con un diritto vincente (un po’ corto Jannik stavolta nello scambio).  Jannik non sfrutta nemmeno una seconda chance, davvero mal centrato un rovescio in scambio, vola via 1 metro. 1 pari (solo 1 PB sfruttata su 8 nell’incontro per l’azzurro). Sinner riprova a scappare in vantaggio nel quarto game, mettendo molta pressione al rivale nello scambio con una velocità mediamente superiore. Con una risposta pesante Jannik strappa l’ennesima palla break sul 30-40, ma niente, non va nemmeno questa, accorcia lo scambio l’azzurro e il russo entra col diritto lungo linea. Con molta fatica e pochissime prime palle in campo, Roman impatta 2 pari. Sinner è più sicuro nei suoi turni di battuta, è necessario trovare la zampata in risposta. Come già fatto in altri match con partenza non ottimale, Jannik prova ad attaccare la palla con maggior spin, per aver un minimo di sicurezza nella profondità. Funziona molto bene nel sesto game, con tre punti costruiti con grande attenzione, strappa ancora una palla break ai vantaggi. ECCOLO! Finalmente il break arriva con un rovescio lungo linea ottimo che blocca Roman a destra, e quindi lo infila a sinistra con un diritto in avanzamento. BREAK, 4-2 e servizio, per la prima volta avanti. Forte dell’allungo, i suoi colpi tornano a fluire più sciolti e precisi, in particolare il rovescio lungo linea che poco o nulla aveva funzionato all’avvio. Si porta 5-2 con una smorzata non perfetta ma efficace. Safiullin ha accusato il colpo, esita e sbaglia due palle che lo condannano al 15-40, e due set point per l’azzurro. Jannik se lo prende correndo bene in avanti sulla palla corta e toccando ottimamente sul net. 6-2 Sinner, molto più sciolto e sicuro, con saldo positivo tra vincenti ed errori, soprattutto un’altra velocità in campo e consistenza. Perfetto al servizio e finalmente trovando quel che break che ha girato la partita suo favore.
    Sinner inizia al servizio il terzo set. Buon game, braccio sciolto e via, 1-0, può fare corsa di testa. Fa la faccia “cattiva” vero il suo angolo Jannik dopo aver passato Roman (brutta la volée), 30 pari. Sbaglia malamente il russo un diritto sulla risposta profonda dell’azzurro, c’è un’immediata palla break (quinto turno di servizio consecutivo con PB da difendere per Roman). Sciagurato Safiullin: rischia addirittura il serve and volley, sul rovescio di Jannik, che trova un angolo perfetto e si prende il BREAK, 2-0 avanti e poi 3-0, con un tennis finalmente libero da tensione, non al massimo ma abbastanza per sovrastare un Safiullin meno incisivo e più trattenuto. Il russo vince il quarto game e spinge a tutta in risposta per cercare di riaprire l’incontro. Trova uno schema offensivo fantastico, ma su 30 pari è freddo Sinner nel chiudere col rovescio lungo linea dopo una bella prima palla, e segue un altro servizio ottimo. 4-1. Jannik cerca di chiuderla subito: gran passante e grande pressione sul russo, che crolla sotto 0-30. Si aggrappa al servizio Roman, ma sul 30 pari di butta di nuovo avanti e la risposta di diritto di Sinner è perfetta. 30-40, palla per il doppio allungo. Buona prima angolata, Safiullin non crolla. 2-4. Addirittura un gran sorriso al suo angolo dopo aver chiuso il settimo game, per il 5-2. Safiullin regge e in risposta sul 15 pari tira una gran pallata, gli vale il 15-30. Sotto pressione, Sinner si affida a uno dei suoi schemi migliori, servizio esterno e bordata di diritto a chiudere, perfetta. Con una pressione da sinistra, Jannik vola 40-30, Match Point. Non va, esce abbondantemente un rovescio in corsa. Con un riga colpita col diritto cross arriva il secondo match point. ACE! Finisce col punto esclamativo. Saluto cordiale tra i due, Sinner saluta il pubblico che lo applaude convinto. È il 13esimo quarto di finale nel 2024 su 13 tornei giocati. Duro, durissimo. Altrimenti non sarebbe un n.1.

    Jannik Sinner vs Roman Safiullin ATP Beijing Jannik Sinner [1]366 Roman Safiullin623 Vincitore: Sinner ServizioSvolgimentoSet 3J. Sinner 15-0 15-15 15-30 30-30 40-30 40-40 A-405-3 → 6-3R. Safiullin 0-15 15-15 30-15 40-15 ace5-2 → 5-3J. Sinner 15-0 15-15 30-15 30-30 40-304-2 → 5-2R. Safiullin 0-15 0-30 15-30 30-30 30-40 40-40 A-404-1 → 4-2J. Sinner 15-0 15-15 30-15 30-30 40-303-1 → 4-1R. Safiullin 15-0 30-0 30-15 40-153-0 → 3-1J. Sinner 0-15 15-15 15-30 15-40 df 30-40 40-40 A-402-0 → 3-0R. Safiullin 15-0 30-0 30-15 30-30 30-401-0 → 2-0J. Sinner 15-0 30-0 30-15 40-150-0 → 1-0ServizioSvolgimentoSet 2R. Safiullin 15-0 15-15 15-30 15-405-2 → 6-2J. Sinner 15-0 30-0 40-04-2 → 5-2R. Safiullin 15-0 15-15 30-15 ace 30-30 40-30 40-40 40-A3-2 → 4-2J. Sinner 15-0 15-15 30-15 ace 40-15 40-302-2 → 3-2R. Safiullin 0-15 15-15 15-30 30-30 30-40 40-40 A-40 40-40 A-402-1 → 2-2J. Sinner 15-0 30-0 40-01-1 → 2-1R. Safiullin 0-15 0-30 15-30 30-30 30-40 40-40 A-40 40-40 40-A 40-40 A-401-0 → 1-1J. Sinner 15-0 ace 15-15 df 30-15 40-15 ace0-0 → 1-0ServizioSvolgimentoSet 1R. Safiullin 15-0 15-15 30-15 40-15 ace3-5 → 3-6J. Sinner 15-0 30-0 40-0 40-15 40-302-5 → 3-5R. Safiullin 15-0 15-15 15-30 15-40 30-40 40-40 ace 40-A df 40-40 A-402-4 → 2-5J. Sinner 15-0 15-15 30-15 30-30 30-402-3 → 2-4R. Safiullin 0-15 0-30 15-30 15-40 30-40 40-40 40-A1-3 → 2-3J. Sinner 15-0 30-0 40-0 40-150-3 → 1-3R. Safiullin 0-15 df 15-15 ace 15-30 30-30 40-300-2 → 0-3J. Sinner 0-15 df 0-30 15-30 15-40 30-40 40-40 40-A0-1 → 0-2R. Safiullin 15-0 15-15 30-15 40-15 ace0-0 → 0-1

    Statistiche
    🇮🇹 J. Sinner
    🇷🇺 R. Safiullin

    Punteggio servizio
    270
    237

    Ace
    4
    6

    Doppi falli
    3
    2

    Percentuale prime di servizio
    58% (45/77)
    55% (51/93)

    Punti vinti con la prima
    80% (36/45)
    67% (34/51)

    Punti vinti con la seconda
    47% (15/32)
    45% (19/42)

    Palle break salvate
    67% (4/6)
    69% (9/13)

    Giochi di servizio giocati
    13
    13

    Punteggio risposta
    150
    122

    Punti vinti in risposta sulla prima
    33% (17/51)
    20% (9/45)

    Punti vinti in risposta sulla seconda
    55% (23/42)
    53% (17/32)

    Palle break convertite
    31% (4/13)
    33% (2/6)

    Giochi di risposta giocati
    13
    13

    Punti vinti a rete
    79% (23/29)
    52% (14/27)

    Vincenti
    25
    18

    Errori non forzati
    23
    24

    Punti vinti al servizio
    66% (51/77)
    57% (53/93)

    Punti vinti in risposta
    43% (40/93)
    34% (26/77)

    Punti totali vinti
    54% (91/170)
    46% (79/170)

    Velocità massima servizio
    213 km/h
    215 km/h

    Velocità media prima di servizio
    195 km/h
    199 km/h

    Velocità media seconda di servizio
    164 km/h
    152 km/h LEGGI TUTTO

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    Esordio vincente per Sinner all’ATP 500 Pechino. Jarry gli strappa il primo set, poi Jannik sale in cattedra

    Jannik Sinner (foto Getty Images)

    18 giorni dopo il titolo a US Open, Jannik Sinner torna in campo al China Open da campione in carica e batte Nicolas Jarry in tre set, 4-6 6-3 6-1 lo score conclusivo dopo due ore di tennis di discreto livello. Come ormai c’ha “abituato” in molti tornei recenti, Jannik all’avvio ha bisogno di qualche game per entrare in ritmo, ed è normalissimo che sia così dopo quasi tre settimane senza competere e con le condizioni da verificare in partita, ma stavolta il set d’apertura ceduto dal n.1 è stato a dir poco “strano”. Infatti Sinner ha servito anche bene come percentuali e non ha sbagliato praticamente nulla, eccetto… la selezione della direzione della prima palla nel settimo game che gli è costato il break, e il set. Il nostro n.1 infatti ha servito stuzzicando solo il diritto del rivale, bravo a trovare alcuni impatti eccellenti in risposta, sbracciate a tutto braccio che ha nel suo DNA di colpitore, e con le quali si è meritato un break difeso con sicurezza con la sua battuta.
    Sinner non è riuscito a trovare la zampata in risposta, ma la musica è subito cambiata all’avvio del secondo set: con una posizione più arretrata sulla prima palla e poi vicinissima alla riga di fondo sulla seconda, Jannik ha messo molta pressione a Jarry, che l’ha avvertita a tutta. Inoltre l’azzurro, come in altre rimonte del suo “benedetto 2024”, ha cambiato la sua selezione di colpi col diritto. Visto che Nico ha impattato con sicurezza sulle traiettorie puliti e veloci, Jannik ha iniziato a caricare maggiormente di spin i suoi drive, togliendo così ritmo all’avversario, incappato in errori che gli sono costati il break. Una volta in vantaggio, Sinner si è preso tutto: il ritmo, il centro del campo, gli angoli. Sostenuto dal servizio – ottima prestazione complessiva – non ha rischiato più niente (eccetto il penultimo turno di battuta del match, dove era già forte di due break sul 4-1) e ha imposto la sua maggior qualità e solidità. Appena lo scambio si è allungato, netta è stata la differenza tra i due, in particolare sulla diagonale di rovescio, dove Jarry è stato davvero in difficoltà. Splendide alcune risposte vincenti di Jannik, come altre sbracciate di diritto fulminanti. Highlights di una vittoria di sostanza.
    Un buon ingresso nel torneo, non ha fatto molta fatica e il suo tennis è parso in discreta forma. Jarry veniva da mesi pessimi, complicati da un severo problema all’orecchio patito a Roma, dove arrivò in finale (persa vs. Zverev). Da allora, il cileno non è riuscito a vincere due partite di fila. Ma resta un cliente pericoloso su campi rapidi quando la battuta lo sostiene. E infatti il primo set è stato equilibrato, con Jannik incapace di strappare una sola chance di break. Ma la sensazione che potesse scappare via avanti era palpabile, e infatti così è stato all’avvio del secondo parziale. Una volta in vantaggio, Sinner è stato sicuro, sciolto nelle accelerazioni dal centro, molto solido sulla diagonale di rovescio e pronto a mettere pressione in risposta. Con un altro break immediato in apertura del terzo set ha messo il match “in ghiaccio”, totale controllo delle operazioni. Eccellente anche la sua reazione quando, in vantaggio 4-1 con due break, Jarry ha tirato tre bordate di diritto che l’hanno issato 0-40. Jannik ha servito come un treno, non ha lasciato alcun margine all’avversario vincendo 5 punti di fila ed archiviando la pratica.
    Sinner chiude con il 68% di prime palle in campo e una resa favolosa: 82% di punti vinti con la prima e ben 67% con la seconda. Proprio lo scorso anno in Cina iniziò la sua corsa splendida verso il trono del tennis mondiale servendo con numeri simile, un’efficacia e costanza di rendimento prima sconosciuta. Oggi l’azzurro chiude con un saldo negativo di -2 tra vincenti ed errori, ma una valanga sono stati gli errori forzati al rivale con il suo ritmo e risposte ficcanti.
    Un buon esordio, la difesa del titolo 2023 continua contro il vincente di Safiullin (LL) e Wawrinka. Grazie ai ritiri di stanotte il quarto di Jannik si è davvero aperto. Meglio così, gestione è una parola fondamentale quando sei n.1 e sei “costretto” a vincere.
    Marco Mazzoni

    La cronaca
    Jannik gioca il primo punto dopo il match point di US Open, 18 giorni fa, al servizio, sparando subito con un gran diritto in avanzamento. Il bellissimo stadio di Pechino è desolatamente vuoto, NON un bello spot per il tennis con il n.1 del mondo in campo… Nessuna ruggine nel braccio di Sinner, quattro pallate una più potente e precisa dell’altra, 1-0. Jarry parte bene col servizio, insieme al diritto il colpo più importante del suo tennis, 1 pari. Sulla diagonale di rovescio non c’è letteralmente partita, e lo si capisce fin dai primi scambi, troppo più potente, profonda e precisa l’accelerazione dell’azzurro rispetto al colpo del cileno, troppo rigido e meno sensibile. Giustamente Sinner lo solletica anche con il servizio, ottenendo punti con gli errori di Nicolas. Nel quarto game Jannik spara due diritti micidiali, clamoroso quello vincente sul 30-15 per angolo e velocità, Jarry è fulminato. Ma col servizio il nipote di Fillol si tiene a galla (2 pari). Nei turni di battuta di Sinner quasi non si gioca, troppo rapido nell’aggredire la palla. 3-2, con solo un punto perso nei suoi game. Sul 3 pari improvvisamente si complica il turno di battuta di Jannik. Jarry sul 15 pari trova una risposta profondissima, poi spara in corsa un diritto cross tanto disperato quanto vincente, 15-40, due palle break per il cileno. Trova ancora una bella risposta di diritto nell’angolino Nico, ma spedisce lungo il successivo attacco col rovescio. Sinner insiste sul diritto di Jarry col servizio, e sbaglia: altro ottimo impatto del cileno, palla profonda, e il rovescio lungo linea di Jannik termina out. BREAK Jarry, 4-3, quando l’azzurro sembrava assolutamente sicuro nei suoi game. Non un buon momento per l’azzurro, sbaglia malamente una risposta di rovescio su di una seconda di battuta tutt’altro che impossibile. Jarry serve bene e si porta 5-3. Sinner ritrova efficacia con servizio e rovescio, resta in scia 4-5. Nicolas serve per il set, e rischia molto. Un diritto d’attacco out, poi un altro diritto in rete. 15-30. Rimedia col servizio, due pallate esterne imprendibili che gli valgono il set point. Spreca tutto col doppio fallo, ha sentito la tensione (pessimi i due lanci di palla), ma riscatta con due ottime battute, e 6-4. Sinner paga le scelte della direzione del servizio nel settimo game, in un set perso e chiuso con il 79% di prime in campo.
    Secondo set, Sinner to serve. Jarry continua a tirare mazzate col diritto cross, ma è ancor più rapido Sinner nell’entrare con il suo diritto e rendere pan per focaccia. 1-0 Sinner, senza problemi e con la prima palla ancora in buon ritmo. Jannik tiene una posizione molto arretrata in risposta sulla prima palla, poi avanza quasi coi piedi sulla riga sulla seconda, cerca di destabilizzare il rivale che con la seconda palla non è solidissimo. Funziona: doppio fallo, quindi la risposta di Jannik nel secondo punto è profonda, e Jarry sbaglia. 0-30. Finalmente Jannik sale in cattedra: risposta profonda, costruisce col diritto più carino di spin trovando un ritmo – e palla non pulita – che manda fuori giri il cileno. 0-40, Prime palle break del match per Jannik, tre di fila. Bravissimo Nico sulla rete sulla seconda chance, ma forse Sinner poteva chiudere il secondo passante (giocato non così veloce). 30-40. Seconda palla… risposta carica di spin al centro, Jarry un po’ pesante nell’aggredirla, rigido con le ginocchia, e il suo diritto non passa la rete. BREAK Sinner, 2-0 e poi 3-0 con un solido turno di battuta. Il cileno rispetto al primo set ha perso efficacia col diritto, e anche la prima palla è meno continua, tutto miele per Jannik che invece risponde con margine ma potenza, palle cariche che mettono in crisi il colpo di Nico dopo la battuta. Jarry vince il turno di battuta (1-3) quindi Sinner sbaglia due diritti, un difensivo e l’altro in spinta, scivolando sotto 0-30. Fantastica la difesa del n.1 sul 15-30, nello scambio più duro e combattuto dell’incontro, punto “pesante” portato a casa. 4-1 Sinner. Si scorre sui game di servizio senza scossoni, Jannik serve per il set sul 5-3. Inizia male, errore di rovescio, poi tira una seconda palla che è quasi una prima per velocità e profondità. Segue un’altra seconda palla micidiale, carica di spin e “in pancia” al rivale, che non risponde. Con un perfetto scambio di pressione sposta Jarry e si prende 2 Set Point sul 40-15. Spreca il primo, doppio fallo (primo dell’incontro); OK il secondo, servizio angolato e la risposta non passa la rete. 6-3 Sinner, ottimo l’allungo iniziale e poi gestione. Eccellente l’80% di punti vinti con la seconda di servizio, complessivamente un ritmo superiore e molto efficace sulla seconda palla del cileno.
    Sinner parte fortissimo in risposta nel terzo set. Con un angolo micidiale di rovescio si apre il campo e chiude con un diritto lungo linea, schema perfetto che gli vale lo 0-30. Jarry esagera col diritto dopo il servizio, la palla muore in rete e 0-40. Tre PB immediate per l’azzurro. Jannik si prende di forza il BREAK sulla seconda, con un passante di rovescio cross in corsa micidiale rovando eccellente equilibrio, che punisce l’attacco di Nico. 1-0 e servizio Sinner. Si butta a Jan sul 30-15, una delle poche incursioni in avanti stamattina, e chiude la porta con una sorta di parata calcistica niente male. Con un’altra bordata vince il game, 2-0, ottimo il rendimento del servizio. Il cileno torna a vincere un buon turno di battuta, ma Sinner ha messo il pilota automatico: solido nello scambio, con palle intense e profonde, che disarmano Jarry, 3-1, quindi in risposta si difende con qualità e risponde con traiettorie aggressive, volando 0-30 nel quinto game. Non c’è gara sulla diagonale di rovescio, fantastiche le gambe di Jannik per appoggi, Jarry non regge. 15-40, due chance per il doppio allungo. Chirurgico Jan! Jarry tira una botta al centro col diritto, Sinner carica il suo diritto sparandola nell’angolino e poi chiudendo con un’accelerazione calibrata al millimetro. TOP! BREAK Sinner, 4-1 “pesante”. Con la sconfitta quasi in tasca, Jarry lascia correre a tutta il braccio. Trova due bordate imprendibili e si porta 0-40 in risposta. Freddo Sinner: fa parlare il servizio, pure una seconda a tutta sul 30-40, cancella le tre palle break. Poi un’altra bordata esterna e un rovescio bello profondo. 5 punti di fila e via, 5-1 Sinner. Assalto respinto. Vuole chiuderla subito il n.1, sul 15 pari tira un rovescio lungo linea dai teloni telecomandato, esecuzione strabiliante. 15-30. Jarry si butta avanti più con disperazione che altro, ma sul 30 pari si prende “in faccia” una risposta di diritto incredibile di Sinner, un tracciante che vale il Match Point. Ace Jarry, con orgoglio si salva (218 km/h esterna!). Beh, showtime Jannik, altra risposta clamorosa, stavolta lungo linea, e MP #2. Stavolta niente aiuto dalla prima palla… Out il diritto di Nico. Finisce 6-1, dopo quel game strano e break subito nel primo set, tutto sotto controllo. Ha alzato il livello e via, troppo superiore. La campagna per difendere il titolo 2023 inizia bene.

    Jannik Sinner vs Nicolas Jarry ATP Beijing Jannik Sinner [1]466 Nicolas Jarry631 Vincitore: Sinner ServizioSvolgimentoSet 3N. Jarry 0-15 15-15 15-30 30-30 30-40 40-40 40-A5-1 → 6-1J. Sinner 0-15 0-30 0-40 15-40 30-40 40-40 A-404-1 → 5-1N. Jarry 0-15 0-30 15-30 ace 15-403-1 → 4-1J. Sinner 15-0 30-0 30-15 40-15 ace2-1 → 3-1N. Jarry 15-0 30-0 30-15 40-152-0 → 2-1J. Sinner 15-0 15-15 30-15 40-151-0 → 2-0N. Jarry 0-15 0-30 0-40 15-40 ace0-0 → 1-0ServizioSvolgimentoSet 2J. Sinner 0-15 15-15 30-15 40-15 40-305-3 → 6-3N. Jarry 15-0 30-0 40-0 40-15 40-30 40-40 A-40 ace5-2 → 5-3J. Sinner 15-0 30-0 40-04-2 → 5-2N. Jarry 0-15 0-30 15-30 ace 30-30 40-30 ace4-1 → 4-2J. Sinner 0-15 0-30 15-30 30-30 40-303-1 → 4-1N. Jarry 15-0 15-15 15-30 30-30 40-30 ace3-0 → 3-1J. Sinner 15-0 30-0 40-02-0 → 3-0N. Jarry 0-15 df 0-30 0-40 15-40 30-401-0 → 2-0J. Sinner 15-0 30-0 40-00-0 → 1-0ServizioSvolgimentoSet 1N. Jarry 15-0 15-15 15-30 30-30 40-30 ace 40-40 A-40 ace4-5 → 4-6J. Sinner 15-0 15-15 30-15 40-153-5 → 4-5N. Jarry 15-0 30-0 40-0 ace3-4 → 3-5J. Sinner 0-15 15-15 15-30 15-40 30-403-3 → 3-4N. Jarry 15-0 15-15 30-15 40-153-2 → 3-3J. Sinner 15-0 30-0 40-02-2 → 3-2N. Jarry 15-0 15-15 30-15 30-30 40-302-1 → 2-2J. Sinner 0-15 15-15 30-15 40-151-1 → 2-1N. Jarry 15-0 ace 15-15 30-15 30-30 40-30 ace1-0 → 1-1J. Sinner 15-0 30-0 40-00-0 → 1-0

    Statistiche
    🇮🇹 J. Sinner
    🇨🇱 N. Jarry

    Punteggio servizio
    309
    235

    Ace
    1
    12

    Doppi falli
    1
    2

    Percentuale prime di servizio
    68% (45/66)
    67% (52/78)

    Punti vinti con la prima
    82% (37/45)
    77% (40/52)

    Punti vinti con la seconda
    67% (14/21)
    19% (5/26)

    Palle break salvate
    80% (4/5)
    50% (4/8)

    Giochi di servizio giocati
    13
    13

    Punteggio risposta
    185
    79

    Punti vinti in risposta sulla prima
    23% (12/52)
    18% (8/45)

    Punti vinti in risposta sulla seconda
    81% (21/26)
    33% (7/21)

    Palle break convertite
    50% (4/8)
    20% (1/5)

    Giochi di risposta giocati
    13
    13

    Punti vinti a rete
    88% (7/8)
    73% (8/11)

    Vincenti
    15
    27

    Errori non forzati
    17
    53

    Punti vinti al servizio
    77% (51/66)
    58% (45/78)

    Punti vinti in risposta
    42% (33/78)
    23% (15/66)

    Punti totali vinti
    58% (84/144)
    42% (60/144)

    Velocità massima servizio
    211 km/h
    226 km/h

    Velocità media prima di servizio
    194 km/h
    203 km/h

    Velocità media seconda di servizio
    159 km/h
    170 km/h LEGGI TUTTO

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    Il ritorno in campo di Sinner dopo US Open. Schedule “troppo fitto” nei prossimi due mesi?

    Jannik Sinner in allenamento al China Open

    18 giorni dopo aver alzato lo splendido trofeo di US Open, Jannik Sinner domani mattina (intorno alle 9, 9.30 italiane) tornerà in competizione al China Open, opposto al cileno Nico Jarry. C’è grandissima curiosità e affetto per ritrovare il nostro campione in campo, in questo 2024 tanto bello da sembrare quasi impossibile. Invece è tutto vero. Verissimo. Sinner ha vinto 2 Slam, 2 Masters 1000 e 6 titoli in totale,  risultati eccezionali che lo portano a dominare il ranking mondiale con il ragguardevole bottino di 11.180 punti, solo una manciata di leggende sono riuscite a far meglio nella storia moderna del gioco. Un discreto bottino di quei punti vengono dagli eccellenti risultati dello scorso autunno, quando il Sinner-Express è partito a razzo, diventando veloce quanto un Shinkansen nipponico. Jannik proprio in Cina cambiò passo, l’ha riconosciuto lui stesso nelle parole pronunciate negli eventi pre-torneo a Pechino, dove è stato accolto come un vero Imperatore dalla fantastica accoglienza locale. Dopo le settimane passate a lavorare intensamente, Jannik nel 2023 si presentò in Asia con un servizio più incisivo, un diritto ancor più sicuro in spinta, una condizione fisica stellare e una fiducia nel suo tennis che gli ha permesso di battere tutti gli avversari, alcuni travolti con il suo ritmo infernale riveduto e corretto, altri con cambi tattici importanti e sorprendenti, come Medvedev nella finale di Vienna, clamorosamente sfidato e stroncato sul piano della corsa, lotta e resistenza. Un Sinner stellare, che dall’esordio in Cina alla vittoria in Davis a Malaga perse solo due partite, contro Shelton a Shanghai e contro Djokovic nella finale di Torno alle ATP Finals. Poi solo vittorie, solo partite meravigliose.
    Da domani Jannik entra in una fase per lui nuova: difendere i risultati dello scorso anno. Anzi, se possibile far meglio. Non sarà facile: nel 2023 vinse a Pechino l’ATP 500, vinse a Vienna un altro ATP 500, giocò le Finals di Torino da protagonista vincendo 4 ottimi match e arrendendosi solo a “Nole” per il titolo, e quindi a Malaga trascinò il team di Volandri al successo. Di spazio per migliorare c’è solo negli ultimi 2 Masters 1000, e l’eventuale vittoria a Torino nell’edizione 2024 del Masters. Ma, oggettivamente, sarebbe troppo chiedere a Jannik di fare un nuovo filotto del genere, o addirittura vincere tutti i prossimi tornei finendo la stagione imbattuto. Di avversari tosti ce ne sono eccome, assai agguerriti, vogliosi di sgambettare il più forte su piazza. La speranza è che Jannik nelle prossime settimane giochi un gran bel tennis, solido, sicuro, che in campo si senta bene e si diverta, esplodendo la magia e potenza dei suoi colpi. E in questo scenario ideale, lontano da infortuni o problemi di altro tipo, i risultati sicuramente arriveranno. Ma, la vera domanda, è probabilmente un’altra. Jannik Sinner da qua a fine novembre ha davanti un calendario personale assai fitto: il torneo di Pechino, già iniziato, poi il 1000 di Shanghai; quindi si torna in Europa, per Vienna (dove difende il titolo 2023), l’ultimo 1000 in stagione di Paris-Bercy, e via a Torino per le Finals. Ovviamente non può mancare a Malaga, in Davis Cup, dove sarà la punta di diamante della nostra squadra, per cercare di confermare il titolo 2023, obiettivo che lo stesso Sinner ha dichiarato massimo nella sua testa. Questa corsa nelle prossime 8-9 settimane, non sarà fin troppo impegnativa? Riuscirà Jannik a tenere al massimo condizione fisica, tecnica e mentale, per ripetere le meraviglie dello scorso anno, o addirittura far meglio nei M1000?
    Proprio in questi giorni è assai animato il dibattito sulla durezza sfiancante della stagione, di un calendario troppo ricco di impegni a cui i big devono presenziare, con un sistema di classifica che premia la continuità più della qualità. Zverev, Alcaraz, ma anche altri, hanno sparato contro il sistema, arrivando a dire che la motivazione a giocare così spesso non c’è affatto (Carlos) o che nemmeno un clamoroso sciopero “contro se stessi” visto in teoria l’ATP è un’associazione dei giocatori non servirebbe a niente (Zverev). Parole poi pronunciate nel corso della Laver Cup, meravigliosa esibizione, assai attraente e divertente, ma non esattamente “necessaria”, tanto che molti sul web hanno criticato aspramente le parole del n.2 e 3 del mondo.. Più sfumata e direi intelligente la risposta a distanza di Sinner sul tema: ok, ci sono i tornei, e alcuni sono considerati “mandatory”, ma… si può anche dire di no, rinunciare e non muore nessuno. Gestione, parola decisiva per poter presentarsi in campo al meglio e giocare per vincere, non solo per partecipare, preservando al meglio testa e fisico.
    Proprio per le parole secche – come sempre nel suo stile – e lucide di Sinner sul tema calendario-impegni, non sarebbe forse meglio rinunciare a qualcuno dei suoi prossimi appuntamenti, anche a costo di perdere qualche punto in classifica, per arrivare davvero al top al culmine dell’anno, ATP Finals e Davis Cup? E se si, quali? Bella domanda… Lasciando perdere totalmente la questione sponsor ed eventuali contratti coi tornei, aspetti di sicuro importanti ma sui quali c’è sempre un margine di trattativa guadando all’obiettivo primario di salvaguardare il corpo e la testa per i grandissimi appuntamenti, la scelta di quale evento sarebbe da sacrificare non è facile. Si potrebbe puntare su Vienna, torneo 500 quindi non obbligatorio, ma è campione in carica… È vero che il margine di sicurezza nel ranking è ampio, ma gettare via 500 punti è sempre un peccato. E poi, per la famiglia Sinner, il torneo della bellissima capitale dell’impero austro-ungarico è a un passo da casa, e dove si ci trova bene si torna sempre volentieri. Allora un torneo da sacrificare potrebbe essere forse Bercy, dove lo scorso anno Jannik non fece granché – ricorderete il ritiro dopo aver terminato la sua partita quasi all’alba… – e assai vicino alle Finals di Torino. Però è uno dei pochi eventi dove il pusterese può incrementare il suo bottino di punti, e chissà che questo non possa essere uno stimolo a tornare.
    Probabilmente Jannik sceglierà il da farsi cammin facendo, attento alle sue prestazioni da qua in avanti, in relazione a quante partite giocherà e da come reagirà il suo fisico allo stress delle partite. In caso vincesse tanto, forse mollare qualcosa potrebbe essere un’opzione importante per arrivare fresco e ben allenato a Torino e poi Malaga. Se per caso arrivasse qualche stop imprevisto, ecco che il suo finale di stagione si accorcerebbe naturalmente e quindi non ci sarebbero problemi di sorta (scenario che, ovviamente, speriamo non si avveri!).
    In chiusura mi preme sottolineare due aspetti.
    1) Jannik ha già dimostrato di esser piuttosto bravo a livello di gestione dei suoi impegni. Ha preso scelte impopolari – vedi il no alla Davis lo scorso anno a settembre – quando sentiva di dover lavorare e non giocare, quindi anche se oggi è n.1 e la pressione del tour su di lui maggiore, la sensazione è che continuerà a gestirsi in modo strutturale, guardando al medio periodo e non al breve;
    2) Non facciamo l’errore di considerare che il suo straordinario autunno 2023 sia la normalità. No. Lì fu straordinario, alzò il suo livello di gioco fino alle stelle diventando imprendibile e vincente, ma non dobbiamo assolutamente chiederglielo di nuovo. Si ci riuscirà saremo i primi a gioire, se arriverà qualche sconfitta… pazienza, il suo 2024 è già così qualcosa di unico e bellissimo. La sua Straordinaria Normalità sta nell’essere un tennista e persona capace di capire e sentire quel che è meglio per lui, e agire di conseguenza. Fidiamoci di Jannik, non resteremo delusi.
    Marco Mazzoni LEGGI TUTTO

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    Rybakina sarebbe ferma non per un infortunio alla schiena per esaurimento nervoso causato dal suo ex coach

    Vukov insieme a Rybakina

    Elena Rybakina è la grande assente, insieme a Iga Swiatek, della leg asiatica, una delle più importanti per il WTA Tour sia a livello economico che promozionale. La campionessa di Wimbledon 2022 è ufficialmente fuori dalle competizioni per un problema alla schiena, ma dalla Russia la nota giornalista Sofya Tartakova, che segue il tour in vari tornei ed attiva con un canale YouTube sul tennis (in russo) molto seguito, afferma che la verità è tutt’altro. Rybakina sarebbe da diverse settimane in preda a severi problemi psicologici per l’eccesso di stress accumulato nell’ultima fase della sua collaborazione con il suo storico coach Stefano Vukov, che in più occasioni è stato ripreso con atteggiamenti pesanti ed aggressivi con la sua assistita. I due collaborano da quando Elena era teenager, ma la situazione è nettamente peggiorata nell’ultimo periodo, tanto che gira voce che il coach sia stato addirittura bannato dal tour nelle scorse settimane. Ne ha parlato anche Andy Roddick nel suo famoso podcast, dove ha affermato: “Ovviamente c’è molto di più da raccontare, ma non possiamo avere un’opinione precisa su qualcosa di cui ufficialmente non si sa nulla. Il suo allenatore è stato bandito dal Tour: c’è una lista di allenatori disponibili e lo hanno cacciato via. Non vieni cacciato via per niente”.
    Queste invece le parole sulla faccenda, assai dettagliate, fornite dalla giornalista Tartakova, nel suo canale Tennis Bolshei, che riportiamo integralmente (tradotte dal russo da un collega kazako).
    “Molte persone non capiscono il motivo dei problemi di salute di Rybakina. Dicono che ha problemi alla schiena, questa è la ragione ufficiale; ha anche avuto problemi allo stomaco, Tuttavia, come hanno detto le persone coinvolte nella sua carriera professionale, in questo momento Elena è molto stressata, è qualcosa di psicosomatico. È in un momento caotico, in uno stato di completa disorganizzazione, non riesce a giocare. Tutte queste difficoltà che sta affrontando in questo momento derivano dalla tremenda pressione subita dal suo ex allenatore Vukov“.
    “Dicono che Stefano era effettivamente andato negli Stati Uniti ed era pronto a continuare a lavorare con Elena, ma che lei ha deciso che si sarebbero lasciati a causa di… Non voglio usare parole troppo grandi, ma diciamo a causa dell’atteggiamento non del tutto corretto nei suoi confronti” continua Tartakova. “Che lui la ‘mangiava’ tutto il tempo, come dicevano le persone intorno a Elena. I suoi genitori l’hanno difesa, perché non riusciva a uscire da questo circolo vizioso”.
    “Da un lato, stiamo parlando dell’allenatore che è stato con lei da quando aveva 17 anni, che lei, insieme alla sua famiglia, ha scelto. È chiaro che erano molto uniti, che ha vissuto i momenti migliori della sua carriera grazie al lavoro insieme, ma dall’altro lato i suoi genitori hanno insistito sul fatto che Elena avesse bisogno di un cambiamento nella sua vita da tennista. C’erano pressioni, insulti, parolacce che uscivano costantemente dalle labbra di Vukov. E ora sta soffrendo, cercando di liberarsi di questi problemi psicologici. La situazione è molto difficile per lei”.
    Il nome di Vukov è stato apparentemente rimosso dalla lista degli allenatori approvati dalla WTA, ma non c’è stata alcuna conferma ufficiale che sia stato bandito, anche la notizia gira nell’ambiente, come confermano le parole di Roddick.
    Tartakova in merito aggiunge: “Ho cercato di trovare informazioni sul fatto che sia stato sanzionato all’interno del WTA Tour. Ne ho già parlato mesi fa, c’era presumibilmente una dichiarazione che era stato sospeso all’interno del circuito. Nessuno lo ha confermato ufficialmente. Lo scopriremo presto, se trova un’altra giocatrice, allora questo divieto non esiste. Secondo Vukov, non ha alcun divieto”.
    Una storia sicuramente brutta e complicata, visto che si parla di un comportamento al limite delle molestie, o che l’abbia addirittura superato provocando il collasso emotivo di Rybakina. Sarebbe importante un’indagine approfondita da parte della WTA e che la posizione del coach fosse chiarita in modo ufficiale. Elena intanto è ferma proprio da US Open, dove non scese in campo per il suo match di secondo turno.
    Marco Mazzoni LEGGI TUTTO

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    ATP 500 Tokyo: buon esordio di Berrettini, supera Van de Zandschulp in due set

    Matteo Berrettini a Tokyo

    Esordio vincente per Matteo Berrettini all’ATP 500 di Tokyo: con una prestazione solida al servizio e sprazzi di buon tennis il romano batte per 6-3 6-4 Botic Van de Zandschulp, confermando la sua superiorità sull’olandese (quarta vittoria in altrettante sfide). Novanta minuti di tennis concreto per Matteo, contraddistinto da 7 Ace (nessun doppio fallo) e i suoi schemi preferiti, diritto potente e molti tagli col back di rovescio che hanno tolto ritmo e proposto palle basse e scomode sulle quali Van de Zandschulp ha spesso fatto molta fatica. Troppi gli errori per l’olandese, soprattutto nella prima fase del match, dove ha stentato a centrarsi e trovare ritmo col servizio. Matteo ha iniziato male, subendo un break a freddo, e poi ne ha concesso un altro servendo per il primo set sul 5-1, ma dopo aver chiuso il primo parziale è stato assai solido e ha annullato l’unica chance del contro break nell’ottavo game con la sua combinazione servizio e diritto, perfetta. Al secondo turno ci sarà il vincente di Fils – Fritz.
    Berrettini avrebbe potuto chiuderla anche con un punteggio più netto senza quelle piccole fasi negative, ma non c’è mai stata la sensazione che la partita potesse scappargli di mano. Ha servito mettendo in campo il 72% di prime palle, vincendo il 71% dei punti, e anche in risposta è stato molto ficcante sulle seconde palle non sempre veloci e angolate dell’olandese. Nello scambio Botic ha strappato alcuni bei punti tirando a tutta il suo diritto potente, ma quando c’è stato da costruire, imbastire lo scambio e rincorrere, Matteo è stato assai più svelto, reattivo e continuo. Proprio la rapidità generale e velocità nella copertura del campo dell’azzurro è forse la notizia più importante della giornata, indica una buona condizione atletica e la sua voglia di giocare da protagonista questo torneo e il finale di una stagione che gli ha portato 3 tornei ATP, e dalla quale vuol ancora togliersi qualche soddisfazione e soprattutto salire nel ranking per essere testa di serie agli Australian Open 2025.
    Buoni i tempi degli attacchi a rete di Matteo, e ottimo l’uso del taglio col rovescio. Questo, insieme al servizio, è stato il colpo che più ha sostenuto il suo tennis e creato problemi all’olandese. Infatti sia con il back incrociato, lento e profondo, che con il taglio di rovescio improvviso in lungo linea, Berrettini è riuscito a spostare l’avversario e non permettergli di colpire una palla consistente e di buona altezza. Botic si piega ben poco sulle ginocchia, e quando è costretto a rincorrere sulla destra il suo equilibrio è spesso modesto. Una buona prestazione complessiva per l’azzurro, dopo le tre vittorie in Davis Cup a Bologna.
    Contro Fils Matteo non ha mai giocato, contro Fritz non ha mai vinto. Al secondo turno, comunque vada, ci sarà una bella sfida.
    Marco Mazzoni

    La cronaca
    Il match con bagarre immediata. Berrettini serve solo prime palle ma commette due errori gravi (diritto e volée) e l’olandese strappa un break immediato. Immediata è anche il contro break di Matteo, grazie agli errori di Van de Zandschulp (un doppio fallo, un rovescio, e un tocco pessimo di volo sulla palla break). Berrettini è meno falloso dell’olandese, e il suo tocco è migliore, come sulla splendida palla corta nel terzo game, imprendibile. 2-1 per l’azzurro, che scappa in vantaggio con un break nel quarto game. Il diritto di Botic non è affatto centrato, e anche la prima palla non va, così che Matteo sulle seconde può spingere forte con il suo diritto potente. L’olandese salva la prima chance sul 15-40 con l’Ace, ma sulla seconda Berrettini tira una bella risposta angolata e poi un diritto vincente, per il 3-1. Con due Ace il romano vola 4-1, poi continua a spingere e pungere col diritto, bellissimo il diritto in corsa che lo porta 0-30 nel sesto game. Continui alti e bassi per Van de Zandschulp, qualche colpo di qualità ma anche troppe incertezze, inclusa una seconda di servizio troppo lenta e facilmente aggredibile da Berrettini. Il game è lungo, l’italiano trova anche un bel passante di rovescio lungo linea a una sola mano, gran controllo e polso d’acciaio. Dopo dodici punti Matteo si procura una palla break con un errore di rovescio banale. Berrettini è fortunato sul primo passante, deviato dal nastro, quindi chiude con una seconda bordata. Doppio break e 5-1 Berrettini, quinto game consecutivo. Serve per chiudere il parziale l’italiano, ma non ci riesce. Botic trova i due migliori diritti del suo incontro, due spallate vincenti imprendibili. Sul 30 pari Matteo spara lungo un diritto in corsa, gli costa la palla break e il break arriva, con tocco di volo mal calibrato (da posizione difficile). Il 90% di prime palle in campo per l’azzurro, ma due break subiti. L’olandese si porta 3-5 con un buon turno di servizio – e meno errori – quindi Berrettini serve di nuovo per il set. Di nuovo un errore di volo per Matteo, 30 pari, rimedia con un Ace al centro e sul set point un altro. 6-3 Berrettini.
    Van de Zandschulp inizia male anche il secondo set. Un doppio fallo, un altro erroraccio in costruzione che gli costa una palla break. Si salva Botic, ma ne concede un’altra arrivando male su di un back di rovescio “maligno” di Berrettini. L’italiano strappa il break con un passante di rovescio deviato dal nastro e reso imprendibile. 1-0 Berrettini, con un game solido al servizio e diritto pesante consolida il vantaggio, 2-0. L’olandese ritrova la prima di servizio, più precisione col diritto e attacca la rete con buon tempo. Matteo continua a servire con buone percentuali, spinge col diritto e taglia ottimamente la palla col back di rovescio, traiettorie che “l’Orange” mal digerisce. Il set segue i turni di battuta senza altri scossoni, dopo le incertezze della prima fase ora il tennis di VDZ è più continuo, sostenuto anche da una prima palla più efficace. Appena c’è da toccare la palla, la miglior mano di Matteo c’è (e ottime anche le rincorse, sia difensive che verso le rete). 4-3 Berrettini. Arriva un turno di servizio più incerto per il romano, con un paio di ottime giocate ma anche troppo campo lasciato al rivale. Ai vantaggi Matteo sbaglia un back di rovescio all’interno di uno scambio lungo e tattico, gli costa una palla break. La cancella di prepotenza con il suo schema principe, servizio potente e diritto inside out vincente. Con due Ace di fila, sesto e settimo, si porta 5-3. Eccellente reazione dal primo momento di difficoltà del set. Van de Zandschulp forse paga mentalmente lo scoramento della chance non sfruttata. Sbaglia due rovesci cross, molto bloccato con le gambe nell’esecuzione, crolla 15-40 con una volée toccata in rete, ecco due match point per Berrettini. Non va il lob di Matteo sul primo, ottimo l’attacco col diritto dell’olandese sul secondo. Con un Ace Botic resta aggrappato al match, 4-5. Matteo serve per chiudere. Solido l’azzurro, battuta efficace, diritto potente giocato con profondità. Con un’altra pallata di servizio imprendibile vola 40-0, altre 3 palle match. Basta la prima, muore in rete la risposta di Van de Zandschulp. Una buona vittoria, prestazione solida che gli apre le porte del secondo turno, dove probabilmente ci sarà Taylor Fritz (o Fils).

    van de Zandschulp – Berrettini ATP Tokyo Botic van de Zandschulp34 Matteo Berrettini66 Vincitore: Berrettini ServizioSvolgimentoSet 2M. Berrettini 15-0 30-0 40-04-5 → 4-6B. van de Zandschulp 0-15 0-30 15-30 15-40 30-40 40-40 A-40 ace3-5 → 4-5M. Berrettini 15-0 30-0 30-15 30-30 40-30 40-40 40-A 40-40 A-40 ace ace3-4 → 3-5B. van de Zandschulp 30-0 30-15 40-15 40-302-4 → 3-4M. Berrettini 15-0 ace 30-0 30-15 30-30 40-302-3 → 2-4B. van de Zandschulp 15-0 30-0 40-0 40-15 ace1-3 → 2-3M. Berrettini 15-0 30-0 40-0 40-151-2 → 1-3B. van de Zandschulp 15-0 30-0 40-00-2 → 1-2M. Berrettini 15-0 15-15 15-30 30-30 40-300-1 → 0-2B. van de Zandschulp 15-0 30-0 30-15 df 30-30 30-40 40-40 40-A0-0 → 0-1ServizioSvolgimentoSet 1M. Berrettini 15-0 30-0 30-15 30-30 40-30 ace ace3-5 → 3-6B. van de Zandschulp 0-15 df 15-15 30-15 40-15 40-302-5 → 3-5M. Berrettini 0-15 15-15 30-15 30-30 30-401-5 → 2-5B. van de Zandschulp 0-15 0-30 15-30 30-30 40-30 40-40 df A-40 40-40 A-40 40-40 A-40 40-40 40-A1-4 → 1-5M. Berrettini 15-0 30-0 ace 40-0 ace 40-151-3 → 1-4B. van de Zandschulp 15-0 ace 15-15 15-30 15-40 30-40 ace1-2 → 1-3M. Berrettini 15-0 30-0 30-15 40-151-1 → 1-2B. van de Zandschulp 15-0 15-15 15-30 df 30-30 40-30 40-40 40-A1-0 → 1-1M. Berrettini 0-15 15-15 15-30 15-400-0 → 1-0

    Statistiche
    🇳🇱 B. van de Zandschulp
    🇮🇹 M. Berrettini

    Punteggio servizio
    218
    271

    Ace
    5
    7

    Doppi falli
    4
    0

    Percentuale prime di servizio
    63% (41/65)
    72% (42/58)

    Punti vinti con la prima
    66% (27/41)
    71% (30/42)

    Punti vinti con la seconda
    33% (8/24)
    44% (7/16)

    Palle break salvate
    50% (4/8)
    33% (1/3)

    Giochi di servizio giocati
    9
    10

    Punteggio risposta
    171
    195

    Punti vinti in risposta sulla prima
    29% (12/42)
    34% (14/41)

    Punti vinti in risposta sulla seconda
    56% (9/16)
    67% (16/24)

    Palle break convertite
    67% (2/3)
    50% (4/8)

    Giochi di risposta giocati
    10
    9

    Punti vinti a rete
    58% (11/19)
    50% (5/10)

    Vincenti
    18
    22

    Errori non forzati
    32
    24

    Punti vinti al servizio
    54% (35/65)
    64% (37/58)

    Punti vinti in risposta
    36% (21/58)
    46% (30/65)

    Punti totali vinti
    46% (56/123)
    54% (67/123)

    Velocità massima servizio
    218 km/h
    218 km/h

    Velocità media prima di servizio
    198 km/h
    206 km/h

    Velocità media seconda di servizio
    160 km/h
    169 km/h LEGGI TUTTO

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    Tim Mayotte: “Si gioca troppo? La soluzione è facile”

    Tim Mayotte, ex n.7 al mondo

    Si gioca troppo? Sì, ma è possibile trovare una soluzione, anche facile, per sopravvivere. Così Tim Mayotte, ex stella del tennis USA degli anni ’80, indomito interprete del vero serve and volley, risponde alle critiche rilasciate lo scorso weekend a Berlino da Alcaraz e Zverev sulla durezza della stagione tennistica e sui troppi impegni richiesti ai giocatori. Zverev aveva tuonato contro il sistema, che conosce molto bene essendo anche nel board dell’ATP come rappresentante dei giocatori, affermando che non esiste uno sport che finisce la seconda settimana di novembre e riprende il 29 dicembre; Alcaraz aveva detto di sentirsi poco motivato a giocare alcuni tornei, per colpa una stagione troppo affollata che non consente di staccare la spina e stare un po’ di più a casa e allenarsi. Parole che non sono passate inosservate anche a Mayotte, che così risponde sul tema, dando la sua soluzione.
    “La soluzione è facile. Non giocare la Laver Cup. Non andare in Australia fino alla settimana precedente all’avvio degli Australian Open. Non giocare esibizioni. Ridurre gli impegni per servizi fotografici e per gli spot pubblicitari e riposare. I giocatori lo dicono da sempre, ma continuano a riempire i loro programmi con eventi da grandi guadagni“.

    Easy solution.Don’t play the Laver Cup.Don’t go to Australia until week before the OpenNo exhibitionsCut back on photo shoots for commercials and rest
    Players been saying this forever but they continue to fill their schedules with big money everts https://t.co/clpHV0BEWG
    — Tim Mayotte (@TimMayotte) September 24, 2024

    Ad una risposta della giornalista canadese Stephanie Myles, che afferma quanto sarebbe stato difficile per Zverev rifiutare la Laver Cup in Germania, così risponde ancora Mayotte:
    “Sta parlando del programma in generale. I giocatori vogliono fare più soldi e riposare di più. Le due cose non vanno d’accordo” conclude lo statunitense.
    Parole nette, che vanno dirette al cuore del problema: guadagnare di più, giocare di meno. Due esigenze difficili da conciliare. La soluzione di Mayotte in fondo è di puro buon senso, per una volta Gentleman Tim, famoso per la sua correttezza in campo, è stato tanto tagliente quanto le sue volée vincenti…
    Marco Mazzoni LEGGI TUTTO

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    ATP 250 Chengdu: Shang un fulmine! Scrive la storia, primo cinese a vincere un torneo ATP in patria. Musetti è sconfitto in due set

    Lorenzo Musetti (foto Getty Images)

    Non c’è lieto fine per Lorenzo Musetti all’ATP 250 di Chengdu. Il secondo miglior tennista italiano nella classifica ATP è battuto in finale da un fantastico Juncheng “Jerry” Shang (7-6(4) 6-1 lo score), bravissimo a mettere in campo tutto il suo talento di colpitore, anticipo, varietà di soluzioni offensive e copertura del campo. Il 19enne di Pechino, che da anni vive e si allena in Florida, vince il suo primo torneo ATP e lo fa nel suo paese, non era mai accaduto finora. Impressionante anche la sicurezza e solidità del classe 2005, non ha tremato mai di fronte al suo pubblico e in un’occasione così importante, rimediando all’unico momento “no” del match – il contro break subito sul 6-5 quando serviva per il primo set – giocando un tiebreak eccellente. Musetti invece perde la terza finale in stagione, dopo quelle del Queen’s e Umag.
    Lorenzo non ha giocato una brutta partita, tutt’altro, ma “Jerry” complessivamente ha comandato gli scambi forte di una reattività clamorosa che gli consente di avventarsi sulla palla in totale anticipo e scaricare accelerazioni con angoli spesso imprendibili, e pure imprevedibili. Lungo linea o cross non fa differenza: con il suo equilibrio dinamico, controllo del corpo e dei colpi, riesce a sorprendere cambiando continuamente angolo per l’affondo, e questo ha messo in crisi la pur ottima capacità difensiva e grinta di Musetti, che ha lottato come meglio ha potuto fino alla metà del secondo set, quando Shang ha toccato il cielo con un dito trovando 20 minuti di tennis irresistibili e spaccando la partita a sua favore. Il cinese vinto perché ha comandato i tempi di gioco ed è stato talmente rapido da annullare le variazioni e cambi di ritmo dell’azzurro. In più turni di battuta del toscano è stato proprio il servizio a tenerlo a galla, perché Shang alla prima palla più corta o aggredibile non s’è fatto pregare, entrando a tutta e sbagliando davvero poco per la profondità e angolo dei suoi fendenti. Shang ha risposto con maggior aggressività, nonostante Musetti abbia servito il 75% di prime palle in campo. Di sicuro, la battaglia in risposta l’ha vinta il cinese, e questo è stato molto importante.
    La partita è stata molto equilibrata nel primo set, con Musetti bravo a servire bene e controbattere le accelerazioni di Shang con tagli e cambi di ritmo potenti col diritto, o qualche sbracciata di rovescio delle sue. Ha salvato due palle break nel quinto game, poi è andato sotto sul 5 pari, ma è stato duro nello spingere e mettere pressione all’avversario, incappato in un turno di servizio senza prime palle e contro brekkarlo. Decisivo alla vittoria del cinese il tiebreak del primo set: Lorenzo ha iniziato male, regalando il primo punto di volo, errore che forse l’ha un po’ irrigidito. Lì Shang ha trovato un paio di vincenti splendidi che l’hanno fatto decollare verso il successo. Irresistibile il cinese nel secondo set, una sorta di macchina infernale per anticipo e traiettorie vincenti. Ha tirato a tutta da ogni posizione di gioco, annullando le contromosse dell’azzurro, con alcune accelerazioni davvero impressionanti. Bravissimo.
    Musetti esce dal campo sconfitto, nonostante una prestazione non negativa sino alla metà del secondo set. Shang gli è stato superiore per aggressività e decisione nel trovare soluzioni offensive. Il cinese ha risposto con più incisività, mentre Lorenzo ha bloccato troppo spesso la risposta, non trovando una profondità adeguata. Prendersi qualche rischio diretto in più poteva forse mandare un segnale. Il piano dell’italiano era chiaro: non dare ritmo all’avversario, che se può impattare su palla veloce e pulita può farti malissimo; ma le variazioni di Lorenzo non sono state abbastanza ficcanti da togliere il tempo di gioco al cinese. Per questo forse “Muso” avrebbe dovuto sporcare di più la palla alzando la parabola col diritto, per non consentire a Shang di aggredire la palla rapida in anticipo, ma oggettivamente il classe 2005 ha messo una pressione e velocità in campo da rendere le contro mosse di Musetti molto, molto difficili. Non era facile nemmeno tatticamente selezionare il colpo migliore per Lorenzo: infatti il cambio in lungo linea di rovescio – una delle armi migliori della sua faretra – ha incocciato molte volte sul rovescio cross di Shang, un fulmine nell’avventarsi sulla palla e chiudere l’angolo con un “stretto” quasi sulla linea. Nemmeno è stato facile per Lorenzo girarsi sul diritto a sinistra e caricare l’inside out, perché “Jerry” ha spesso annullato lo svantaggio con un diritto lungo linea profondo davvero preciso.
    Davvero un gran bel Shang, che vince il suo primo ATP con merito confermando un talento davvero importante. Peccato per Musetti, stoppato da un rivale giovane, in forte ascesa e in grandissima giornata.
    Marco Mazzoni

    La cronaca
    La finale dell’ATP 250 di Chengdu inizia con Musetti alla battuta. Nel terzo punto si capisce che partita sarà: “Jerry” corre benissimo, rimette tutto e cerca un buon anticipo, ma non rischia le righe, quindi lo scambio è lungo e alla fine prevale la variazione col back di rovescio di Lorenzo, che manda fuori ritmo il classe 2005. Va fuori giri Shang col diritto sul 40-15, ancora su di un bel back basso e rapido. 1-0 Musetti. Carica bene il diritto mancino Zhang nel suo primo turno di battuta, comanda e chiude a 15, 1 pari. Ottima anche la precisione, profondità e aggressività del diritto di Musetti, rapido a spingere la risposta del cinese. Trova il primo Ace del match “Muso”, game a zero e 2-1. Stupenda l’accelerazione di rovescio cross di Shang, ne trova due di fila nel quarto game, una più bella e definitiva dell’altra, invece il diritto tende a scappargli lungo quando tira a tutta. 4 vincenti col rovescio, e 2 pari. Buon tennis, tanti punti vincenti e tennis offensivo. Molto interessante la trama tattica del match: Shang anticipa e chiude gli angoli, Musetti varia ritmi e rotazioni. Nel quinto game Jerry forza un paio di errori di Lorenzo, che si ritrova sotto 30-40. Salva la prima palla break del match con un ottimo servizio. Concede una seconda PB, rischiando un diritto vincente dopo il servizio che gli esce. Ancora un’altra eccellente prima di servizio, potente, lo salva. Musetti spinge appena può dall’angolo sinistro, deve evitare di stuzzicare il rovescio di Shang visto che il suo cross è micidiale per timing e angolo. Con grinta, Musetti si porta 3-2. Si scorre sui turni di battuta, tennis molto aggressivo da parte di entrambi. Nell’ottavo game è molto bravo l’allievo di Tartarini a lavorare la palla e governare lo scambio, back di rovescio sul diritto del rivale e via avanti. 0-30. Sul 15-30 Lorenzo spreca una chance, il secondo passante di diritto era fattibile ma lo tira lungo. Poteva essere doppia break, invece con 4 punti di fila, lo score è 4 pari. Il servizio sostiene l’azzurro, 5-4 (72% di prime palle finora, vincendo il 78% dei punti). Sul 5 pari Lorenzo smarrisce la prima palla, e Shang entra molto deciso fin dalla risposta, mettendo grande pressione. Musetti prova ad accelerare per uscire dalla scambio ma sbaglia un diritto e poi un rovescio, scivola 15-40. Bravissimo Shang a costruire un gran scambio, bloccando Musetti a sinistra e quindi tirando un diritto lungo linea vincente fulminante. BREAK Shang, 6-5 e servizio. Era proprio il servizio a sostenere il gioco dell’italiano, appena è calato ecco che il cinese ha preso il sopravvento dalla risposta. Anche Jerry smarrisce la prima palla, …la tensione… Miracolosamente tiene in campo uno smash, poi sbaglia un diritto, 15-30. Musetti è bravo a spingere tanto col rovescio cross, e Juncheng sbaglia. 15-40, prime palle break per Lorenzo. Ottimo il cambio di ritmo col diritto cross, Shang non contiene in difesa. Contro BREAK Musetti, grande reazione (solo seconde palle per il cinese). Tiebreak. Combina un doppio disastro Musetti nel primo punto, non chiude una volée alta non difficile e poi intercetta un passante destinato ad uscire nettamente. Ci pensa Shang a restituire il punto, errore gratuito. Con un altro diritto vincente il cinese si riprende un mini-break, velocità clamorosa di uscita della palla dalle sue corde. Si gira 4-2, out la risposta di Lorenzo. Il toscano vince i suoi due punti al servizio, 4-5. Con un Ace esterno imprendibile Shang vola 6-4, due Set Point. Altro Ace, finisce 7 punti a 4. Bravo Shang a giocare con grande aggressività il tiebreak, si è preso i punti decisivi con ottime accelerazioni, ma quel primo punto perso male dall’azzurro non ci voleva. 1 ora di ottimo tennis complessivo.
    Musetti in risposta cerca di aggredire il rivale all’avvio del secondo set, ma è davvero eccellente la difesa di Shang, bravissimo ad abbassarsi sulle ginocchia su due accelerazioni e trovare un angolo difensivo perfetto. 1-0 Shang. Ha bisogno di punti col servizio Musetti, ancor più in questa fase dove Shang è velocissimo, aggressivo e non sbaglia praticamente niente. Lorenzo prova ad attaccare la rete ma non chiudendo la volée è comodo per il cinese arrivare e trovare il passante. Non è fortunato ai vantaggi Musetti, un rovescio da metà campo incoccia il nastro e diventa un assist per il rivale. Palla Break Shang. Attacca la rete Lorenzo, ma gioca di volo da troppo lontano e la volée di rovescio non è tagliata abbastanza, muore lunga. BREAK Shang, 2-0. Forte del vantaggio, Jerry è scatenato: gioca veloce, profondo, attacca subito la palla trovando angoli perfetti, è tutto preciso e rapidissimo. Forse Musetti dovrebbe provare a sporcare di più la palla, alzare le parabole per togliere ritmo all’avversario, che invece spara l’Ace #5 e si porta 3-0. L’azzurro interrompe la striscia del rivale con un solido turno di battuta, è necessario trovare la zampata in risposta per riaprire l’incontro. Ci prova a tutta Lorenzo, il diritto è pesante in risposta e nel passante, 15-30. Sulla velocità e angolo in anticipo Shang è irresistibile, spettacolare come si prende il punto del 30 pari. Dura la lotta, ma il più duro – anche fisicamente – è Jerry, 4-1. Il cinese è “on fire”, tutto prova e tutto gli riesce. Clamorosa l’accelerazione di diritto vincente in corsa sul 30 pari, un lungo linea telecomandato, come il miglior Agassi per anticipo e controllo. Palla del doppio break. Musetti prova a cambiare col lungo linea di rovescio, il suo colpo, ma gli esce di poco. BREAK Shang, 5-1, solo un passo per scrivere una pagina di storia. Frustrazione a mille per Lorenzo, che pur giocando tutt’altro che male non riesce più ad arginare la velocità del rivale. La lascia scorrere con rabbia su ogni palla, tirata col massimo della forza. Strappa due palle per recuperare un break, sul 15-40. Shang cancella la prima con un Ace; non gestisce bene la palla corta Lorenzo sulla seconda, con un tocco a chiudere che gli scappa di metri. Poi è Musetti a cancellare il primo match point con una risposta a tutto braccio, una delle poche. Chiude al secondo Shang, out il lob dell’italiano. È il suo primo titolo ATP, a 19 anni, e primo in casa. Grandissima prestazione, a tutto tondo, a tutto campo. Vittoria meritata, e possiamo dire “primo di molti”. Troppo talentoso e completo il cinese per restare solo una meteora. Musetti c’ha provato, non ha giocato affatto male ma la rapidità del rivale è stata superiore.

    Lorenzo Musetti vs Juncheng Shang ATP Chengdu Lorenzo Musetti [1]61 Juncheng Shang76 Vincitore: Shang ServizioSvolgimentoSet 2J. Shang40-30 0-15 15-15 15-30 15-40 30-40 40-40 A-40 40-40 A-401-5 → 1-6L. Musetti 15-0 15-15 15-30 30-30 30-401-4 → 1-5J. Shang 0-15 15-15 15-30 30-30 40-301-3 → 1-4L. Musetti 0-15 15-15 30-15 40-150-3 → 1-3J. Shang 15-0 30-0 ace0-2 → 0-3L. Musetti 0-15 15-15 30-15 30-30 40-30 40-40 40-A0-1 → 0-2J. Shang 0-15 15-15 15-30 30-30 40-30 40-40 A-40 40-40 A-40 40-40 A-400-0 → 0-1ServizioSvolgimentoSet 1Tiebreak0*-0 0-1* 1-1* 1*-2 2*-2 2-3* 2-4* 2*-5 3*-5 4-5* 4-6* ace ace6-6 → 6-7J. Shang 0-15 15-15 15-30 15-405-6 → 6-6L. Musetti 15-0 15-15 15-30 15-405-5 → 5-6J. Shang 15-0 30-0 40-0 ace5-4 → 5-5L. Musetti 15-0 30-0 30-15 40-154-4 → 5-4J. Shang 0-15 0-30 15-30 30-30 40-304-3 → 4-4L. Musetti 15-0 30-0 40-0 40-153-3 → 4-3J. Shang 15-0 30-0 30-15 40-15 40-303-2 → 3-3L. Musetti 15-0 15-15 15-30 30-30 ace 30-40 40-40 40-A 40-40 A-40 40-40 A-402-2 → 3-2J. Shang 0-15 15-15 15-30 30-30 40-30 40-40 A-402-1 → 2-2L. Musetti 15-0 30-0 40-0 ace1-1 → 2-1J. Shang 0-15 15-15 30-15 40-15 ace1-0 → 1-1L. Musetti 15-15 30-15 40-15 40-300-0 → 1-0

    Statistiche
    🇮🇹 L. Musetti
    🇨🇳 J. Shang

    Punteggio servizio
    257
    286

    Ace
    2
    5

    Doppi falli
    0
    0

    Percentuale prime di servizio
    75% (46/61)
    68% (49/72)

    Punti vinti con la prima
    61% (28/46)
    73% (36/49)

    Punti vinti con la seconda
    53% (8/15)
    52% (12/23)

    Palle break salvate
    40% (2/5)
    67% (2/3)

    Giochi di servizio giocati
    9
    10

    Punteggio risposta
    118
    179

    Punti vinti in risposta sulla prima
    27% (13/49)
    39% (18/46)

    Punti vinti in risposta sulla seconda
    48% (11/23)
    47% (7/15)

    Palle break convertite
    33% (1/3)
    60% (3/5)

    Giochi di risposta giocati
    10
    9

    Punti vinti a rete
    44% (4/9)
    50% (2/4)

    Vincenti
    12
    21

    Errori non forzati
    31
    27

    Punti vinti al servizio
    59% (36/61)
    67% (48/72)

    Punti vinti in risposta
    33% (24/72)
    41% (25/61)

    Punti totali vinti
    45% (60/133)
    55% (73/133)

    Velocità massima servizio
    216 km/h
    212 km/h

    Velocità media prima di servizio
    193 km/h
    188 km/h

    Velocità media seconda di servizio
    147 km/h
    149 km/h LEGGI TUTTO